Martedì 22 Gennaio 2019 | 13:28

LETTERE ALLA GAZZETTA

Noi detenuti nel carcere di Trani fra carenze di ogni genere

Siamo i detenuti della «Casa Circondariale» di Trani (Bat). Con questa piccola missiva veniamo subito a lanciare il nostro sfogo e la mancanza che ognuno di noi detenuti non necessita di tali qualità e aiuto per alleviare il dolore carcerario. Noi ci troviamo nelle sezioni «Sopranominate» Blu ex Aiv dove facendo un’analisi introspettiva e tornando a ritroso nel tempo lo stesso stabile e le stesse sezioni erano riservate solo ed esclusivamente per i detenuti come noi conosciamo BR, che veniamo privati di tante cose. Così noi veniamo subito nel dirvi e facendo sapere alle persone competenti in materia, tramite il vostro giornale, le nostre mancanze e carenze di ogni persona detenuta.
1) Le nostre celle o meglio scatolette di sardine sono così composte: 5 detenuti, 5 brande letto, 4 armadietti, un tavolo, 5 sgabelli e la nostra scatoletta calpestabile è di mq 5x6; il nostro bagno non necessita dei confort necessari per l’igiene di ognuno di noi.
2) Le nostre denominate aree passeggio sono più piccole delle nostre celle perchè calpestabile è di mq 6x8 e siamo costretti a passeggiare in 30 detenuti per ogni area, per poter vedere uno spiraglio di luce e respirare un pizzico di aria pulita e in più siamo coperti da una rete metallica per 2 ore previste dal regolamento penitenziario.
3) Le nostre docce sono in condizioni pietose e fatiscenti, dove da 3 docce ne funzionano solo 2 per tutti i 30 detenuti di ogni sezione. È costruito con tubi di scarico volanti e bottiglie di plastica, e così siamo costretti a ricorrere a cure mediche per problemi causate sulla nostra pelle.
4) Facciamo presente pure la scarsa carenza del vitto che si presenta in stato pietoso e immangiabile. Nella stessa sfortuna siamo costretti a rivolgerci con parole sacrali verso i propri cari per far entrare tramite colloquio lo stretto necessario per prepararci un piatto succulento.
5) Concludiamo con il problema del nostro magistrato di sorveglianza che facendosi carico di tanti procedimenti non riesce ad alleviare il nostro problema, concedendo i benefici di legge, come in breve i cosiddetti semestri di liberazione anticipata.

I detenuti della C.C. di Trani

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