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LETTERE ALLA GAZZETTA

Un maggiore senso del dovere avrebbe evitato la tragedia

Egregio direttore, grazie per aver dato voce al cuore della Puglia che piange i suoi morti nel tragico disastro delle ferrovie del Nord Barese con il suo fondo pubblicato sulla «Gazzetta» del 13 luglio.
Condivisibili anche le accuse che ha rivolto nei confronti dei responsabili a tutti i livelli, compreso il sindacale. Molti non hanno avvertito il senso del dovere connesso alle proprie funzioni, non avendo vigilato adeguatamente sulla messa in pratica degli obblighi di sicurezza del traffico ferroviario come prescritti dall’apposita legge. Tutti hanno obbedito alla logica dell’inerzia collegata a quegli interessi sotterranei che generalmente alimentano la corruzione ed il sottobosco clientelare. Il tutto ai danni di cittadini che ricorrono ai servizi di trasporto pubblico ignari delle trappole che nascondono le gestioni allegre di chi di quei servizi è responsabile e di chi su quei servizi deve vigilare e non lo fa rendendosi corresponsabile a tutti gli effetti.
La magistratura accerti le responsabilità fino in fondo e sanzioni nella giusta misura tutti coloro che individuerà come responsabili. Questo si aspettano i cittadini. Questo si aspettano specialmente i familiari delle vittime che piangono la perdita irreparabile dei loro cari. Intanto c’è da sperare che questo tragico evento risvegli il giusto senso del dovere e richiami alla concretezza degli interventi i responsabili amministrativi affinché venga restituita al Mezzogiorno quella “marcia in più”, da oltre 150 anni promessa e mai innestata, finalizzata a colmare il divario che è divenuto vistoso specialmente riguardo alle infrastrutture. Basta con la politica delle due misure in omaggio ad una retorica proclamazione del “Nord prima di tutto”. È ora di riallineare i punti di partenza annullando il divario accumulato nel tempo tra un Nord accaparratore di posizioni privilegiate e un Sud costretto a subire, anche per sua inerzia.
Una democrazia che parte dal basso deve iniziare a risollevare le condizioni delle zone più deprivate della società colmando preventivamente i divari per poi usare per tutti uguali misure. Deve iniziare con il ripianamento dei vuoti a cominciare dalle infrastrutture potenziando soprattutto le reti ferroviarie e dotandole di mezzi veloci e di dispositivi di sicurezza pari a quelli già funzionanti nelle regioni Nord-Centro tirreniche fino a Napoli. E basta con i ritardi che aggravano i costi e allungano maledettamente i tempi. Come è accaduto per il tratto ferroviario a binario unico Andria-Corato il cui raddoppio è stato programmato da tempo, ma ancora non vede l’avvio. E, nel contempo, si provveda a mettere in sicurezza tutti i tratti ferroviari gestiti dai concessionari per evitare che si ripeta la catastrofe simile a quella capitata ai poveri viaggiatori ignari della triste sorte a cui andavano incontro imbarcandosi su quei treni della morte. Intanto non si può fare a meno di apprezzare e di lodare i gesti di generosità e solidarietà espressi dai volontari dei paesi che si affacciano a quella tratta, in particolare quanti si sono subito attivati per prestare soccorso e quanti hanno fatto la fila davanti ai centri trasfusionali per donare il sangue. Direttore, questa è la Puglia che vale, della quale l’Italia deve andare fiera.

Michele Giorgio, Bitonto (Bari)

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