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In Puglia e Basilicata

Maltempo

Tromba d'aria in Salento: raffiche di vento tra San Foca e Sant'Andrea, bagnanti in fuga VD/FT

Danneggiato il litorale salentino: una tromba d'aria si è abbattuta in mare. Divelti alberi e bagnanti in fuga

16 Agosto 2022

Redazione online

LECCE - Tromba d’aria e fuggi fuggi di bagnanti in Salento sul litorale delle marine di Melendugno tra Roca, Torre Sant'Andrea, Torre dell’Orso e San Foca. Il vento ha sradicato alcuni alberi, ha divelto la segnaletica stradale, danneggiato i dehors di alcuni locali e i pali delle luce, uno dei quali è caduto su un’auto. Non ci sarebbero feriti. Ecco il video che mostra gli attimi concitati della fuga dei bagnanti dalla spiaggia, mentre infuria la tempesta.

Il passaggio della tromba d’aria, proveniente dal mare, è durato alcuni secondi ma ha seminato il panico tra i tanti bagnanti. Il forte vento ha infranto i vetri di alcune strutture, ha fatto volare alcuni cassonetti della spazzatura, i lettini e gli ombrelloni di alcuni lidi.

CEDE MURO PERIMETRALE DEL FARO A SANT'ANDREA

La tromba d’aria che si è abbattuta sulle marine di Melendugno ha provocato il crollo di una parte del muro perimetrale del faro di Sant'Andrea, e di parte della staccionata che circonda l’antica torre di Torre dell’Orso, che era stata apposta in attesa dei lavori di consolidamento della struttura. E’ inoltre interrotta, a causa della caduta di alberi, la strada che porta a Torre di Sant'Andrea, la zona più colpita dal maltempo. I danni non sono ingenti ed è confermato che non vi sono feriti.

Secondo un'analisi della Coldiretti Puglia «quella del 2022 è la peggior estate del decennio con il mese di agosto caratterizzato da grandinate, tempeste di fulmini, tornado e nubifragi improvvisi che stanno interessando tutte le province pugliesi a macchia di leopardo, con un impressionante aumento di quasi il 1300% di questi eventi rispetto all’inizio della decade». Sulla base dei dati dell’European Severe Weather Database (Eswd) in riferimento all’ultima ondata di maltempo con un tornado a Molfetta, dopo quello a Montesano Salentino e i violenti nubifragi e grandinate a Torremaggiore e Cerignola, in provincia di Taranto  a Grottaglie, Ginosa,  Laterza e Manduria, a Leverano nel leccese, ad Erchie e a Francavilla Fontana nel brindisino, a Santeramo e Gioia del Colle nel barese con trombe d’aria e tempeste di fulmini, oltre a chicchi di ghiaccio extra large con alberi sradicati, aziende lesionate, allagamenti, esondazioni e fango e gli agriturismi rimasti isolati per le tempeste di fulmini che hanno colpito gli impianti elettrici.

Campi allagati, raccolti devastati ma anche frane e smottamenti sono gli effetti del maltempo rilevati nelle campagne dal monitoraggio della Coldiretti con la grandine che è stata l’evento climatico più grave per i danni irreversibili che ha provocato ai raccolti, visto che in una manciata di minuti è in grado di distruggere il lavoro di un anno intero.  Il maltempo si abbatte su terreni secchi perla siccità che – evidenzia la Coldiretti regionale – non riescono ad assorbire l’acqua che causa frane e smottamenti in una situazione in cui sono 230 i comuni in Puglia a rischio idrogeologico con pericolo di frane e smottamenti secondo dati Ispra.

«I cambiamenti climatici provocano danni perché colpiscono un territorio reso più fragile – sottolinea Coldiretti Puglia – dalla cementificazione e dall’abbandono. Risultano ‘mangiati’ 158.695 ettari in Puglia, dove nel 2021 sono andati persi altri 500 ettari di campagne per colpa della cementificazione e dell’abbandono che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile». «Su un territorio meno ricco e più fragile per il consumo di suolo, inoltre, si abbattono – aggiunge Coldiretti Puglia – i cambiamenti climatici con le precipitazioni sempre più intense e frequenti, con vere e proprie bombe d’acqua che il terreno non riesce ad assorbire e al siccità che ogni anno aggrava il rischio desertificazione». «La tropicalizzazione del clima, con eventi estremi come nubifragi, grandinate e trombe d’aria che si alternano a lunghi periodi siccitosi – concludono – indeboliscono e impoveriscono un territorio già fragile».

Di fronte alla tropicalizzazione del clima occorre ridurre il consumo di suolo e organizzarsi per raccogliere l’acqua nei periodi più piovosi per renderla disponibile nei momenti di difficoltà. Per questo sono necessari – conclude Coldiretti – interventi di manutenzione, risparmio, recupero e riciclaggio delle acque con le opere infrastrutturali, potenziando la rete di invasi sui territori, creando bacini e utilizzando anche le ex cave per raccogliere l’acqua piovana in modo da gestirne l’utilizzo quando serve.

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