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Il report

Salute per tutti: Asl e Arpa insieme

I dati su ambiente e salute presentati dal dipartimento di prevenzione dell'Asl di Lecce. La Società italiana di Medicina Ambientale – SIMA – afferma che il 24% delle malattie è correlato a fattori ambientali modificabili

L'eco dell'ambiente

Federica Marangio

Federica Marangio

Uno spazio per stimolare la conversazione con i cittadini sull'eco dell’ambiente nella nostra salute. Commenti e opinioni a federicamarangio@gmail.com

SALUTE PER TUTTI: ASL E ARPA INSIEME

Analizzare i determinanti di salute compreso il possibile effetto dei fattori di rischio ambientali sullo stato di salute della popolazione e porre in essere azioni di sorveglianza e di stimolo agli enti preposti alla tutela ambientale: è questa una delle attività che i Dipartimenti di Prevenzione sono chiamati a svolgere. Necessità che si rende sempre più impellente in un momento in cui il Sistema Sanitario Nazionale è messo a dura prova “da un’epidemia in parte virale e in parte comunicativa”. Tanto si legge in una nota diramata proprio dalla segreteria Re.P.O.L. ( Rete Prevenzione Oncologica Leccese). Nonostante la forzata assenza delle scolaresche che sarebbero dovute intervenire a corollario dell’attività di formazione svolta dai Dipartimenti di Prevenzione sulle problematiche Ambiente-Salute, l’evento di presentazione del report è stato confermato “anche per sottolineare che le normali misure igienico-sanitarie da adottare in questo frangente non possono sfociare in comportamenti isterici che danneggiano certamente la comunità a fronte di un ipotetico pericolo per la salute ascrivibile al coronavirus”.

A quattro anni di distanza dalla realizzazione del primo rapporto, la Re.P.O.L. nel secondo lavoro ha elaborato una raccolta puntuale di tutti i determinanti che influiscono sulle condizioni di salute della popolazione salentina. Un lavoro che, nato su iniziativa del Dipartimento di Prevenzione della Asl Lecce, in sinergia con il Registro Tumori ASL Lecce ed in stretta collaborazione con ARPA Puglia e tutti gli altri enti che fanno parte della Rete per la Prevenzione Oncologica, costituisce la premessa indispensabile per individuare utili approfondimenti e dare inizio a eventuali azioni di prevenzione che coinvolgano le varie matrici ambientali. Il Report segnala la maggior incidenza di tumori polmonari maschili e tumori della vescica in entrambi i sessi, nonché l’aumentata mortalità per patologie respiratorie, come risulta dai dati del Registro Tumori ASL Lecce (aggiornati al 2012 per l’incidenza di neoplasie e al 2016 per la mortalità per tutte le cause), con particolare riferimento ancora ai Comuni dell’area del Salento centro-adriatico per il tumore polmonare maschile (già precedentemente identificati come area cluster per patologie neoplastiche polmonari dall’Istituto Superiore di Sanità sulla base di dati riferiti al periodo 2003-2007). Sulla base dei dati del Registro Tumori aggiornati al 2012, si conferma inoltre un eccesso di tumori polmonari anche nelle donne limitatamente alla città di Lecce (cluster di incidenza per neoplasie polmonari femminili già identificato nella suddetta analisi dell’Istituto Superiore di Sanità su dati 2003-2007), oltre che un eccesso di malattie dell’apparato respiratorio nel sesso femminile distribuito in tutto il territorio provinciale. II risultato dello Studio PROTOS conferma la persistenza di un’area cluster per tumori polmonari maschili nel Salento centro-adriatico corrispondente ai Comuni di: Galatina, Galatone, Maglie, Soleto, Sternatia, Zollino, Corigliano d’Otranto, Cutrofiano, Soleto, Cursi, Neviano, Collepasso, Seclì, Melpignano, Castrignano dei Greci, Sogliano Cavour. Dalle analisi si evidenzia che solo il 2% dei soggetti di sesso maschile malati di tumore polmonare arruolati nello studio apparteneva alla categoria non fumatori (8 su 351) e la percentuale sia di fumatori che ex fumatori è significativamente più elevata tra i casi (così come il numero medio di pacchetti/anno di sigarette fumate). Il rischio di tumore aumenta del 3 % all’aumento unitario dei pacchetti di sigaretta consumati per anno. Gli uomini con tumore polmonare presentavano anche livelli di istruzione significativamente più bassi rispetto ai soggetti di controllo (il rischio di tumore polmonare è del 39% in meno per chi ha conseguito la licenza di scuola media inferiore rispetto a chi ha la licenza elementare o nessun titolo e del 52% in meno per chi ha conseguito la licenza di scuola media superiore rispetto a chi ha la licenza elementare o nessun titolo), una maggiore propensione al consumo di alcolici (il rischio di tumore polmonare è del 19 % in più per chi consuma eccessivamente alcol rispetto a chi non ne abusa), una familiarità di base per malattie neoplastiche (il rischio di tumore polmonare è del 29 % in più per i soggetti con familiarità per tumori rispetto a chi non ha riferito familiarità). Oltre che per i suddetti fattori di rischio, negli uomini è stata evidenziata un’associazione statisticamente significativa (con aumento del rischio del 424%) tra tumore polmonare ed utilizzo di pesticidi in agricoltura senza dispositivi di protezione individuale. Per quanto riguarda le donne, sebbene la percentuale di fumatori ed ex fumatori sia significativamente più elevata tra i casi (così come il numero medio di pacchetti/anno di sigarette fumate), si registrava un 34% di non fumatrici tra i casi di tumore polmonare (31 su 91) e la percentuale di donne esposte a fumo passivo risultava al contempo significativamente più elevata tra i casi rispetto ai controlli. Al contrario che negli uomini – e in evidente relazione con l’abitudine al fumo (il rischio di tumore polmonare aumenta del 6% per ogni aumento unitario di pacchetti-anno di sigarette) – nel sesso femminile si evidenziava tra i casi di tumore polmonare una scolarità significativamente più elevata rispetto ai controlli: le donne con tumore polmonare, inoltre, mostravano anche una maggiore propensione al consumo di alcolici (il rischio è del 329 % in più per chi consuma eccessivamente alcol rispetto a chi non ne abusa) ed una familiarità di base per malattie neoplastiche (71 % in più per i soggetti con familiarità per tumori rispetto a chi non ha riferito familiarità). Va considerato che il fumo di sigaretta agisce da moltiplicatore esponenziale del rischio in caso di esposizione ad altri fattori cancerogeni e che le diagnosi istologiche esaminate per i casi arruolati nello Studio PROTOS hanno confermato anche in Salento l’adenocarcinoma come tipo istologico di tumore polmonare più frequente rispetto ai tumori a cellule squamose (tipicamente associati al fumo di sigaretta). Tenuto conto, quindi, che per alcune neoplasie si assiste ad un effetto moltiplicatore per esposizione a più fattori cancerogeni ed in considerazione del fatto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ritiene gli inquinanti atmosferici (indoor e outdoor) responsabili di un terzo dei tumori polmonari, lo studio PROTOS ha valutato anche potenziali esposizioni ambientali come quelle derivanti dal Gas Radon (che sembra mostrare in Salento livelli naturali tendenzialmente più elevati rispetto ad altre aree della Puglia e d’Italia) e dalle emissioni di grandi camini industriali di impianti sottoposti ad AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale).

Non è stato ancora possibile stabilire eventuali associazioni tra la maggiore incidenza di tumori polmonari nella cosiddetta area cluster e esposizioni alla radio-attività naturale da gas Radon (per i numeri di dosimetri posizionati, pur significativi ma ancora non abbastanza cospicui). Per tali motivi, così come suggerito dal CNR-IFC, s’intende incrementare il numero di misurazioni delle concentrazioni di Radon nelle abitazioni di malati di tumore polmonare e soggetti di controllo almeno per la cosiddetta “area cluster” centro-salentina e l’ASL Lecce ritiene opportuno proporre - a valle di un’intesa con le amministrazioni locali e le stesse aziende - l’esecuzione di una Valutazione di Impatto Sanitario (VIS) che prenda in esame tutte le emissioni (anche quelle di impianti non soggetti ad AIA) delle aree industriali di Galatina-Soleto e dell’area industriale del comprensorio di Maglie. La ASL continuerà a tenere elevata la vigilanza di competenza per situazioni molto attenzionate per l’elevato potenziale inquinante come la discarica di Burgesi, quella di Cavallino e l’impianto di trattamento di rifiuti liquidi industriali di Presicce.

Hanno partecipato alla presentazione del secondo report Ambiente e Salute il Direttore Generale Asl Lecce Rodolfo Rollo, il Direttore Dipartimento di Prevenzione Giovanni De Filippis, il Direttore Generale ARPA Vito Bruno, alla presenza di molti rappresentanti delle istituzioni tra cui gli Assessori Regionali Salvatore Ruggeri, Gaetano Stea e Loredana Capone, il Presidente della Provincia di Lecce Stefano Minerva e i sindaci salentini, tra cui Carlo Salvemini, sindaco del capoluogo, oltre al referente provinciale ANCI Puglia Gianni Stefano, sindaco di Casarano. Presenti all’incontro anche il Magnifico Rettore dell’Università del Salento Fabio Pollice, il Presidente dell’Ordine dei Medici Donato De Giorgi, la Procuratrice Elsa Valeria Mignone e il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano.

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