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Fico a Bari: «Firmato protocollo d'intesa per incontri tra scuole e carceri minorili»

La firma del protocollo d’intesa tra Camera dei deputati, Ministero della Giustizia e Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca

BARI - «Siamo qui oggi a dire che la Costituzione deve sempre entrare all’interno di questi luoghi. È il pensiero che nei luoghi più difficili ci possono essere le opportunità più grandi. A chi ha avuto poche opportunità, come Stato dobbiamo riuscire a dare il doppio delle opportunità, in modo che ci possa essere alla fine una scelta che sia più responsabile, più seria, perché sappiamo che tanti ragazzi partono da situazioni di difficoltà, da realtà difficili, famiglie difficili, territori difficili, dove noi come Stato non siamo riusciti ad operare per far sì che quel ragazzo poi non percorra quella strada».

Lo ha detto il presidente della Camera, Roberto Fico, partecipando nel carcere minorile Fornelli di Bari alla firma del protocollo d’intesa tra Camera dei deputati, Ministero della Giustizia e Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca per un piano di incontri delle scuole negli istituti penitenziari minorili. «Partiamo in qualche modo da una colpa, - ha aggiunto Fico - per non essere riusciti in alcune aree a dare una comunità reale, una scuola fino in fondo adeguata, un rapporto con le istituzioni che sia davvero forte, integrale e integrante per tutti questi ragazzi. Oggi che questi ragazzi hanno preso dei percorsi sbagliati e che si trovano qui, dobbiamo riuscire noi, essendo Stato, a far sì che abbiano una nuova opportunità per la loro vita. Il senso profondo della Costituzione parte non tanto dalla pena ma dalla rieducazione».

«È dall’istruzione che noi ricominciamo a ricostruire questo Paese, ricominciamo a ricostruirlo anche e soprattutto lì dove operano le persone con più difficoltà, dalle periferie, dalle aree interne, dai luoghi con condizioni socio-economiche più difficili». Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti, partecipando nel carcere minorile Fornelli di Bari alla firma di un protocollo d’intesa con Camera dei deputati e Ministero della Giustizia.

«Partire da chi ha commesso degli errori, da chi si è trovato a vivere in realtà più svantaggiate rispetto agli altri ha un valore simbolico per il resto del Paese» ha detto il ministro. "L'istruzione - ha aggiunto - è un grande volano di sviluppo e oggi simbolicamente ma fattivamente firmiamo questo protocollo d’intesa per portare la nostra presenza come alte cariche dello Stato, insieme alla presenza di tutti coloro che fanno scuola in questo Paese a cui va il mio ringraziamento». «Un Paese che per troppo tempo - ha detto Fioramonti - ha dimenticato il ruolo rivoluzionario e radicalmente emancipatorio della scuola.

Un’istituzione che Calamandrei definì più importante del Parlamento, più importante del Governo e più importante di tutte le altre istituzioni. E’ la grande istituzione invisibile che ha più peso di tutte le altre. Ed è da lì che dobbiamo ripartire, è da questa grande condizione che si rifà il Paese investendo in scuola».

«Qui si respira la più bella ambizione di uno Stato, cioè quella di guardare alle nuove generazioni come obiettivo principale, il che vuol dire avere un Governo che guarda anche oltre se stesso, investendo le energie della politica su qualcosa che farà piano piano di questo Paese un Paese migliore, guardando a quella parte di nuove generazioni che lo Stato ha trascurato, che si trovano in un angolo, in una periferia e in quella periferia fargli conoscere i loro diritti». Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, partecipando nel carcere minorile Fornelli di Bari alla firma del protocollo d’intesa con Camera dei deputati e Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, finalizzato a diffondere i valori e i principi della democrazia rappresentativa e della Costituzione, attraverso la realizzazione di un piano di incontri delle scuole negli istituti penitenziari minorili.

«Per troppo tempo - ha detto Bonafede - siamo stati abituati a identificare la giustizia in cavilli che si consumano nelle aule di tribunale: non è questo, la si coltiva fin da piccoli con gli insegnamenti dei genitori, con l’educazione alla legalità che trovi poi nelle istituzioni, a partire dalla scuola. Non c'è magistrato antimafia che abbia combattuto e sia anche morto per la legalità e per la giustizia che non abbia fatto riferimento alla cultura della legalità come punto di partenza principale per ogni società che voglia combattere contro ogni forma di illegalità e criminalità».

«Avviare progetti di educazione alla legalità e di conoscenza della Costituzione attraverso un percorso di informazione che diffonda i valori e i principi della democrazia rappresentativa presso gli istituti penali minorili e nelle scuole al fine di consolidare il senso di cittadinanza attiva negli studenti». È questo l’obiettivo del protocollo d’intesa sottoscritto oggi nel carcere minorile Fornelli di Bari dal presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, dal ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede e dal ministro dell’Istruzione, dell’università e della ricerca, Lorenzo Fioramonti.

Il protocollo, che si rinnova dopo la prima firma risalente al settembre 2018, avrà la durata di un anno e consisterà in incontri tra i ragazzi degli istituti penitenziari e studenti delle scuole del territorio attraverso «un programma di sviluppo dell’insegnamento della cittadinanza e della Costituzione». Il primo incontro è avvenuto già oggi, in occasione della firma, con i due esponenti del Governo e il presidente della Camera che hanno risposto alle domande dei ragazzi, circa 70, su legalità, immigrazione, significato della rappresentanza, dopo aver ricevuto una copia della Costituzione.

«Credo sia un protocollo fondamentale - ha detto il presidente Fico - perché dà il senso profondo delle istituzioni all’interno di luoghi e realtà difficili, che devono essere parte integrante del nostro Stato». Il ministro Bonafede lo ha definito «un progetto meraviglioso». «La parte del protocollo che individua gli obiettivi - ha detto - si riferisce alla valorizzazione dei principi di libertà, rispetto dell’altro, lealtà, responsabilità, cittadinanza consapevole, legalità. Il rispetto dell’altro nella consapevolezza che l’altro vive in un’altra realtà, che è stato più fortunato o più sfortunato. Lo Stato investe con impegno differente su tutte e due quelle realtà per cercare di dare a questo Paese un futuro di legalità». Il ministro Fioramonti ha evidenziato l’importanza "di mettere in collegamento ragazzi che hanno commesso dei crimini con la popolazione studentesca nella sua interezza perché, attraverso questo dialogo, aiutiamo chi ha commesso degli errori e insegniamo anche a coloro che questi errori non li hanno commessi, la possibilità di un recupero, di un riscatto che è un grande elemento della nostra Costituzione, un grande elemento della democrazia partecipativa».

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