Domenica 20 Gennaio 2019 | 23:18

LETTERE ALLA GAZZETTA

Assurdo continuare a penalizzare gli investimenti immobiliari

La Banca d’Italia ha pubblicato qualche giorno fa un rapporto sull’economia delle regioni italiane dal quale emerge un quadro ancora preoccupante sulla situazione economica in Italia, nonostante una debole ripresa. Emergono però anche delle opportunità da cogliere.
I dati sulla percentuale dei crediti deteriorati per settore di attività economica e regione nel 2015 credo sintetizzino meglio di altri le difficoltà delle imprese. In Italia la percentuale è pari al 35,1%, nel Sud e nelle Isole del 48,3%, mentre nel Centro Nord è del 32,6%.
La regione con la percentuale di crediti deteriorati più alta è la Calabria con il 57,7%, mentre la percentuale più bassa risulta in Trentino Alto Adige con il 19,1%.
Per il settore delle costruzioni in Italia si raggiunge il 56,6% dei crediti deteriorati, con valori massimi nelle Marche (75,4%), Sicilia (71,4%) e Calabria (69,7%), che ha il record per i crediti deteriorati nel settore manifatturiero (69,3%) e nei servizi (55,5%).
Nel periodo 2007/2014 gli investimenti sono crollati del 39,6% al Sud, ma anche nel resto del paese pur se in misura minore (-25,9% nel Nord Ovest).
Il PIL è diminuito del 12,7% al Sud e del 7,6% nel Nord Ovest.
Il declino sembrerebbe quasi irreversibile, soprattutto in alcune regioni del Sud, ma credo che si potrebbe far leva su alcune opportunità che emergono anche dal rapporto.
Al riguardo è da sottolineare che il Pil è cresciuto nel 2015 dello 0,8% in Italia dopo anni di recessione. I maggiori incrementi sono stati registrati nel Nord Ovest e nel Mezzogiorno con l’1%.
Nel 2015 i depositi bancari delle famiglie consumatrici risultano pari a 899 miliardi, di cui 234 miliardi nel Sud ed Isole. I titoli a custodia sono di 809 miliardi, di cui 97 miliardi nel Mezzogiorno. Le imprese hanno depositi per 283 miliardi in Italia, di cui 241 miliardi nel centro nord e 42 miliardi nel Mezzogiorno. In una regione povera come la Calabria famiglie ed imprese hanno depositi e titoli in custodia pari a 31 miliardi. Da sottolineare che il Por Calabria 2014/2020 è di 2,3 miliardi in 7 anni.
C’è da tenere conto inoltre che gli investimenti diretti in Italia dall’estero nel 2014 sono stati pari a 285 miliardi, soprattutto da Lussemburgo, Paesi Bassi, Francia e Regno Unito.
Gli investimenti esteri per il 65% sono concentrati nel Nord Ovest e solo l’1,7% nel Mezzogiorno (5 miliardi).
Nel 2015 i viaggiatori stranieri in Italia sono aumentati del 2,5% e il maggiore aumento è stato registrato nel Mezzogiorno con il 6,7%, con un incremento anche della spesa dell’8,1%.
C’è necessità quindi di favorire l’investimento dei risparmi in Italia e non magari in fondi azionari internazionali.
Soprattutto in questa situazione di crisi è assurdo continuare a penalizzare e scoraggiare ancora alcuni investimenti come quelli immobiliari, aggredendo con tasse crescenti i proprietari di immobili.
È importante, inoltre, favorire processi di internazionalizzazione e di innovazione e attuare politiche di marketing territoriale per favorire non solo le esportazioni di prodotti e servizi, ma anche per attrarre maggiori investimenti e flussi turistici dall’estero, valorizzando al meglio il grande patrimonio culturale ambientale, ma anche umano e scientifico esistente in Italia e nel Mezzogiorno.

Vincenzo Gallo, Bari

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