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Chi l’avrebbe mai detto? Guarda un po’ che cosa ti capita di venire a sapere sul finire di una domenica di caldo e di sport, di mare e di chessò. È Sophia Loren l’italiana più nota e apprezzata nel mondo, anzi, tecnicamente parlando, la più «riconoscibile». Non vostra cugina che pure si difende, digiamolo. Non la cognata residente a Santeramo in Colle o a Bergamo alta. Non la commessa dalla quale vi ostinate a comprare pantaloni di due taglie sotto soltanto perché secondo lei «vanno bene», né la collega cui continuerete - invano - a offrire caffè su caffè. No e poi no. No e ancora no. Sorprendentemente, non sono le suddette signore/signorine a primeggiare nella fondamentale classifica «Le donne italiane che hanno fatto sognare il mondo», ma è appunto Sophia Loren. Lo hanno decretato senza appello possibile - chi mai oserebbe promuoverlo e presso quale corte? - gli esperti d’immagine, i pubblicitari e i giornalisti stranieri interpellati sulle sorelle d’Italia, ovvero a proposito del fascino tricolore nell’ultimo secolo fino a oggi, in vista d’uno studio internazionale promosso da «Eta Meta Research» e condotto attraverso centosettanta interviste negli Usa, in Francia, in Inghilterra e in Germania.

Eccola, l’italica icona oltreconfine. È la popolana che vinse negli Stati Uniti il premio Oscar per La ciociara (1963) e se ne aggiudicò un altro per la carriera nel 1991. È lei il corrispettivo femminile del genio italico - le agenzie di stampa ieri battevano i nomi di Leonardo, Michelangelo, Marconi, Garibaldi. È lei l’«ambasciatrice dell’Italia» in grado di conquistare e sedurre chicchessia, guadagnando al Belpaese un credito internazionale. Tanto più che Sophia, a settanta e passa primavere ha posato per il calendario Pirelli senza sfigurare a petto delle giovani dee che svelano grazie e alimentano frustrazioni. Tanto più che la vedova Ponti pare aver elaborato anche lo choc della recente perdita dell’amatissimo marito-pigmalione, continuando a coltivare/incoraggiare il talento dei figlioli, l’uno cineasta, l’altro musicista. 

Ma andiamo per ordine. E occhio alla «notizia» già nella premessa dell’indagine. I succitati esperti dell’immaginario collettivo del globo terracqueo riconoscono in genere alle donne italiane il «fascino» (come ammette il 65 per cento) e la capacità di «sedurre con un semplice sguardo» (48 per cento). Capito? Non è che l’italiana stia lì a squadrare per ore e ore l’interlocutore, contando sul fatto che prima o poi lui ne intuisca la vaga voluttà. No, lanciano un’occhiata di sfuggita e il gioco è fatto. Almeno, così pare funzioni fuori casa o in trasferta che dir si voglia. Ergo, intra moenia, è ora di smetterla d’inseguire le fanciulle nordiche sulle spiagge riminesi come s’usava invero una trentina d’anni fa o di vagheggiare amori esotici. Guardiamoci intorno, piuttosto. 

E sia. Quanto agli indici di riconoscibilità nel mondo non è questione di pollici televisivi ed è una buona nuova. Non basta partecipare ad Amici di Maria De Filippi o prendersi a botte tra sfigati sull’Isola dei famosi per farsi identificare. Infatti, dopo la Loren consacrata regina dal 95 per cento degli intervistati, al secondo posto si piazza la siciliana Franca Florio (1873 - 1950). Fu la leggendaria «donna Franca» cantata da D’Annunzio come simbolo della Belle Epoque nostrana tra Palermo e Parigi. Fu la signora ritratta dal re della tavolozza Giovanni Boldini finanche a gambe accavallate - e una novantina d’anni prima della peccaminosa Sharon Stone! La ri/conosce il 63 per cento degli interrogati e questa sì che è una sorpresa, perché la Florio - appartenente a una famiglia fulgida e sfortunata di industriali e mecenati - certo non gode della medesima popolarità in patria. Magari gioca a suo favore la ricorrente idea hollywoodiana di dedicarle un film, che si sta concretando grazie alla regista Sophia Coppola. Potrebbe essere Nicole Kidman o Penelope Cruz a interpretare la bellissima Donna Franca capace di far girare la testa - come il marsala da lei battezzato - a principi, artisti e persino al kaiser Guglielmo II che l’appellò «stella d’Italia».
Al terzo posto dopo Loren e Florio, c’è finalmente una non meridionale, l’umbra e parigina d’adozione Monica Bellucci. Ne vogliamo parlare? Direi di no, ci fidiamo del 61 per cento che sa di chi si tratta e del 52 per cento che, alla lettera, la annovera tra «le donne più belle del mondo». Caspiterina, quale acume! 

Quarto posto per Anna Magnani ritenuta un modello di temperamento mediterraneo, quinto per Carla Bruni citata oltre che per la bellezza e l’eleganza, per «la grande forza e il carattere», forse alludendo alla sua nuova trionfale carriera di cantautrice oltralpina. Sesto posto per la danzatrice Carla Fracci, settimo per l’italiana di adozione, ex atleta e oggi attrice televisiva Fiona May. Ottava è la «divina» attrice Eleonora Duse (1858 - 1924), nona Claretta Petacci (1912 - 1945) che finì tragicamente i suoi giorni con Benito Mussolini, della quale viene segnalata la determinazione di rimanere al fianco dell’uomo amato. Decima, la giornalista Oriana Fallaci (1929 - 2006), valutata dal 31 per cento come una «combattente» e una donna che ha saputo unire «grande fascino» e il già celebrato «temperamento» casereccio.

Undicesima? Fate voi, magari presentando la commessa ai giornalisti :-)

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Articolo apparso sulla Gazzetta del Mezzogiorno domenica 10 giugno 2007. Di là dalla Loren, è interessante che Franca Florio sia tra le protagoniste storiche del romanzo "I leoni di Sicilia" di Stefania Auci pubblicato da Editrice Nord, da mesi in testa alle classifiche dei libri più venduti. 

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