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In Puglia e Basilicata

PensieriCorrenti Festival

I Marlene Kuntz in concerto a Locorotondo: «Le condizioni del pianeta ci fanno paura»

I Marlene Kuntz in concerto a Locorotondo: «Paura per le condizioni del pianeta»

Appuntamento in piazza Aldo Moro il 30 luglio con il progetto Karma Clima Experience

23 Luglio 2022

Bianca Chiriatti

Saranno i Marlene Kuntz i protagonisti di una delle serate più attese di PensieriCorrenti Festival, la rassegna che torna per la sua seconda edizione a Locorotondo (Ba), dal 27 al 31 luglio, per unire la divulgazione scientifica alla cultura e all'arte, rendendola più fruibile a tutti. Il gruppo, capitanato da Cristiano Godano, si esibirà il 30 luglio in piazza Aldo Moro, portando in scena l'ultimo progetto Karma Clima Experience, vera e propria esperienza in cui la musica e l’arte aprono varchi nella percezione comune di temi imprescindibili come il cambiamento climatico, la forza distruttiva che sta spingendo gli esseri umani verso un punto di non ritorno. Proprio Godano ci ha rivelato qualcosa su ciò che vedremo sul palco.

Cosa avete voluto raccontare in questo show?

«C'è la nostra paura, timore per questa inettitudine di larga parte di noi, che davanti a eventi catastrofici come il pianeta che sta morendo per il surriscaldamento climatico, non facciamo nulla, guardiamo i nostri telefoni, ci facciamo incantare dai fenomeni del web, e intanto fa sempre più caldo e i ghiacciai si sciolgono. Noi abbiamo paura e volevamo fare la nostra parte, di artisti che esprimono una loro riflessione».

Il vostro pubblico coglie questo messaggio e questa paura?

«Non sento accorata partecipazione a questa tematica in generale, ma non sono indifferenti, talvolta percepisco troppa rassegnazione. Credo che nella vita serva essere allarmati, cocciuti, non mollare il colpo. Il fatto è che per risolvere questo problema bisogna innanzitutto riconoscerlo. Basterebbe affidarsi alla scienza, e acquisita questa consapevolezza lavorare tutti insieme per arrivare a una soluzione».

E la scienza oggi, messa così tanto in discussione, fatica a farsi capire?

«La scienza non nasce per essere affabulatrice, non è suo compito avere un linguaggio capace a incantare. Qui, però, ci troviamo davanti a dati evidenti: le estati sono più calde, il ghiacciaio della Marmolada si scioglie e la gente muore, è spiacevole che la scienza sia così denigrata perché tutto ciò che facciamo nella nostra quotidianità è ad essa connesso. In un mondo così pieno di privilegi e facilitazioni questa perdita di fiducia è incomprensibile».

Questa sensibilità nei confronti del tema l'avete sempre avuta o è maturata con l'esperienza?

«Credo dipenda dalla paura, sono 15 anni che sono sempre più preoccupato per i caldi estivi anomali, i musicisti e i tecnici montano i palchi alle tre del pomeriggio sotto il sole cocente, noi suoniamo con 38 gradi, ma fra qualche anno sarà ancora peggio. Non è un problema che riguarda solo le generazioni future, lo avremo anche noi».

La Puglia vi ha sempre accolto a braccia aperte, che ricordo avete dei vostri concerti qui?

«È un posto magnifico, una terra accogliente, intraprendente, con gente sveglia, estremamente generosa, affettuosa, dal Gargano al Salento. E poi c'è una bella versatilità dal punto di vista musicale: nel mio immaginario il Salento, ad esempio, era terra di reggae, di spensieratezza di notte in riva al mare, ma c'è anche un buon numero di ascoltatori settati sulla scena rock».

Cosa augurate a questo mondo?

«Che ci sia la possibilità di migliorarlo un po', ci sono tante storture, mi sento imbrigliato nella dimensione rete/tecnologia/social, che è chiaramente un prodigio, ma all'interno si innescano meccanismi di denigrazione della scienza, dell'informazione, è illusorio pensare di imparare qualcosa dal web, finché ci sarà un algoritmo ad acchiapparti».

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