Martedì 24 Febbraio 2026 | 15:57

Brindisi, alle elezioni provinciali è sfida tra Marchionna e Pomes

Brindisi, alle elezioni provinciali è sfida tra Marchionna e Pomes

Brindisi, alle elezioni provinciali è sfida tra Marchionna e Pomes

 
andrea pezzuto

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andrea pezzuto

Brindisi, alle elezioni provinciali è sfida tra Marchionna e Pomes

Due liste appoggeranno l’esponente di centrodestra, solo una nel centrosinistra. Il sindaco di Brindisi ha accettato in extremis «per spirito di servizio»

Martedì 24 Febbraio 2026, 13:16

Alla fine la sfida per la poltrona di presidente della Provincia sarà tra Angelo Pomes (centrosinistra), sindaco di Ostuni, e Pino Marchionna (centrodestra), primo cittadino di Brindisi. Quest’ultimo, dopo aver più volte declinato l’invito a candidarsi, si è convinto a scendere in campo a poche ore dalla scadenza del termine per la presentazione delle liste, scaduto ieri alle 12. Pomes sarà sostenuto dalla lista «Comunità protagoniste», composta dai sindaci di Fasano Francesco Zaccaria, di Carovigno Massimo Lanzilotti, di Cisternino Lorenzo Perrini, di Torchiarolo Elio Ciccarese, di San Pietro Vernotico Maria Lucia Argentieri e di Cellino San Marco Marco Marra, oltre che dai consiglieri comunali Denise Aggiano (Brindisi), Daniela Capone (Oria), Agnese Cavallone (Erchie), Rosalia Fumarola (San Michele Salentino), Carmine Brogna (San Donaci) e Nicola Cavallo (Francavilla Fontana). Due liste, invece, a supporto di Marchionna. Una di FdI, formata dai consiglieri Catia Albanese (Ceglie Messapica), Raffaele De Maria (Brindisi), Virginia Giancola (Villa Castelli), Luana Iaia (San Vito dei Normanni), Cosimo Damiano Leccese (Torre Santa Susanna), Saverio Ligorio (San Michele Salentino), Francesco Lotesoriere (Carovigno), Giancarlo Marinò (Oria), Rosa Masiello (Ceglie Messapica) e Giuseppe (Erchie). L’altra collegata a FI, Lega e civici («Alleanza civica Brindisi») e composta da Vincenzo Calabletti (San Vito dei Normanni), Maria Ciaccia (Brindisi), Maurizio Colella (Brindisi), Laura De Mola (Fasano), Pasquale Luperti (Brindisi), Lidia Penta (Brindisi), Ernestina Sicilia (Brindisi) e Giovanni Spennati (Ostuni). Il fronte progressista, nonostante la rottura con il M5s che non si presenterà alle elezioni in quanto avrebbe gradito la candidatura a presidente del sindaco di Villa Castelli Giovanni Barletta, resta favorito. Infatti, su 19 Comuni (Mesagne è commissariata e quindi è fuori dai giochi), solo sei sono a guida centrodestra mentre 13 sono amministrati da sindaci di centrosinistra o che comunque appoggeranno Pomes. Dieci primi cittadini, nei giorni scorsi, hanno firmato una nota stampa di sostegno al sindaco di Ostuni. Tra questi non figurava ovviamente Barletta, ma neppure il sindaco di San Michele Salentino, Giovanni Allegrini, che è dato vicino al consigliere regionale uscente Mauro Vizzino. Nel centrosinistra, in verità, ci sono molti «scontenti». Su tutti, i socialisti guidati da Domenico e Giuseppe Tanzarella, estromessi dall’amministrazione Pomes e che probabilmente daranno disposizione di votare per Marchionna. Mal di pancia sono segnalati anche a San Donaci, con Antonella Vincenti uscita sconfitta dalle elezioni regionali, e a Fasano, con il presidente facente funzioni della Provincia, Giuseppe Ventrella, che non ha trovato posto nella lista di centrosinistra. Sembra invece ricomposta, almeno per il momento, la frattura con l’ex consigliere regionale Maurizio Bruno, al quale Antonio Decaro avrebbe proposto alcuni ruoli. Molto probabilmente, una casella destinata a liberarsi è quella del capo di gabinetto della Provincia, con Francesco Civino - che ricopre attualmente quel ruolo - che dovrebbe seguire Antonio Matarrelli a Bari.

Nel centrodestra sperano di insidiarsi tra le crepe del campo largo. Tanto che l’idea iniziale - una volta saltata quella di una lista unica tra destra e sinistra sulla quale stavano lavorando le due fazioni - era quella di sostenere il candidato del M5s, Giovanni Barletta. La retromarcia dei Cinquestelle ha poi costretto il centrodestra a una ricerca disperata di un candidato di area, andata a buon fine sul gong grazie al «sacrificio» di Marchionna. «Nonostante la disparità di forze in campo e un esito che dovrebbe arridere a Pomes, ho accettato - commenta il sindaco di Brindisi - per spirito di servizio. Evidenzio però che il sindaco di Brindisi, in questo momento, è centrale e strategico nello sviluppo della provincia, perché è a Brindisi che si sta lavorando su una transizione industriale che ha riverberi su tutto il territorio provinciale. Stabilire pertanto un nesso di continuità tra il capoluogo e il resto della provincia, in una fase in cui i capoluoghi sono sempre più traino dei territori, credo sarebbe importante». L’attuale composizione dell’aula vede nove consiglieri di centrosinistra e tre di centrodestra. A votare saranno solo consiglieri comunali e sindaci. Ogni preferenza espressa da rappresentanti di comuni tra 5mila e 10mila abitanti varrà 315 voti, in quelli tra 10mila e 30mila residenti varrà 257 voti e nei comuni tra 30mila e 100.000 conterà 324 voti.

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