Giovedì 17 Gennaio 2019 | 10:47

LETTERE ALLA GAZZETTA

L'incredibile rinascimento del tatuaggio

Nella società globalizzante e totalizzante in cui viviamo, l’uomo cerca in tutti i modi di rincorrere la visibilità agli altri. Ecco perché diventa sempre più di moda il tatuaggio, praticato già nell’antichità per scopi differenti nelle diverse civiltà. I greci usavano tatuaggi per comunicare nel mondo dello spionaggio, i romani li usavano per segnare criminali e schiavi.
Per gli studiosi di psicologia, sociologia e antropologia, il tatuaggio è una specie di atto del pensiero che viene impresso sulla pelle e che rispecchia l’ansietà dell’uomo contemporaneo. Intorno a noi, è tutto un mondo di braccia, gambe, collo, volto decorati con le più strane figure.
Se è vero che si è di fronte al «rinascimento del tatuaggio», come afferma Fulvio Tassi nel libro omonimo, e che stilisti di fama mondiale abbinano le loro creazioni a modelle anoressiche tatuate, non facciamoci prendere dallo sconcerto, come fanno alcuni, di fronte al dilagare di un tale fenomeno, segno dei tempi! Ma, nel contempo, pur comprendendone le ragioni, non lasciamoci trascinare dai conseguenti prodotti consumistici immessi sul mercato!

Mario Conforti, Bari

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