Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 03:49

LETTERE ALLA GAZZETTA

Noi in condizioni invivibili nel carcere di Trani

Io Ruggiero Giuseppe a nome di tutti i detenuti del carcere di Trani vi vorrei mettere al corrente delle vere situazioni che subiamo in questa struttura.
Abbiamo letto il vostro articolo sul giornale dove specificate le cose belle per noi detenuti che dovrebbero alleviare le nostre pene, ma il marcio non viene mai esposto.
Come sapete altri detenuti di altre strutture hanno già denunciato le falle delle carceri come Matera, Altamura, Foggia e Lucera, ma quello che succede qui ha davvero dell’incredibile. Siamo in sovrannumero, in cella in 6 in solo cinque metri per cinque, togliendo le suppellettili non riusciamo neanche a muoverci, docce fatiscenti senza acqua calda in cella. Ma quello che veramente non funziona è la magistratura di sorveglianza.
Avrei bisogno di un intero quaderno per spiegare tutti i casi come i miei, ma spiegando il mio capirete. Questo per me è l’ultimo reato e se la sorveglianza avesse funzionato sarei già a casa dai miei famigliari da oltre 12 giorni, ma il magistrato non risponde alle mie istanze di liberazione anticipata (45 giorni) prevista dall’Ordinamento da 12 giorni.
Sono in regime di sciopero della fame e essendo diabetico anche in sciopero di terapia, ma nessuna risposta nonostante deperisco giorno per giorno e il mio colesterolo è alle stelle. Vorrei specificare che tutto il team della penitenziaria ci sta sostenendo, dal comandante all’ultimo appuntato, ma purtroppo per noi non possono fare altro.
Spero che questa lettera possa scuotere le coscenze, che abbia la forza di regolarizzare il tutto pur comprendendo le difficoltà del magistrato per il carico di lavoro. Tuttavia crediamo che i loro problemi non possano vanificare i nostri diritti, sanciti come detto per legge, è come vivere una doppia pena, come espiare una pena nella pena.
Dedichiamo a voi queste nostre umili righe perché le nostre coscenze non vogliono essere ancora una volta sporche di altri reati, abbiamo scelto di vivere inserendoci nel tessuto sociale rispettando quelli che sono i valori che il contesto ci impone. Abbiamo finalmente compreso quali sono i veri valori della vita, la famiglia, gli affetti e il rispetto per gli altri, ma non vorremmo mai che sia proprio la magistratura organo supremo del rispetto della legge a violare e a disinteressarsi delle nostre problematiche.

Trani

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400