Evocare luoghi tropicali attraverso mondi sonori psichedelici. Definire l’archetipo del femminile futuro a colpi di beat. Andare a spasso nel tempo e nello spazio per lanciare una sfida di voguing (stile di danza contemporanea, nato nei locali gay frequentati da latinoamericani e da afroamericani già dai primi Anni ‘60) in una ballroom di Milano o New York. Danzare l’afro-samba di Vinicius de Moraes in una spiaggia di Rio e infine distendersi sulla sabbia illuminata da due lune fra melodie dream pop che richiamano Londra dei primi ‘90... Si intitola «W» il nuovo album di Populous, uscito per La Tempesta International in Italia e per Wonderwheel Recordings nel resto del mondo, anticipato dai singoli «Flores no mar», «Soy Lo Que Soy» e «House of Keta».
Producer, deejay, sound designer, artista trasversale in grado di far dialogare le proprie creazioni con i linguaggi audiovisivi e con la moda, il salentino Andrea Mangia, in arte Populous, è riconosciuto in tutto il mondo come autorevole rappresentante della scena elettronica internazionale. A tre anni di distanza da «Azulejos», propone un disco nuovo di zecca, inoltrandosi in nuovi territori.
«W» è un portale spalancato sul tempo sospeso e intorpidito che stiamo vivendo, pronto a trasportarci in un mondo nuovo: matriarcale, queer e incredibilmente ironico. «W» (che sta per Women) è un omaggio a un immaginario musicale femminile libero, eterogeneo, un omaggio alle donne che negli ultimi anni hanno ispirato Populous. Donne che cantano, scrivono, compongono, suonano. Vengono dall’Italia, dal Giappone, ma anche dall’Argentina, Brasile e Messico. Icone, ma anche amiche. E così Populous in ognuna delle 10 tracce si fa accompagnare da alcune delle artiste indipendenti che più stima. Collaborazioni che nascono dalla ricerca della propria libertà sessuale, dal viaggio costante, fisico e musicale. Concepita col digital artist della scena queer berlinese, Nicola Napoli, la copertina-manifesto è l’invito a «un party utopico dove faremmo follie per essere invitati», dice Populous.
La tracklist, fra parentesi le collaborazioni: «Desierto» (Sobrenadar); «Soy Lo Que Soy» (Sotomayor); «Flores No Mar» (Emmanuelle); «Fuera De Mi» (Kaleema); «House of Keta» (Myss Keta, Kenjii, Riva & Protopapa); «Banda» (Barda); «Petalo» (Weste); «Out of Space» (Cuushe); «Getting lost» (L I M); «Roma» (Lucia Manca & Matilde Davoli).
(photo Flavio & Frank)

















