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Giorgio Assennato

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In Puglia, in particolare, i problemi dell'inquinamento ambientale per decenni nascosti sotto il tappeto, sono di difficile definizione e di quasi impossibile soluzione. Dall'Ilva a Cerano, da Barletta a Foggia la percezione del rischio dei cittadini è molto elevata con conflitti che sembrano nodi gordiani. C'è una via basata sulla evidenza? Se c'è, è sufficiente? O ci vuole una visione più ampia rispetto agli aspetti tecnico-scientifici?

Il primo blog non si scorda mai.

Continuo a ricevere amichevoli consigli a rendere chiare, comprensibili e possibilmente stimolanti le mie idee, i miei testi. Anche se non devo candidarmi a elezioni a nessun livello, nemmeno a presidente dell'assemblea condominiale. Ma. ve lo dico subito, cari amici, se andate alla ricerca di emozioni facil, state alla larga da me. I vostri consigli sono destinati a rimanere wishful thinking, candidi auspici o lettera morta. Scrivo per ottimizzare la mia consapevolezza di me stesso e per avviare con qualcuno un processo di apprendimento aperto, nei limiti del possibile.

Nel primo blog l'otanessa-quiz conteneva una lista di nomi, tutti uniti da un sottile filo rosso che costituisce la materia del mio interesse primario. Epidemiologi, statistici, matematici, filosofi della scienza, filosofi del diritto,penalisti, un medico legale.Con un intruso che appartiene al mio mondo personale di collezionista di cartoline antiche di Bari: un hobby iniziato tardi, su  ispirazione  (ed imitazione) del prof. Barbuti, un docente, un appassionato di storia locale, innamorato di Bari e di sport, sempre concreto, ostile a qualsiasi orpello, refrattario ad ogni forma di esibizionismo ( pur potendoselo permettere). E tra i miti dei pochi collezionisti di cartoliche antiche di Bari il numero uno è senz'altro Enrico Bambocci, le cui foto figurano in uno dei più bei libri editi da Adda ( sulla fotografia in Puglia nell?Ottocento). All'inizio del secolo scorso, improvvisamente lasciò il suo studio fotografico in Corso Vittorio Emanuele 54, consegnò agli Antonelli tutta la sua strumentazione, e si trasferì a San Josè, nell'area di San Francisco, dove aprì uno studio fotografico al n.27 di North Market Street. Negli anni successivi, si trasferì a Redwood ( sempre nella stessa area) dove morì nel 1932. Qualche giorno fa, ho contattato l'Associazione dei collezionisti di cartoline antiche di San Francisco, per sapere se avesse mai pubblicato cartoline illustrate con paesaggi californiani. Sembra proprio di no. Le uniche cartoline americane di Bambocci sono quelle che hanno sul verso il classico format della postcard e sul  "recto" la foto-ritratto eseguita con l'impareggiabile stile di Bambocci.

Nel 1899 aveva partecipato alla prima mostra internazionale di cartoline tenutasi a Venezia presentando la sua famosa serie di cartoline numerate dalla n.1 alla numero 40. Dato che sino a poco tempo fa non avevo notizia dell'immagine fotografata nella cartolina n.7, scrissi a un collezionista francese in possesso del catalogo della mostra per avere lumi, ma nel catalogo era soltanto indicata genericamente la serie delle 40 cartoline. L'arcano è stato recentemente scoperto: la numero 7 non riguarda Bari, ma Taranto e si riferisce all'ingresso nel canale navigabile della R.N: Savoia avvenuto nel 1899 e ripreso da diversi fotografi dell'epoca. Non tutte le immagini si riferiscono a Bari ( ce n'è una col Castello di Gioia del Colle). Una vita avventurosa, quella del parmense Enrico Bambocci, figlio del direttore della Dogana di Bari, fotografo di formazione napoletana, anche se all'inizio il suo studio si chiamava "studio fotografico milanese". In rete si può trovare un suo testo su Castel del Monte, molto elegante. In un recente testo, figura la strana storia del suo ventilato coinvolgimento nella trattativa tra un compratore americano e il vescovo di Bisceglie, avente per oggetto la vendita del coro della cattedrale di Bisceglie ( si parlava di centinaia di migliaia di dollari americani, una cifra enorme per l'epoca!!). La trattativa per fortuna non andò in porto e l'opera è ancora là, nel suo luogo naturale. Sembra poi che, al momento di lasciare l'Italia, abbia lasciato moglie e figli a Bari, partendo con una signora Carla, una donna triestina, erroneamente considerata austriaca, in virtù della sua cittadinanza ( Trieste faceva parte all'epoca dell'Impero Asburgico). Le sue cartoline, in particolare quelle che raffigurano i ragazzini di Bari vecchia impegnati nella raccolta delle vongole o in spericolati tuffi dagli scogli, sono delle piccole autentiche opere d'arte.

Nei prossimi blog inizierò a spiegarvi il mistero del filo rosso. Anche se ho preentato gli interpreti, come all'inziio di un romanzo giallo classico, in realtà non vi indicherò il nome di nessun assassino. Anzi non so nemmeno se stia stato compiuto il delitto. Figuratevi come possa piacere un testo in cui compaiono tanti personaggi e non si possa andare alla fine a cercar subito l'assassino per il semplice fatto che non c'è, e il testo si arrovella in complicate argomentazioni volte a mettere in dubbio l'esistenza di un delitto. Non si è mai vista una cosa simile, ma io oso avventurarmi in questo anti-giallo- A presto

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