«Mia figlia suona in una band, grazie a lei ho scoperto una miniera d’oro di talento, giovani che suonano davvero gli strumenti, cantano senza autotune e scrivono da soli le proprie canzoni». A parlare è Manuel Agnelli, che nella serata di ieri ha presentato a Milano il progetto triennale Suoni dal Futuro, frutto della collaborazione con il collettivo GERMI - Luogo di Contaminazione, e la SIAE, dedicato alla nuova generazione della scena musicale italiana dal vivo. «Io sono cresciuto così - continua Agnelli - ma negli ultimi anni avevo visto scomparire questa tendenza in nome di pochi autori che scrivono per tanti artisti, per un’industria che deve fatturare».
Il progetto, che coinvolge club in tutta Italia (c’è anche la Puglia) si sviluppa su due direttrici: da un lato, GERMI - LdC di Milano diventa laboratorio permanente di scouting e formazione, cinque serate al mese per 10 mesi, 100 band che presenteranno brani originali; dall’altro il Suoni dal Futuro Live Tour, che porterà la musica emergente nei club di otto città italiane – Milano, Roma, Bologna, Napoli, Palermo, Taranto, Pesaro e Torino – per 96 concerti complessivi tra primavera e autunno 2026. E sarà lo Spazioporto di Taranto a ospitare ad aprile tre date imperdibili, con la direzione artistica di Michele Riondino: l’11 aprile con Dirty Noise e Mars on Suicide, il 17 aprile con Dlemma e Wayloz, e il 24 aprile con Grida e Kahlumet. I sei gruppi poi saranno in giro per il resto dei locali, tutti eventi a ingresso gratuito, per favorire l’incontro diretto tra artisti e pubblico. «Questa generazione sta portando musica vera, suona ovunque, con passione e autenticità - continua Agnelli - e questi club diventano luoghi simbolici dove la loro creatività può incontrare il pubblico e crescere. Sono stati resi noti solo i nomi delle prime sei band, ma l’orizzonte è molto più ampio, vogliamo formare professionalità, coinvolgere tour manager, fonici, tecnici, piccole agenzie per dare nuova linfa a tutto il circuito. Siamo in contatto con centinaia di progetti musicali, il problema è solo lasciarne qualcuno fuori».
Suoni dal Futuro rappresenta l’evoluzione di un percorso già avviato con la precedente esperienza di Carne Fresca, rassegna lanciata nel 2024 al GERMI - LdC che ha dato spazio ad artisti tra i 15 e i 30 anni selezionati tra migliaia di candidature. Attorno a quell’esperienza si è sviluppata una rete concreta di opportunità e visibilità: esibizioni su palchi come il Festival dell’Economia di Trento, il Milano Film Fest e il tour «Ballate per Piccole Iene» degli Afterhours, spazi dedicati nei media e nella trasmissione «Leoni per Agnelli» su Radio24, e la pubblicazione di una raccolta di brani che ha contribuito a valorizzare questa nuova scena emergente.
Per la SIAE, partner del progetto, «Suoni dal Futuro non è solo un live tour, ma un ecosistema che sostiene la nuova musica italiana, mettendo al centro talenti giovani e diritti d’autore - sostiene il presidente Salvatore Nastasi - Confermiamo il nostro impegno verso una scena viva e curiosa, pronta a esprimersi: sostenerla e tutelarla significa costruire oggi le basi della creatività di domani. Per anni abbiamo discusso di algoritmi, dopo il Covid invece c’è stata un’esplosione di attività dal vivo, fenomeno mai successo prima. Questo dimostra che il rapporto fisico del pubblico con la musica è ancora fortissimo. Se ai ragazzi diamo strumenti diversi, vinciamo».
«Noi non inseguiamo la narrazione del riscatto sociale, perché per cinque ragazzini di periferia che ce la fanno, ce ne sono altri 30 milioni che non riescono - conclude Agnelli - noi vogliamo costruire un microsistema che viva di vita propria per far girare in maniera libera culture ed energie». Il tutto anche per riscoprire una cultura lontana dalla deriva dell’intelligenza artificiale: «È il fondo del barile, anzi si rischierà di produrre selezioni musicali dietro cui non c’è un essere umano. E c’è il pericolo che l’industria, che vuole monetizzare, si butti in questa direzione. Noi andiamo altrove, in cerca della qualità».
















