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Il batterio killer

Xylella in Puglia, nei campi colpiti dal virus si potranno impiantare agrumeti in Salento

Lo dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, a margine della riunione che si è tenuta stamattina al ministero delle Politiche Agricole

BARI - E’ arrivato il via libera agli impianti di agrumeti e altri alberi da frutto nel territorio salentino colpito dall’epidemia di Xylella. «E' quanto deciso oggi dal Comitato fitosanitario nazionale che ha accolto le nostre istanze per offrire un ulteriore opportunità di rinascita al paesaggio e all’economia salentini vessati dalla Xylella». Lo dichiara l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, a margine della riunione che si è tenuta stamattina al ministero delle Politiche Agricole e cui ha preso parte l’Osservatorio fitosanitario regionale con il supporto scientifico dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante - CNR di Bari. «Siamo soddisfatti per un risultato che rappresenta un ulteriore tassello per diversificare e riqualificare il nostro territorio - prosegue l’assessore - si tratta di una deroga importante concessa grazie alle interlocuzioni avviate con il ministero, di concerto con le organizzazioni di categoria, per riconvertire le colture del Salento. Pertanto, sulla base delle indicazioni del Servizio fitosanitario regionale, gli agricoltori e i proprietari di terreni ricadenti nelle aree colpite potranno far richiesta di impiantare specie arboree che, sebbene teoricamente suscettibili alla Xylella, si sono dimostrate resistenti o tolleranti all’organismo nocivo. In particolare, si fa riferimento alle piante del genere citrus e della famiglia delle drupacee, ovvero agrumi, peschi, ciliegi, mandorli, albicocchi. Obiettivo ultimo è offrire ulteriori prospettive di sviluppo alle zone particolarmente colpite dalla batteriosi anche in un quadro di valorizzazione di un paesaggio così duramente colpito». 

LE PAROLE DI COLDIRETTI - Le indagini diagnostiche sulle piante delle varietà di ciliegio dolce e mandorlo selezionate per esempio, a seguito dell’esposizione sia all’inoculo artificiale sia ad adulti di sputacchina con elevata incidenza di infezioni di Xylella fastidiosa, hanno dimostrato – rileva Coldiretti Puglia sulla scorta dello studio scientifico dell’IPSP del CNR di Bari – che la presenza del batterio risulta in media inferiore all’11% su mandorli e ciliegi. Questo dato confrontato con quanto ottenuto nelle tesi con piante di olivo, con la media di piante infette del 74,43%, indica una percentuale significativamente più bassa di infezione di mandorlo e ciliegio.

“Vitale aprire all’impianto anche di altre specie arboree per poter utilizzare al meglio i 25 milioni di euro messi a disposizione verso altre colture dal Piano anti Xylella dei 300 milioni di euro e dare una iniezione di risorse alla ricerca con i 20 milioni di euro da destinare agli studi scientifici e alla sperimentazione per ricostruire al meglio il patrimonio produttivo e paesaggistico del 40% della regione colpita dalla Xylella”, insiste Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce.

Il mandorlo è da tempo considerato resistente e tollerante – riferisce Coldiretti Puglia - in una misura almeno uguale, se non superiore, alle varietà di olivo resistenti, per le quali è autorizzato l’impianto, secondo gli studi del CNR di Bari, mentre gli agrumi, il pesco, l’albicocco ed il susino sono risultate immuni alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca da prove scientifiche del CNR di Bari, già ampiamente validate nel 2016 e quindi anche prima dei due anni richiesti dal regolamento. E’ indispensabile liberalizzare i reimpianti – insiste Coldiretti Puglia -  con l'adeguata diversificazione colturale per una ricostruzione efficace dal punto di vista economico e paesaggistico, perché la ricerca ha dimostrato che altre varietà hanno caratteri di resistenza non dissimili da quelle delle varietà di olivo resistenti.

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