«Quando ho visto che stava morendo, ho perso la testa». Lo ha detto oggi, martedì 24 febbraio, l‘assistente capo Carmelo Cinturrino durante l'interrogatorio per la convalida del fermo, avvenuto nel carcere di San Vittore davanti al gip Domenico Santoro e al procuratore Marcello Viola. Come ha riferito il suo difensore, l'avvocato Piero Porciani, il poliziotto ha «ammesso le sue responsabilità e chiede scusa a quelli che si sono fidati di lui. Ha confessato i suoi errori ma ha negato di aver chiesto il pizzo agli spacciatori»
Cinturrino è stato fermato ieri mattina, 23 febbraio, dalla Squadra Mobile di Milano, nei pressi del Commissariato Mecenate con l'accusa di omicidio volontario per aver sparato e ucciso con un colpo alla testa il presunto pusher 28enne Abderrahim Mansouri il 26 gennaio scorso a Rogoredo.
Come ha riferito il legale, Cinturrino ha risposto a tutte le domande del gip e del procuratore Marcello Viola. Ha ripetuto di aver esploso il colpo per «paura» e dopo ha aggiunto di essersi sentito «perso» perché «sa bene - ha precisato il legale al termine dell’interrogatorio - cosa accade a loro quando sparano. Ha tentato di mettere una toppa». Da qui l’ordine al suo collega di andare al commissariato Mecenate a prendere la replica della pistola. «Un’arma giocattolo che non doveva essere tracciata - ha sottolineato il difensore - e che ha trovato ancora prima del Covid in zona Lambro e ha tenuto».
Cinturrino avrebbe affermato che tutti gli agenti, eccetto la donna, che il 26 gennaio si trovavano in via Impastato, lo «hanno visto prendere qualcosa dalla macchina e mettere un oggetto vicino al corpo di Mansouri», che però «dice di non aver toccato - ha continuato l’avvocato - come dice di aver chiamato i soccorsi subito».
A chi ha chiesto se è vero che girava con un martello, Porciani ha replicato: «era un martelletto che usava per dissotterrare la droga che i pusher nascondono» nel boschetto di Rogoredo. «Qualche volta aveva anche una paletta», ha precisato.
Nelle prossime ore il giudice deciderà sulla richiesta di convalida del fermo e sulla misura del carcere per l’assistente capo accusato di omicidio volontario.
















