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In Puglia e Basilicata

Il concerto

Taranto incontra il jazz: al Teatro Orfeo le note struggenti di Lady Blackbird

Taranto incontra il jazz: al Teatro Orfeo le note struggenti di Lady Blackbird

La cantante americana per la prima volta in Italia presenta il disco Black Acid Soul

17 Maggio 2022

Bianca Chiriatti

Il nome all’anagrafe è Marley Munroe, ma per tutti è ormai Lady Blackbird, tra i nomi più interessanti della scena jazz-soul americana. La cantante, che si è fatta conoscere al grande pubblico per la struggente interpretazione del brano «Blackbird» di Nina Simone, sarà in concerto per la prima volta in Italia, in un tour di tre date che parte domani sera, 18 maggio, dal Teatro Orfeo di Taranto, insieme all’Orchestra della Magna Grecia, e proseguirà il 19 allo storico Blue Note di Milano, e sabato 21 all’Alcazar di Roma. Le sue influenze spaziano da Billie Holiday a Gladys Knight, da Tina Turner a Chaka Khan, e la critica mondiale di lei apprezza lo stile unico e l’intensità emotiva (sembra sia molto difficile ascoltarla senza commuoversi).

Lady Blackbird presenterà sul palco del capoluogo jonico l’album di debutto «Black Acid Soul», prodotto da Chris Seefried e registrato nel leggendario Studio B (la stanza di Prince) al Sunset Sound di Los Angeles.

È la prima volta che viene in Italia, come si sente? Aveva mai visitato il nostro paese?

«C’ero stata solo in un’altra occasione, cinque anni fa. Sono molto emozionata, anche perché sarà la prima volta che porterò qui il mio show come Lady Blackbird»

Il tour parte da Taranto: conosceva già la Puglia?

«Quella volta in Italia ci ho passato un mese intero! Gagliano del Capo, Lecce, Gallipoli, sono posti ormai a me familiari, e non vedo l’ora di sperimentare di nuovo le belle atmosfere di questa splendida terra e di conoscerla ancora più a fondo»

Domani sera sarà sul palco con l’Orchestra della Magna Grecia: cosa significa essere circondata da tanti musicisti?

«Sarà un’altra prima volta in assoluto, non ho mai suonato insieme a un’orchestra prima, ma non vedo l’ora. Ho ascoltato gli arrangiamenti, sono paradisiaci. Mi piacerebbe avere anche altre occasioni per suonare con loro!»

Fra le sue influenze ci sono Chaka Khan, Billie Holiday, Tina Turner: che ne pensa, invece, della musica contemporanea? Le piace qualcuno in particolare?

«Sono tanti gli artisti che ascolto e apprezzo, quelli che mi hanno ispirato da bambina e non solo: nella mia casa si ascolta di tutto, dai Coldplay a Jay-Z e John Coltrane. Ho adorato l’ultimo disco di Celeste e sono anche grande fan di Brittany Howard»

I critici di tutto il mondo l’hanno definita la «Grace Jones» del jazz: come si sente di fronte a questo paragone?

«Confesso che non ne ero a conoscenza e sono molto felice. Lei mi piace tantissimo, è stata tra gli artisti che mi hanno ispirato di più. Non sento neanche lontanamente di meritare di essere accostata a lei, ma fa sicuramente molto piacere»

Secondo lei in questo periodo storico così particolare, tra guerra e pandemia, la musica è ancora in grado di diffondere messaggi potenti? E lei con la sua che cosa spera di trasmettere?

«Libertà e accettazione. La libertà di essere esattamente nel modo in cui sei nato, senza alcuna esitazione o dubbio. La musica è ancora uno strumento potente e può muovere le anime e le menti. E io spero di utilizzarla sempre come ponte per avvicinare mondi differenti»

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