Martedì 28 Giugno 2022 | 11:35

In Puglia e Basilicata

Il focus pt.2

Spiagge di Puglia: ecco il meglio del Brindisino, dalla più vip a quella per gli amici a 4 zampe

Acque trasparenti e stabilimenti per tutte le esigenze, fra relax e ultime mode. Da Savelletri a Lindinuso c’è il versante sabbioso e c’è quello roccioso. Ci sono le dune costiere e le aree marine protette

21 Maggio 2022

Pierluigi Potì

Prosegue la serie settimanale di approfondimenti della «Gazzetta» dedicata alle spiagge di Puglia e Basilicata. La prima puntata ha acceso i riflettori sui lidi del Salento leccese. Oggi tocca al Brindisino.

BRINDISI - C’è il versante sabbioso e c’è quello roccioso. Ci sono le dune costiere e le aree marine protette. E c’è soprattutto un mare limpido e cristallino, la cui qualità - unitamente all’impegno per il turismo so- stenibile, la gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche - hanno consentito alla provincia di Brindisi di fregiarsi di tre “Bandiere Blu” (il vessillo internazionale assegnato dalla “Foundation for Environmental Education”), appannaggio di Fasano, Ostuni e Carovigno. Questo, ed altro, si può trovare sul litorale brindisino: gli 80 chilometri di costa che si affacciano sul mare Adriatico pullulano di stabilimenti balneari, offrendo la possibilità di trascorrere giornate su spiagge sabbiose o, in alternativa, rocciose (per chi ama prendere la tintarella sugli scogli). Nella zona nord, c’è il litorale fasanese, rappresentato da Torre Canne e Savelletri (molto conosciuta per la movida, ma soprattutto per essere meta di tanti vip grazie a resort e masserie a cinque stelle), quindi scendendo si arriva a quello ostunese, caratterizzato da tante piccole località, villaggi e residence che registrano ogni anno il pieno di clienti e turisti, e da altrettante spiaggia incantevoli e attrezzate. Si giunge, quindi, al litorale di Carovigno, dove si trova la “punta di diamante” dell’intera costa brindisina (e non solo), l’area marina protetta di Torre Guaceto, con le sue calette incontaminate (in alcune è vietata la balneazione per non intaccare l’habitat naturale marino). In questi 8 km di costa si trova un mix perfetto di dune costiere, zone umide, fondali rocciosi e sabbiosi. Proseguendo lungo gli 80 km di costa si arriva sul litorale del capoluogo, anch’esso provvisto di spiagge libere e private a misura di famiglia, e poi nella zona sud dove altra attrattiva è rappresentata dal parco naturale Saline di Punta della Contessa, un’oasi e zona di protezione speciale, caratterizzata da vasti bacini di acqua dolce lungo la costa e da numerosi canali. Varie anche in questa zona le località prese d’assalto d’estate dai turisti, Campo di Mare e Lindinuso in primis. Non c’è, dunque, che l’imbarazzo della scelta perchè le alternative offerte dal litorale brindisino soddisfano ogni particolare esigenza.

Punta Penne e il Lido Granchio: la più adatta alle famiglie

Chi più, chi meno, un po’ tutti gli stabilimenti balneari del litorale brindisino offrono condizioni ottimali per la permanenza a mare delle famiglie. Tra le più frequentate, però, non si può fare a meno di menzionare il lido “Granchio Rosso”, in zona Punta Penne, una delle spiagge storiche del capoluogo, puntualmente operativa d’estate da oltre 50 anni grazie ai gestori, la famiglia Monaco.
In questa porzione di litorale, non manca nulla per una comoda permanenza a mare: camerini, parcheggi coperti, ombrelloni, lettini, bar e ristorante, rampe per disabili e sedia con ruote gommate, oltre ad un servizio di salvamento che consente ai genitori di lasciare liberi i bambini di giocare sulla spiaggia e fare il bagno. Non manca l’aspetto sportivo, con campetti di basket, calcio, beach-volley, nè quello musicale e del divertimento, con serate danzanti al chiaro di luna.
Un posto ideale, insomma, per tutti i gusti, neppure molto distante dal centro abitato e, quindi, facilmente raggiungibile.

In riva al mare accolti anche gli animali

Lungo il litorale brindisino, sono diverse le spiagge che consentono l’ingresso ai cani. Tra tutte, però, quella più attrezzata è “Il Santos”, a Savelletri, sulla costa fasanese. In questo stabilimento balneare, in particolare, esiste un’area recintata (denominata “doggy-beach”), riservata proprio ai bagnanti in compagnia degli amici a quattro zampe che, in quel fazzoletto di spiaggia (grande tre ettari), possono liberamente correre e giocare senza guinzaglio. C’è anche una specifica doccetta di acqua potabile e, per qualsiasi emergenza, è disponibile anche una struttura veterinaria a prezzi convenzionati. Al “doggy-beach” possono accedere cani di qualsiasi razza e dimensione, iscritti all’anagrafe canina e in possesso di certificato sanitario. Per entrare nell’area è necessario firmare per approvazione il regolamento di accesso che vieta ad esempio l’ingresso a cani aggressivi, abbaiatori e in calore.
Grazie alla dettagliata organizzazione, alla funzionalità della struttura e ai servizi offerti, “Il Santos” è stato premiato qualche anno fa dal Ministro del turismo come “spiaggia animal friendly” e anche dall’Organizzazione Internazionale Protezione Animali.

Nudisti e naturisti a Torre Guaceto

Se per posti trasgressivi, ci si limita a intendere lidi dove si balla la musica a volume alto e si… esagera un po’ con i cocktail, di esempi se ne potrebbero fare diversi. Ma la vera spiaggia trasgressiva è dove si prende il sole in totale libertà e in provincia l’unico posto conosciuto è una delle calette che fanno parte dell’area marina protetta di Torre Guaceto, diventata da tempo meta e punto di riferimento per chi pratica il naturismo.
Su Facebook esiste da alcuni anni una pagina (“Nudisti e naturisti spiaggia Torre Guaceto Apani”) che raggruppa tanti appassionati di ogni angolo d’Italia, i quali poi si ritrovano a Torre Guaceto, prendendo il sole nudi, nonostante non esista alcuna autorizzazione al riguardo e malgrado la cosa non sia vista di buon occhio. Forse anche per questa ragione, la frequentazione della caletta avviene per lo più in bassa stagione, quando i naturisti possono beneficiare di maggiore serenità, senza troppi sguardi indiscreti. L’unico vero divieto è quello della balneazione: la caletta dove si è soliti praticare il naturismo rientra nella zona dell’area marina protetta dove è vietato fare il bagno.

Un lounge bar tra vip e tanto lusso

Si chiama Pettolecchia il lido più costoso, e dunque più esclusivo, non solo della provincia di Brindisi, ma dell’intera Puglia. Si trova a Savelletri ed è di proprietà del ricco banchiere italo-svizzero Renè de Picciotto che da alcuni anni, letteralmente ammaliato dalla bellezza del posto, ha deciso di investire nel territorio fasanese.
Il costo a persona è di 150 euro e comprende posto auto custodito, lettino, ombrellone e telo, all’interno del pavillon (il gazebo in legno che garantisce il massimo relax). L’ingresso, invece, è gratuito per gli ospiti della contigua e omonima masseria (che, tuttavia, pagano alcune decine di migliaia di euro per il soggiorno), una delle tante strutture recettive, mete di numerosi vip provenienti da tutto il mondo (qui Madonna, ad esempio, è... di casa).
Il lido (che si estende per circa 9mila mq e ospita diversi eventi culturali) offre ogni genere di comfort, è dotato di lounge bar e ristorante di lusso e, a detta di chi ha lasciato recensioni sui social, a fare la differenza è il personale, altamente professionale, oltre che cortese. La ciliegina sulla torta è rappresentata dal mare, anche qui – come ovunque sulla costa brindisina – pulito e cristallino.

Lo stabilimento alla portata di tutti

Cercare il lido più economico del litorale brindisino è impresa ardua, non tanto in relazione alle cabine (già prenotate da mesi), quanto in relazione a lettino e ombrellone, il cui tariffario non è ancora disponibile presso le spiagge. Ma, a conti fatti, ed essendo i prezzi più o meno simili ovunque (tranne qualche eccezione legata a posti sul mare più esclusivi e, dunque, necessariamente più cari), chi davvero vuole risparmiare al massimo durante la permanenza a mare propende per le spiagge libere, sebbene queste ultime (soprattutto sul litorale del capoluogo) siano quasi totalmente prive di minimi servizi (incluso l’ex Lido Poste, il più frequentato dai giovani). L’unica eccezione, al momento, è rappresentata da Cala Materdomini, il più recente lido pubblico, ristrutturato nel 2021 e rimesso in funzione dopo anni di abbandono, con l’affiancamento però di servizi igienici e docce, oltre che arricchito dalla presenza di un bar-ristorante a cui si può accedere attraverso una pedana in legno. Peraltro, venendo dalla città, è la prima spiaggia che si incontra sulla costa e i bagnanti (già numerosi in queste prime avvisaglie di estate) possono contare anche sul vantaggio di impiegare poco tempo per raggiungere il mare.

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