Giovedì 26 Marzo 2026 | 07:25

«Il tempo passa, ma bisogna abitarlo al meglio»: Mara Sattei arriva a Sanremo con un nuovo disco e tanta consapevolezza

«Il tempo passa, ma bisogna abitarlo al meglio»: Mara Sattei arriva a Sanremo con un nuovo disco e tanta consapevolezza

«Il tempo passa, ma bisogna abitarlo al meglio»: Mara Sattei arriva a Sanremo con un nuovo disco e tanta consapevolezza

 
Bianca Chiriatti

Reporter:

Bianca Chiriatti

«Il tempo passa, ma bisogna abitarlo al meglio»: Mara Sattei arriva a Sanremo con un nuovo disco e tanta consapevolezza

«Che me ne faccio del tempo» esce domani 13 febbraio in digitale, e il 27 in formato fisico con alcune tracce in più, tra cui il brano in gara e un featuring con Elisa. Ospiti anche Noemi, thasup e Mecna, che sarà con lei nella serata dei duetti

Giovedì 12 Febbraio 2026, 18:00

13 Febbraio 2026, 09:18

Esce domani in digitale e il 27 febbraio in formato fisico Che me ne faccio del tempo (Epic Records Italy/Sony Music Italy), nuovo album di Mara Sattei, pronta a partecipare al prossimo Festival di Sanremo con «le cose che non sai di me». Proprio il brano in gara, insieme ad altre tracce, saranno poi disponibili solo nel formato fisico, una sorta di gesto consapevole e romantico per ringraziare chi sceglie di fermarsi, dedicare tempo all’ascolto. Nell'album saranno presenti alcuni featuring, con Noemi, il fratello thasup e Mecna, che la accompagnerà anche all'Ariston nella serata delle cover con «L'ultimo bacio» di Carmen Consoli, mentre il formato fisico ospiterà anche Elisa. «È un disco che parla del tempo e del mio rapporto con il tempo, di come è cambiato - racconta l'artista - ho capito che il tempo passa, ma è importante accettarlo e abitarlo al meglio».

Cosa è cambiato rispetto al primo Sanremo, in cui presentava «Duemilaminuti»?

«È sempre un onore arrivare su quel palco, poi la musica e il brano faranno il loro percorso. Per me è come se fosse il primo Sanremo, perché stavolta lo affronto da cantautrice, con le mie parole e le mie emozioni, mi apro al grande pubblico con una consapevolezza diversa. So un po' cosa mi aspetta, ma l'intensità con cui si vive quel palco è la stessa, e voglio godermela».

Parliamo subito della cover, perché «L'ultimo bacio»?

«È un omaggio a Carmen Consoli, entreremo nel brano in punta di piedi: quando la stavo provando ho sentito il bisogno di avere sopra una penna intensa come quella di Corrado (Mecna), era quella giusta. L'arrangiamento, però, non lo possiamo svelare...».

Invece il brano in gara quanto è autobiografico?

«Del tutto, è una dedica d'amore al mio compagno (Alessandro Donadei, musicista e produttore, ndr.), una canzone dolce ma anche vera e sincera. Racconto l'inizio della nostra storia: noi ci siamo conosciuti sul palco, lui era il chitarrista del mio tour, io poi mi sono dichiarata e abbiamo iniziato a conoscerci semplicemente come Sara (Mattei, vero nome, ndr.) e Alessandro. "Le cose che non sai di me" parla proprio di questo, e Roma fa da contorno, perché mi spostavo molto tra Milano e la capitale».

Prima di quest'album c'è stato «Casa Gospel», progetto collaborativo con suo fratello thasup, tra l'altro nato durante una vacanza in Puglia...

«È un lavoro a cui siamo molto legati, celebra i nostri valori e la passione per la musica. È partito tutto da lì, dal rendere omaggio a questa fede anche sotto un'accezione non religiosa ma più spirituale, come esperienza personale. È stato bello anche perché ci è arrivato tanto amore indietro, in un periodo storico dove i ragazzi ancora non si sentono ascoltati avere quell'abbraccio di positività è stato importante».

Chi la dirigerà al Festival?

«Il direttore sarà Enrico Brun, che è anche uno dei produttori del brano. Sono stata la prima a provare, l'ho scoperto firmando un cartellone dietro le quinte che raccoglieva le firme. In generale le prove sono andate bene, è emozionante sentire tutto con l'orchestra».

Ha coinvolto tante penne per questo disco, ci sono anche Madame e Ultimo...

«Con molti non avevamo mai fatto nulla insieme. Per Noemi sono andata mirata, l'ho immaginata come compagna ideale su "gran rumore", è venuta in studio ed è rimasta entusiasta. Elisa stessa cosa, c'è stato uno scambio umano straordinario, e perfino con Mecna e mio fratello: rispetto alle cose fatte insieme "everest" ha una sonorità completamente diversa»...

A livello di look cosa possiamo anticipare?

«Su Sanremo non posso dire nulla, ma ci saranno tante cose molto belle. La foto di copertina invece nella mia testa è una clessidra, sempre per richiamare il concetto di tempo. È stato bello perché prima l'ho scelta, e poi l'ho interpretata».

Facendo una somma di tutto, come si sente?

«Mi vedo una persona diversa: non ho più paura di essere vista come persona fragile o di esternare emozioni. Ci ho lavorato molto, ora riesco ad aprirmi pian piano e a mostrare qualcosa in più: anche il raccontare le tracce e il progetto così come sto facendo ora, è già un grande passo».

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