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L'incidente stradale

Strage di braccianti nel Foggiano
Tir contro furgone: 4 morti
Si indaga per caporalato

Le vittime erano tutte extracomunitari appena rientrate dai campi per la raccolta e viaggiavano con altre 6 persone. Cinque sono rimaste ferite durante l'impatto. Quattro ora sono stabili.

FOGGIA - Quattro braccianti sono morti ed altre 5 sono rimasti feriti nello scontro tra un furgone chiuso con a bordo otto extracomunitari che avevano finito di lavorare nei campi ed un tir carico di pomodori, che come mostrano le immagini, dopo l'impatto si è rovesciato sull'asfalto. 

Lo scontro è avvenuto sulla strada provinciale 105 tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri, nel Foggiano. Le vittime, impegnate nella raccolta di pomodori, sono cittadini nordafricani. Tre di loro sono morti sul colpo ed un quarto è morto in ospedale. Gli altri 5 feriti sono ricoverati in ospedale, tra loro anche il conducente del tir che ha riportato ferite lievi.

I FERITI - Sono gravi ma stabili le condizioni dei quattro braccianti agricoli, tutti extracomunitari, rimasti feriti nell’incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio sulla strada provinciale 105, tra Castelluccio dei Sauri ed Ascoli Satriano. I quattro sono ricoverati negli Ospedali Riuniti di Foggia. A quanto si è saputo, i quattro non sono in pericolo di vita.

IDENTIFICATE LE VITTIME - Intanto sono state identificate tre delle quattro persone morte nell’incidente: Amadou Balde, di 23 anni, della Guinea; Ceeay Aladje, gambiano, di 20 anni, e Moussa Kande, di 27. Un quarto migrante non è stato ancora identificato. Le vittime, tutti braccianti che tornavano dal lavoro nei campi, non avevano indosso i documenti.

LE INDAGINI - Indagini sono in corso per stabilire la dinamica dell’incidente e per verificare se le persone a bordo del furgone che si è scontrato, per cause in corso di accertamento, con il tir, fossero regolarmente assunte o invece vittime del fenomeno del caporalato che attraversa le campagne del Foggiano dove in questo periodo si riversano migliaia di lavoratori, per lo più stranieri, impiegati nella raccolta dei pomodori. Gli investigatori della Polizia stanno cercando anche di stabilire in quale zona di campagna i braccianti extracomunitari coinvolti nell’incidente avessero trascorso la giornata lavorativa e dove fossero diretti: non è escluso che i migranti vivessero in una delle numerose baraccopoli esistenti nel territorio.

Pare che a bordo del furgone vi fossero complessivamente otto persone: quattro sono morte e le altre quattro, tutte in gravissime condizioni, sono state ricoverate negli Ospedali Riuniti di Foggia. Ferite lievi sarebbero state riportate dal conducente del tir che, a quanto sembra proveniva da Foggia. Ecco il video subito dopo l'impatto. (Foto e video Vincenzo Maizzi)

L'APPELLO DEI SINDACATI - «Esprimiamo cordoglio e sconcerto per la morte in un incidente stradale di quattro braccianti e del grave ferimento di altri cinque». Lo dichiara Ivana Galli, Segretaria Generale Flai Cgil.
«I braccianti di nazionalità straniera tornavano da una giornata di lavoro nei campi. Aspettiamo di sapere meglio la dinamica dell’accaduto, ma anche questo incidente gravissimo - osserva- allunga la lista dei morti sul lavoro e delle condizioni di poca sicurezza anche in itinere. Conosciamo bene le campagne del foggiano e la condizione precaria (se non in mano ai caporali) del trasporto di centinaia di lavoratori per i quali torniamo a chiedere un sistema di trasporto pubblico, non solo in nome della legalità ma anche della sicurezza e incolumità dei lavoratori». 

«Vogliamo sapere e con noi i lavoratori agricoli della Puglia e delle altre regioni italiane in cui il bracciante è solo forza lavoro da spremere, le posizioni di ciascuna delle vittime dal punto di vista contrattuale, previdenziale ed assicurativo. Vogliamo sapere chi li aveva assoldati, in quale azienda e in cambio di che tipo di contratto». Lo chiede in una nota Aboubakar Soumahoro, del coordinamento nazionale USB lavoro agricolo, all’indomani del tragico incidente stradale nel quale sono morti quattro bracciati agricoli extracomunitari che tornavano dal lavoro nei campi ed erano insieme con altri quattro connazionali rimasti feriti, due dei quali in modo grave, nel violento impatto con un tir avvenuto sulla strada provinciale 105, tra Ascoli Satriano e Castelluccio dei Sauri. Il sindacato chiama tutti alla mobilitazione e ha convocato un’assemblea che si terrà nel pomeriggio, alle 17.00, nell’ex ghetto di Rignano.

«Braccianti, una parola che in Puglia e non solo - viene sottolineato nella nota - equivale a carne da macello, braccia da sfruttare in cambio di una manciata di euro per 12 ore di lavoro. I nostri compagni di lavoro sono morti dopo una giornata spesa a spaccarsi la schiena dall’alba per raccogliere pomodori. Proprio un tir carico di pomodori li ha travolti lungo la strada che percorrevano per tornare alle loro baracche. Quattro braccianti morti, tutti provenienti dall’Africa, tutti giovanissimi». «I quattro feriti - viene sottolineato - sono agli Ospedali Riuniti di Foggia, sostenuti dai delegati dell’Unione Sindacale di Base. Il nostro sindacato, insieme a Rete Iside, in questi giorni aveva distribuito ai lavoratori dei cappellini rossi per proteggersi dal caldo infernale. Poca cosa, ma un segno tangibile di vicinanza e di condivisione del processo di sindacalizzazione. Cappellini rimasti sull'asfalto, sul luogo dell’incidente, tra un mare di pomodori».
Usb esprime «cordoglio e vicinanza ai familiari delle persone decedute e chiede a gran voce che sia fatta piena luce sull'accaduto». Usb conferma per il 22 settembre proprio a Foggia la grande assemblea nazionale indetta a giugno per presentare la piattaforma e il programma di lotta sul lavoro agricolo.

«L'abitudine di considerare quasi normale e inevitabile il fatto che ogni giorno le vie di Capitanata siano attraversate da camioncini come quello oggetto dell’incidente, che vanno verso le aziende agricole e dove sono letteralmente ammassati i lavoratori senza alcun presidio di sicurezza» viene segnalata in una nota dal segretario Flai-Cgil di Foggia, Daniele Iacovelli, dopo l’incidente stradale.
«La verità di quanto accaduto sulla Sp 105 - sottolinea il sindacalista - non si esaurisce nella dinamica dell’incidente, ma ha radici ben più profonde - e ormai tristemente note - fatte di marginalità sociale estrema, di ignobile sfruttamento dello stato di bisogno di ragazzi soli e senza diritti, costretti alla sopravvivenza tra le baracche dei ghetti, in un contesto sociale che sempre più li rende preda unicamente di sentimenti di rabbia e di insofferenza». Un evento - aggiunge - «dopo il quale non è più possibile immaginare che le cose continuino a scorrere come hanno sempre fatto, perché denuncia, senza tema di smentita e con una potenza mai sperimentata prima, per il numero delle vittime e per le circostanze che lo hanno generato, l’esistenza di una realtà sommersa, radicata, eppure da tutti conosciuta, che vede negati, a migliaia di persone, i più semplici diritti legati alla percezione di un giusto salario e al rispetto delle condizioni contrattuali, specie di quelle legate al numero di ore massime lavorabili».
«E’ un evento - prosegue - Che ci interroga e chiama tutti a rispondere su quali siano realmente le ragioni che sinora non hanno consentito a questo territorio di concertare soluzioni che risolvessero problemi, come quello del trasporto, spesso in mano ai caporali, la cui diversa gestione avrebbe probabilmente evitato o ridotto il numero di vittime, nonostante proprio qui, a Foggia, sia stata istituita la prima sezione territoriale della Rete del lavoro agricolo di qualità».

MERCOLEDI' MANIFESTAZIONE - «Non è più tollerabile il silenzio e l'indifferenza verso chi, spesso sotto sfruttamento, muore di lavoro, sia esso italiano o straniero": per dire 'bastà alle morti sul lavoro in agricoltura, «per far sì che il contrasto allo sfruttamento e al caporalato nelle campagne possa manifestarsi con azioni concrete e sollecitare tutte le istituzioni ad assumersi la responsabilità di applicare la legge 199/2016», la Flai Cgil Puglia ha promosso, insieme a Fai e Uila e ad Arci, Libera, Terra, Consulta sull'immigrazione di Foggia e Cerignola, Casa Sankara, Intersos, Amici dei migranti ed altre associazioni, una manifestazione provinciale che si terrà a Foggia mercoledì 8 agosto 2018.

Oggi intanto una delegazione della Flai Cgil composta da Giovanni Mininni, Segretario Flai nazionale, Azmi Jarjawi, Segretario Flai Puglia, Daniele Iacovelli e Magda Jarczak della segreteria Flai Foggia, si è recata presso l’ospedale dove sono ricoverati i quattro operai agricoli rimasti gravemente feriti dopo essere stati coinvolti nell’incidente stradale nel quale sono morti quattro braccianti agricoli, tutti migranti. La delegazione ha voluto portare «vicinanza e solidarietà» ai lavoratori e ai loro familiari e amici.

PULMINO ERA RUBATO - Un pulmino bianco stracolmo di migranti, forse 20, tutti in piedi, che viaggia sulla strada statale 16 e che, da un controllo sull'App del ministero, risulta essere stato rubato nel mese di maggio a San Salvo, in Abruzzo: è questa l’immagine che sta spopolando su Facebook.

Si tratta della foto scattata questa mattina in Puglia, sulla statale 16 e postata su Facebook da un imprenditore agricolo del foggiano, Marco Nicastro, per poi essere rilanciata con un altro post dal consigliere comunale di San Severo (Foggia) Francesco Stefanetti (Fratelli d’Italia) il quale, attraverso un amico, ha verificato che il furgone fotografato che viaggiava stamani sulla statale 16 risulta essere stato rubato nel mese di maggio.

La segnalazione, prima di Marco Nicastro e poi rilanciata da Stefanetti, viene fatta il giorno dopo il terribile incidente stradale avvenuto nel Foggiano e nel quale sono morti quattro braccianti agricoli, tutti migranti, ed altri quattro sono rimasti feriti, che viaggiavano a bordo di un pulmino, al ritorno dai campi dove avevano raccolto i pomodori.

«Ogni giorno - dice Stefanetti - è possibile assistere alla scena di pulmini stracolmi di stranieri, per lo più africani, che viaggiano sulle strade tra San Severo e Foggia: si tratta di persone che viaggiano spesso ammassati, in piedi, senza nessun tipo di sicurezza e che vengono trasportate a bordo di mezzi vecchi, spesso anche rubati. Occorrono sicuramente maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine». 

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