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In Puglia e Basilicata

L'INTERVISTA

Valentina Lodovini a Lucera: «Sul palco contro l'omertà sulla violenza»

L'attrice umbra ripercorre le quattro donne raccontate da Franca Rame e Dario Fo in «Tutta casa, letto e chiesa»

05 Maggio 2022

Alessandro Salvatore

In attesa di poter realizzare il suo sogno di «recitare, che sia teatro o cinema, la parte del malefico Iago di Otello e la drammatica Blanche in Un tram che si chiama Desiderio», Valentina Lodovini questa sera (ore 21) affronterà a Lucera la 61ma replica di Tutta casa, letto e chiesa. Per la stagione «PrimaVera al Garibaldi» di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio, la vincitrice del Nastro D’Argento 2021 come protagonista della commedia 10 giorni con Babbo Natale, si dividerà tra le quattro donne nate dal primo testo scritto a quattro mani da Dario Fo e Franca Rame. Era il 1977, l’epoca delle contestazioni e la violenza di genere zampillava sulle cronache. «Sono passati 45 anni - commenta Lodovini con la Gazzetta - ma il tema della parità rimane alla ribalta. La discussione, rispetto ad allora quando la piazza conteneva l’anelito culturale, è mutata ma  come insegna Peppino Impastato, parlarne comunque può portare cambiamenti».

Tutta casa, letto e chiesa parla dello stereotipo femminile: la segregazione in casa, l’oggetto della gravidanza, la mamma lasciata dal marito a gestire la maternità, l’Alice senza Paese delle meraviglie. «Per educarsi alle donne, questo libro di Rame e Fo dovrebbe essere studiato a scuola» dichiara Lodovini. Sul palco della bomboniera del «Garibaldi» lucerino, l’attrice umbra e toscana di adozione attraverserà nello spettacolo la condizione femminile, in particolare sulle servitù sessuali della donna. Il primo debutto è stato a Milano ad opera della coppia Fo-Rame, alla Palazzina Liberty, il 6 dicembre 1977, in appoggio alle lotte del movimento femminista. Il testo, allora interpretato in un monologo graffiante dall’attrice, drammaturga e politica milanese, è tuttora allestito in oltre trenta Nazioni. «Al di là dello spettacolo, per il quale sono onorata di interpretare, attraverso un lavoro che parte dalla penna acuta di Fo e Rame, la parità io la cerco comunque e da sempre, ogni giorno in ogni relazione con l’essere umano. Io racconto una storia a uomini e donne, provando a fare da specchio di una realtà sociale» dichiara Lodovini.

Franca Rame partecipò attivamente ai moti femministi dell’epoca di piombo e per questo fu punita dalla violenza maschile (la sera del 9 marzo 1973 divenne lo sfogo di cinque fascisti a Milano): oggi sono altri tempi e il femminismo si predica in maniera più stereotipata o la denuncia ha sempre la stessa sostanza? «Cambiano le sfumature del messaggio, cadenzate dalla mutazione del tempo. Ma l’importante è non restare in silenzio davanti alla violenza. Perché l’omertà uccide due volte» risponde alla «Gazzetta» Lodovini. La 44enne artista di Umbertide, dalla Salomè che si crede padrona della propria volontà, ma che in realtà cede al suo capriccio, chiedendo la testa di Giovanni Battista in uno dei suoi primi lavori teatrali alla «Donna sola» di Rame e Fo in cui lei dice «Mio marita mi segrega perché mi adora»; dalla maestra vittima di razzismo in un paese del Veneto ne La giusta distanza di Mazzacurati all’Alice dell’uomo primitivo che rivendica il suo non essere oggetto in Tutta casa, letto e chiesa: quale di queste rispecchia Valentina Lodovini? «Ogni ruolo che è interpreto è il frutto di un copione, di un progetto, di una rilettura della realtà. Porto in scena personaggi che “affronto” partendo da me. Da dentro fino a uscire fuori in un confronto sul palco o sul set con l’altro, che è il protagonista della storia. Quanto al lavoro teatrale di stasera, vi invito a venire a scoprirmi a teatro».

Il prossimo 22 giugno uscirà su Netflix la produzione internazionale Love&Gelato, per la quale Lodovini è tornata a recitare in inglese dopo le esperienze di The Games Maker e Coco Chanel. «Sulla storia non voglio spoilerare, vi dico solo che è stato bello lavorare con il regista Brandon Camp» noto per aver scritto e diretto il precedente film «a quattro zampe» Benji. Il «suo» Amore&Gelato, tratto dall’omonimo libro di Jenna Evans Welch, ha costituito la terza produzione realizzata da Netflix a Firenze, dopo Six Underground (con lo scenario anche tarantino) e La casa di carta. In questa pellicola la protagonista è la giovane Lina (Susanna Skaggs) che si reca in Italia per esaudire l’ultimo desiderio della defunta madre di conoscere suo padre. Ma una volta che Lina arriva dall’estero, si ritrova travolta da un vortice di esperienze non preventivate. Lodovini recita la parte di Francesca, amica della mamma di Lina.
«La bellezza la lascerei alla moda, ciò che conta è il carisma» ha detto tempo fa Valentina Lodovini: Jodie Foster e Monica Vitti rimangono i suoi miti? «Sì, loro sono in cima al mio modello ideale di donna apprezzata prima di ogni aspetto per il suo genio. Accanto ora ci metto Barbara Streisand, Sofia Loren e Anna Magnani».
 

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