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3 Maggio Giornata Mondiale

L'Ue e la libertà di stampa

Lo sportello Ue

Giuseppe Dimiccoli

Giuseppe Dimiccoli

Tutte le novità, le curiosità e le nuove regole introdotte dall'Unione europea. Un blog per conoscere meglio i segreti dell'Unione curato da un giornalista che all'Unione ci ha lavorato.

L'Ue e la libertà di stampa

L'assemblea generale dell'ONU ha dichiarato il 3 maggio la Giornata mondiale della libertà di stampa per evidenziare l'importanza della libertà di stampa e ricordare ai governi i loro doveri per far rispettare l'articolo 19 della dichiarazione universale dei diritti umani e celebrare l'anniversario della dichiarazione di Windhoek, sui principi della stampa libera, emessi da giornalisti africani nel 1991.

E' opportuno ricordare che la sala stampa del Parlamento di Strasburgo è stata recentemente dedicata alla cronista maltese Daphne Caruana Galizia barbaramente trucidata a Malta. Anche la sala stampa della sede di Bruxelles dell'istituzione europea, che viene utilizzata per la quotidianità dei lavori parlamentari, è intitolata a una giornalista uccisa a causa del suo lavoro: la russa Anna Politkovskaja.

L’Alta rappresentante Federica Mogherini, a nome dell’Ue, in occasione della Giornata mondiale della libertà di stampa che si celebra il 3 maggio fa sapere che “Celebriamo la Giornata mondiale della libertà di stampa in un contesto difficile per il giornalismo. La libertà di espressione e la libertà di stampa sono minacciate in tutto il mondo”.

 “Gli attacchi contro i media e i giornalisti sono attacchi contro la democrazia e contro la libertà di ciascuno di noi. Rendiamo omaggio a tutti i giornalisti in Europa e nel mondo – afferma – che hanno perso la vita nell’esercizio della loro professione. Invitiamo tutti gli Stati a condannare le violenze dirette contro i giornalisti, a intervenire per migliorare la loro sicurezza, rivolgendo particolare attenzione alle giornaliste, e a consegnare alla giustizia gli autori e gli istigatori di tali violenze”. La libertà di stampa “svolge un ruolo fondamentale nella promozione del buon governo, della trasparenza e della responsabilità. Il giornalismo indipendente è essenziale per chiamare gli Stati a rendere conto del loro operato e per monitorare i processi democratici. I media liberi, diversificati e indipendenti, siano essi online od offline, costituiscono i pilastri di una società pluralista e aperta e hanno la grande responsabilità di garantire che il pubblico riceva notizie verificate e corrette”. “Condanneremo sistematicamente le violenze contro i giornalisti e ci opporremo a tutte le leggi, normative o pressioni politiche che limitano la libertà di espressione”.

L’Italia migliora la sua posizione nella classifica della libertà di stampa ma crescono le minacce contro i giornalisti secondo  Reporters Sans Frontières per il 2018 nella sua graduatoria annuale sulla libertà di stampa nel mondo.

L'Italia risale dal 52° al 46° posto ma resta sempre staccata dai paesi europei più virtuosi.

Dal World Press Freedom Index emerge che il nostro Paese ha un coefficiente sulle limitazioni alla libertà per i media di 24,12 (era 26,26), appena più alto di quello degli Stati Uniti (23,73) che si collocano subito prima al 45° posto.

Reporter senza frontiere allo stesso tempo ricorda che "in Italia 10 giornalisti vivono sotto scorta per le minacce di morte" e sottolinea che "violenze e intimidazioni sono a un livello allarmante e crescente, soprattutto in Campania, Calabria e Sicilia”, ma nonostante tutto "coraggiosi cronisti continuano a svolgere le loro inchieste".

A guidare la graduatoria si confermano i paesi scandinavi. La classifica, infatti, è guidata dalla Norvegia (coefficiente 7,63) seguita da Svezia, Olanda e Finlandia. Tra i maggiori Paesi Ue la Germania è 15ª, la Spagna 31ª, la Francia 33ª e la Gran Bretagna 40ª. Male ancora una volta la Russia che si conferma 148ª.
A livello mondiale, invece, per la prima volta, quest'anno, l'Iraq è entrato a far parte della categoria riservata ai regimi autoritari. Nel suo rapporto, la mappa dell'Iraq si tinge di nero nel planisfero di Rsf, insieme ad altri 20 paesi in cui la libertà di stampa è a rischio e che si trovano in una situazione “molto seria”. Baghdad occupa quest’anno la 160ª posizione, rispetto alla 158ª dello scorso anno, e si ritrova insieme a Egitto (161°), Cina (176ª) e Corea del Nord (180ª e ultima). L’Iraq ha totalizzato 56,56 punti, rispetto ai 54,03 del 2017.

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