Lunedì 21 Gennaio 2019 | 16:35

LETTERE ALLA GAZZETTA

Tra Foggia e Roma serve un altro Freccia Argento

Quasi settimanalmente, avendo necessità di recarmi a Roma per impegni legati al mio lavoro o alla carica che ricopro da 3 anni di presidente di una Fondazione bancaria, ho modo di verificare la penalizzazione che subiscono i pugliesi e in particolare gli abitanti della Capitanata, che non dispongono di collegamenti aerei, per le carenze del servizio ferroviario gestito da Trenitalia che offre pochi treni al giorno e molto costosi.
Se si ha necessità di arrivare a Roma entro le 11, non c’è altro modo che prendere l’autobus Clp per Napoli con congruo anticipo (almeno alle 6.45, sperando che non sia sovraffollato, come è successo di recente, e che arrivi prima delle 9,25, operazione non semplice, considerato il convulso traffico di Napoli in via Ferraris). Alternativa, che fa triplicare i costi: partenza la sera prima, con necessità di pernottamento nella Capitale. Il ritorno non è semplice: nel pomeriggio del giorno 11 luglio non c’erano più posti, neppure in prima classe sul Roma-Foggia delle 14,55 del 14 luglio. Oggi, 18 luglio, non ci sono più posti, neppure in prima classe, sui soli due treni del pomeriggio da Roma per la Puglia per il 21, per cui mi toccherà passare da Napoli, partendo alle 16,50 per arrivare a Foggia in bus attorno alle 21, se non voglio prendere il bus da Tiburtina.
Se si trova qualche posto, si paga più del doppio di quanto mi è costato il 30 giugno viaggiare comodamente in classe standard sul Freccia Rossa 1000 che mi ha portato in meno di due ore da Roma a Bologna, prenotando solo pochi giorni prima. Giacché sulla linea Roma-Bologna ci sono treni ogni 20 minuti e ci sono posti in abbondanza anche per le tariffe scontate. Quindi noi viaggiamo più scomodi, abbiamo meno treni e paghiamo di più.
È troppo chiedere che, in considerazione del nostro deficit infrastrutturale, ci sia un altro Freccia argento, che parta da Foggia alle 7 del mattino e riparta da Roma per Foggia attorno alle 19,30, per consentirci altre opportunità di viaggio e per garantire il nostro diritto alla mobilità? È troppo chiedere che i nostri consiglieri regionali e parlamentari facciano una sana azione di lobbying nei confronti di Trenitalia per consentirci la libertà di movimento e per fare in modo che chi vuole venire a trovarci, anche solo per turismo, non sia costretto ad usare l’auto?

Saverio Russo, Foggia

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