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Mafia, San Severo consegna chiavi
della città a ex ministro Minniti

L'ex numero uno del Viminale ha istituito un Reparto anticrimine della Polizia nel comune sanseverese

«Siamo arrivati qui, nel Foggiano, quel dieci di agosto 2017 (giorno successivo al quadruplice omicidio di San Marco in Lamis) sembrava una situazione di emergenza e fuori controllo. A distanza di un anno, oggi, non possiamo non vedere i passi importati fatti sul terreno della sicurezza e della tranquillità dei cittadini». È quanto ha affermato a San Severo (Foggia) dall’ex ministro dell’Interno, Marco Minniti, che ha partecipato ad un incontro sulla legalità nel corso del quale ha ricevuto dal sindaco Francesco Miglio le chiavi della città.

«Era doveroso dare un segnale a questa comunità dopo l'attacco così violento da parte della criminalità - ha detto l'ex ministro Minniti. Da subito abbiamo provveduto ad istituire il Reparto Prevenzione Crimine qui a San Severo, un reparto che rafforza la capacità al contrasto nei confronti della criminalità organizzata e la criminalità diffusa. Si sono messe in campo una serie di iniziative a carattere investigativo molto importanti. Abbiamo applicato una tecnica di saturazione del territorio, ovvero una presenza molto forte delle forze di polizia che ha dato colpi durissimi alle organizzazioni mafiose». Minniti ha poi ricordato l’istituzione dei Cacciatori di Puglia, il reparto speciale dell’Arma dei Carabinieri di stanza alla base militare di Jacotenente nella Foresta Umbra.

L’ex ministro si è anche soffermato sull'arresto di uno dei presunti autori del quadruplice omicidio di San Marco in Lamis in cui hanno perso la vita due innocenti imprenditori agricoli, i fratelli Luigi e Aurelio Luciani. «Le indagini - ha rilevato - che sono cominciate quel 9 agosto 2017 non hanno mai avuto fermi; l’obiettivo è quello di arrivate alla completa destrutturazione dei clan mafiosi che hanno imperversato in questa terra».

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