Disponibile su tutte le piattaforme digitali e accompagnato dal videoclip ufficiale diretto da Fabrizio Lecce, è in distribuzione ’Ntoni ’Ntoni, nuovo singolo dei Kamafei. Un brano che racconta l’anima profonda della band salentina: la forza del tamburello, cuore pulsante della pizzica, la tradizione orale e una sensibilità musicale che dialoga con il presente senza snaturarsi.
Kamafei è una parola in griko che significa «caldo che scorre»: un’immagine perfetta per descrivere l’energia che attraversa il progetto, un calore che nasce dall’incontro tra strumenti antichi e moderni e che dal vivo si traduce in un’esperienza condivisa, dove la musica diventa movimento, partecipazione, comunità. È lo stesso spirito che anima il nuovo singolo, registrato presso Il Cantiere Lab, mixato da Luigi Russo e arricchito dalla tromba di Gabriele Blandini, capace di innestare nuove sfumature timbriche su una struttura profondamente radicata nella cultura popolare salentina.
Il ritornello richiama un simbolo arcaico di energia, purificazione e protezione. Il verso «’Ntoni ’Ntoni suntu picca moi li boni e quiddhri ca su boni su focu de Sant’Antoni» riprende infatti un’espressione dell’antica saggezza contadina: le persone davvero buone sono poche, ma proprio per questo preziose, come il fuoco di Sant’Antonio che raduna la comunità, accende il rito e trasforma il ritmo in esperienza collettiva. La musica diventa così veicolo di memoria, ma anche strumento di rilettura simbolica del presente.
Il videoclip, con la regia di Fabrizio Lecce, è stato girato interamente a Cutrofiano, tra il Mercato della Cultura, il Museo della Ceramica e Masseria L’Astore. Accanto ai componenti del gruppo compaiono le danzatrici Sara Albano, Laura Boccadamo e Cristina Frassanito, che attraverso il corpo danno forma visiva a un racconto dove gesto, suono e territorio si fondono in un’unica narrazione. La danza non è semplice accompagnamento, ma parte integrante del discorso musicale: un’estensione fisica del ritmo, una traduzione visiva della pulsazione collettiva.
Per i Kamafei, più forti sono i legami con le proprie origini, più diventa possibile lavorarci sopra, sperimentare e costruire qualcosa di nuovo senza perdere credibilità. La loro pizzica-pizzica si muove lungo una linea sottile ma fertile tra rispetto delle radici e apertura sonora: le sonorità tradizionali di Antonio Melegari incontrano le melodie della Grecìa Salentina di Giovanni Palma; il ritmo del tamburello si intreccia con il basso elettrico di Marco Palumbo, la fisarmonica di Vittorio Chittano, la mandola di Alessio Giannotta e i groove della batteria di Matteo Coppola.
















