Venerdì 13 Marzo 2026 | 10:57

La musica di Guido Cagiva nella colonna sonora dell'«Avvocato Guerrieri»: «Ci sono finito dentro quasi per magia. Mi piace come la serie fotografi una Bari un po' noir...»

La musica di Guido Cagiva nella colonna sonora dell'«Avvocato Guerrieri»: «Ci sono finito dentro quasi per magia. Mi piace come la serie fotografi una Bari un po' noir...»

La musica di Guido Cagiva nella colonna sonora dell'«Avvocato Guerrieri»: «Ci sono finito dentro quasi per magia. Mi piace come la serie fotografi una Bari un po' noir...»

 
Bianca Chiriatti

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Bianca Chiriatti

La musica di Guido Cagiva nella colonna sonora dell'«Avvocato Guerrieri»: «Ci sono finito dentro quasi per magia. Mi piace come la serie fotografi una Bari un po' noir...»

Venerdì 13 Marzo 2026, 08:45

C’è la musica del barese Guido Cagiva nella colonna sonora di «Guerrieri – La Regola dell’Equilibrio», la nuova serie di Rai 1 girata nel capoluogo pugliese, diretta da Gianluca Tavarelli e tratta dai romanzi di Gianrico Carofiglio, che vede protagonista Alessandro Gassmann. Cagiva partecipa alla colonna sonora con sei brani, di cui quattro inediti tratti dal nuovo album La Bolla, in uscita in primavera (gli altri due provengono dal precedente lavoro, Mito). Un artista capace di coniugare radici territoriali e visione internazionale, che si è formato tra Amsterdam, i club di Londra e Milano, ma mantenendo sempre un forte legame con la sua città d’origine. Oggi, dopo un percorso importante con Asian Fake, prosegue il suo cammino da indipendente, lavorando alla produzione insieme ad Amerigo Benedettelli.

Cagiva, come è arrivata la sua musica nella serie dell'Avvocato Guerrieri?

«È avvenuta quasi una magia. Ho una sorella che lavora nel cinema e fa la truccatrice. È una mia grande fan, ha sempre fatto ascoltare a tutti le mie canzoni. Il regista della serie un giorno era in macchina insieme a un ragazzo della produzione, gli ha chiesto di mettere un po' di musica rap, stava cercando qualcosa che ringiovanisse la fiction. Lui si è ricordato di mia sorella, ha recuperato le mie canzoni, e Tavarelli le ha scelte subito. È stato tutto magico e inaspettato: già nella prima puntata, trasmessa lunedì scorso, tre canzoni sono andate in onda, di cui una che accompagna una splendida panoramica di Bari. Mi piace molto la fotografia della serie, i colori nostalgici con le luci dei lampioni gialle, rendono onore alla città, la rendono quasi noir».

Che tematiche affronta nei suoi brani?

«Hanno sempre un fondo di speranza, l’idea che alla fine le cose andranno bene. È un messaggio di ottimismo, vivere il momento, concentrarsi sul presente. Poi nel disco non mancano episodi di scrittura più profonda, temi sociali e personali, anche psicologici. Sono molto orgoglioso che la mia musica sia arrivata nella serie senza che io dovessi spingere o fare promozione. Sono riuscito a rimanere me stesso. E anche nel disco ci saranno tante cose che mi rispecchiano, strizzano l'occhio al rock, abbiamo curato assoli di chitarra, è molto musicale».

Chi sono le sue ispirazioni?

«Dal punto di vista del rap senz'altro gli ultimi lavori di Mac Miller, quelli più musicali e suonati, appunto. È la direzione che mi piace. Per il resto ormai ascolto quasi solo musica vecchia, tanto cantautorato. Ci tengo che si senta nel progetto, non voglio fare una cosa costruita a tavolino, anche le canzoni della serie nel disco saranno vestite in un modo diverso».

Per il futuro? Si vede ancora in Puglia?

«Stiamo preparando le date dal vivo per l'estate. E per il resto sì, penso oggi sia possibile rimanere qui e continuare a fare musica. Stiamo crescendo molto anche musicalmente, finalmente. C'è più movimento, possibilità».

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