Una task force tra amministrazione comunale e Guardia di finanza che possa accertare la reale consistenza della Tari evasa da molte attività economiche “sconosciute” agli uffici comunali e, soprattutto, avviare un’azione tempestiva di recupero delle somme per dare un segnale ai cittadini, vessati da un tributo sempre più oneroso.
Il consigliere comunale Roberto Quarta, presidente della commissione ambiente, presenta una mozione che potrebbe essere discussa già nella prossima assemblea.
Nel corso dell’ultima seduta di commissione alla quale ha partecipato anche l’assessora al bilancio, Caterina Cozzolino, è emersa la clamorosa discrepanza tra le circa 200 strutture ricettive extralberghiere (bed & breakfast, case vacanze, affittacamere non professionali) conosciute agli uffici comunali e le oltre 500 registrate sul portale regionale Pugliapromozione. Uno scostamento che naturalmente significa meno introiti per la tassa di soggiorno, ma soprattutto una grossa fetta di utenze aziendali che sfuggono alla Tari. Da qui l’azione di Quarta, che ha protocollato un’apposita mozione per impegnare il Comune di Brindisi ad attivare con urgenza una convenzione con la Guardia di finanza per il contrasto all’evasione dei tributi comunali (Imu, Tari, tassa di soggiorno, canone unico patrimoniale) e dell’abusivismo economico e ricettivo.
Sempre in tema di tariffa rifiuti, il presidente della commissione propone di «procedere all’immediato utilizzo del censimento effettuato dalla società Avr (il vecchio gestore del servizio di raccolta e smaltimento, ndr), avviando le necessarie attività di accertamento Tari nei confronti delle attività economiche non correttamente censite, incluse quelle titolari di partita Iva».
Quarta chiede inoltre «di predisporre un piano straordinario di accertamento e recupero dell’evasione, anche sulle annualità pregresse non prescritte, mediante l’incrocio delle banche dati comunali, regionali e statali».
Altro nodo emerso dall’incontro con l’assessora, è quello del mancato gettito delle tasse di affissione, e si chiede di procedere a regolamentare e attivare una specifica convenzione per il censimento e il controllo dell’impiantistica pubblicitaria, assicurando la piena applicazione del canone unico patrimoniale: «È necessario verificare - afferma Quarta - tramite gli uffici competenti e gli organismi di controllo interno, l’efficacia delle attività di vigilanza e accertamento finora svolte, valutando eventuali ulteriori iniziative a tutela delle entrate comunali e relazionare periodicamente al Consiglio comunale sugli esiti delle attività intraprese e sulle somme accertate e recuperate». Gli introiti mancanti potrebbero in qualche modo sanare alcune partite di giro di bilancio che potrebbero essere investite in servizi, considerando che di fatto sia il gettito della tassa di soggiorno che la Tari sono giuridicamente tributi a destinazione specifica e che non possono essere utilizzati per altri scopi.
















