Il resort 5 stelle lusso Ostuni Village, che sorgerà a Lamasanta entro il 2030, si stima avrà un impatto economico complessivo sul territorio di 250 milioni di euro nei primi cinque anni di attività e occuperà 550 unità. Ma per Legambiente gli aspetti negativi superano quelli positivi. «Sulla costa di Ostuni, in una delle poche aree costiere superstisti con straordinario valore paesaggistico e ambientale, è previsto - scrive Legambiente Ostuni - un nuovo mega insediamento turistico extralusso che desta forti preoccupazioni per la scelta dell'ubicazione e per la procedura semplificata con la quale si sta cercando di realizzarlo, ossia la Zes Unica». Così Legambiente Puglia, insieme a Legambiente Ostuni, Italia Nostra Messapia Ostuni, Geos Ostuni e Libero comitato per la salvaguardia della Costa di Ostuni, ha presentato un elaborato chiedendo «un approfondimento valutativo più completo e dettagliato rispetto a quello agevolato e semplificato attualmente in corso». I destinatari sono Regione Puglia, Zes unica e Soprintendenza. «Lamasanta - prosegue Legambiente - è un luogo ancora aperto a tutti, dove insistono ulivi secolari, un bosco, muretti a secco, lame, antiche masserie e grotte dove il paesaggio conserva un equilibrio raro tra natura e storia. Di contro, potrebbe divenire l'ennesima "Rosa Marina", luogo inibito a cittadini e turisti che non siano i privilegiati ospiti della struttura ricettiva. Lamasanta è uno degli ultimi spazi liberi lungo la costa. Costruire lì significherebbe trasformare irreversibilmente il suolo e aumentare traffico e pressione dell'uomo. A preoccupare non è solo l’impatto paesaggistico. Il sottosuolo di questa zona è fragile e complesso: sono presenti diverse grotte e cavità naturali come l’Ipogeo Puntore (luogo unico per la presenza di acqua sotterranea e specie animali rare) oltre ad altre emergenze carsiche. Scavi e nuove fondazioni potrebbero danneggiare in modo permanente questo patrimonio nascosto, alterando anche l’equilibrio delle acque sotterranee, già vulnerabili lungo la fascia costiera. Si aggiunga la pericolosità di costruire un insediamento nei pressi di una lama che è lo sfogo naturale di acque meteoriche, a fronte di eventi metereologici sempre più violenti ed imprevedibili, in un’area riconosciuta come a forte rischio».
Sorgerà a Lamasanta entro il 2030, si stima avrà un impatto economico complessivo sul territorio di 250 milioni di euro nei primi cinque anni di attività e occuperà 550 unità. Ma per Legambiente gli aspetti negativi superano quelli positivi
Martedì 24 Febbraio 2026, 13:21
















