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Giuseppe Dimiccoli

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Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

Bono ama l'Ue

L’uragano U2 a Milano
E Bono diventa «Vox»
dell’Europa unita
e dell’apertura ai migranti

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Torna l’uragano degli U2: ieri sera folla record di fan a Milano per il primo dei quattro appuntamenti al MediolanumForum di Assago (Milano): i nuovi concerti, oggi, lunedì e martedì. Intanto, Bono l’altro giorno ha parlato di Europa e pubblichiamo il racconto di una giornata straordinaria al Parlamento Europeo.

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Giuseppe Dimiccoli

All'indomito Bono - al secolo Paul David Hewson - irlandese di Dublino cantante, attivista, anima e cuore degli U2 devono essere riecheggiate nelle sue orecchie l'attacco del mitico brano «Sunday bloody sunday» l'altro giorno mentre percorreva i corridori del Parlamento europeo accompagnato dal presidente Antonio Tajani. Una visita quanto mai indispensabile in questo momento storico di forte antieuropeismo sventolato su molteplici fronti. L'inizio del brano recita: «I can’t believe the news today, I can’t close my eyes and make it go away» ovvero «Non riesco a credere alle notizie oggi. Non posso chiudere gli occhi e farle andare via».La vicenda che gli ispirò il brano, la violenza fratricida che insanguinava la Repubblica d'Irlanda, è sovrapponibile a tutti i guai che la vecchia e buona ed Europa sta vivendo.
Sin troppo facile stilare la lista delle lamentele: questione migranti, politiche di austerità, sovranisti contro europeisti e fermiamoci qui. Altrimenti arriveremmo a maggio 2019 giorno delle elezioni del nuova Parlamento europeo.
Bono, forte di un sentimento europeistico che lo iscrive nell'albo dei Padri fondatori, non ha avuto dubbi nell'affermare che «l’Europa è casa mia, sono europeo come Irlanda, tu sei europeo e italiano. L’idea di un patriottismo allargato è esaltante» rivolgendosi a Tajani.«Le persone sono preoccupate dell’avanzata del nazionalismo, io sono esaltato dal nascere dell’internazionalismo, le persone sono preoccupate per la mal gestita migrazione dal sud, io sono esaltato per quello che succede nel nostro vicino continente. Vedo opportunità incredibili, dobbiamo lavorare non per l’Africa, ma con l’Africa, e Tajani è molto saggio in questo approccio», la analisi delle problematiche.Poi ragionando sul momento difficile dell'Europa ed esaltando il potere dell'arte e della cultura – il quartier generale di Matera 2019 drizzi le orecchie – ha continuato: «Le persone stanno interrogando l’Europa, e abbiamo bisogno di più artisti coinvolti nel progetto europeo» precisando che «L'Europa ha una fisiologia molto complessa ma, dietro la politica, c'è un cuore grande che batte e un cervello che strategicamente sta lavorando per migliorare la vita dei cittadini, viviamo di gran lunga meglio di chiunque altro al mondo. Voglio far parte di quell'idea romantica che è l'Europa».
In ultimo ma non per ultimo, sempre Bono, citando Simone Veil - altra madre fondatrice dell'Europa - secondo la quale «l'Europa è il grande progetto del XXI secolo» ha invitato tutti ad impegnarsi per fare in modo che l'Europa sia un'idea «che deve diventare un sentimento».Come farlo? Approfittando di tutte le opportunità esistenti che «da Bruxelles» vengono offerte giornalmente iniziando a parlare sui banchi di scuola di Ue con una concreta azione di «alfabetizzazione europea». Tanto per non sprecare i fondi europei. Perché non dar fiducia con politiche concrete alla «generazione Erasmus» che non merita di vivere in un momento storico in cui si richiudono le frontiere tra gli Stati membri?
In ultimo ma non per ultimo si ritorni a far sventolare quell'idea di Europa - è sempre bene non dimenticare che ci assicura la pace da oltre 70 anni - che vive anche attraverso i simboli come lo è appunto la bandiera a 12 stelle dorate sullo sfondo azzurro. Anche qui vale la pena ricordare il bel quadretto della fiorettista italiana Elisa Di Francisca che con al collo la medaglia d’argento alle Olimpiadi di Rio sventolò la bandiera lanciando il messaggio sulla necessità di «abbattere le barriere e creare un'Europa davvero unita». Era il 2016. Oggi vale ancora di più.

twitter@peppedimiccoli

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