«All'inizio erano addirittura 60! Ho materiale per fare più spettacoli! Poi ovviamente ho scremato, costruito un percorso su quelle che proprio non potevo tagliare fuori. E da lì è nato tutto, è una serata in cui racconto cose della mia vita, anche ironiche, sempre accompagnata dalle canzoni che mi hanno segnato. "Dirty Dancing" per esempio l'ho incluso, ma non ho scelto la canzone più "ruffiana", il duetto, bensì "Hugry Eyes", brano bellissimo che ricorda poi una scena iconica del film, a cui sono tanto legata».
La cosa interessante è questo dialogo che si crea con il pubblico dal vivo, quanto è importante nella performance?
«È una scoperta degli ultimi anni, sono timida, e quando ho cominciato a scrivere lo spettacolo mi sono detta: "Sto facendo una cosa che mi porterà ad espormi al 100%, sono sola tutto il tempo...", ed è stata una trasformazione pazzesca. Il pubblico è fondamentale, interagisco, faccio domande, e poi le canzoni le conoscono tutti, quindi rivivono anche loro le emozioni insieme a me».
Chi sono i tuoi riferimenti musicali, magari quelli che ascoltavi da bambina?
«Sembrerà strano perché la mia vocalità non le assomiglia, ma sono molto legata a Dolores O'Riordan. Avevo scoperto i Queen e Freddie Mercury, ma con la voce di Dolores ho percepito quella roba angelica, è stato il mio idolo per tanto tempo, e a volte cantando mi viene da svolazzare con la voce come faceva lei. Per quanto riguarda il panorama attuale, è un po' più difficile: forse è l'età, ma quello che abbiamo vissuto musicalmente nella nostra giovinezza era qualcosa di estremamente emozionante, mentre questa cosa oggi non la riscontro. Amo Giorgia, trovo che ci siano anche delle voci emergenti talentuosissime, ma comunque tendo ad ascoltare le cose del passato».
Tu hai fatto parte della prima edizione di Saranno Famosi che era una novità assoluta nel panorama televisivo: che ricordo hai di quell'esperienza?
«Pensa che dopo due mesi eravamo convinti di chiudere perché il programma non funzionava, e oggi ha 25 anni... L'esperienza in sé fu stupenda, avevo vent'anni, non sono mancate le ombre e i momenti tristi, ma ho un bellissimo ricordo. Poi le edizioni successive non le ho più guardate, anche se ancora oggi la gente mi informa e mi spiega come sono cambiate le dinamiche, i meccanismi...».
Adesso quali sono i progetti futuri, dove vorresti portare questo spettacolo?
«La mia idea è di portarlo in giro per l'Italia, anche per 2-3 stagioni. Anche nelle piazze, perché no! Devo dire che sono contenta, l'idea piace a me e al pubblico, sono canzoni popolari ma con contenuti di spessore, sono davvero soddisfatta».
E ci sveli un film che è rimasto fuori?
«"Grease", avrei cantato "Hopelessly devoted to you", che negli ultimi anni è ritornata in auge, soprattutto dopo la scomparsa di Olivia Newton-John. Ma appunto, non escludo di trovarle spazio in una seconda stagione».
















