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Albergo, Italia

La terra che si tuffa nel mare tanto cara a Giosuè Carducci

La terra che si tuffa nel mare tanto cara a Giosuè Carducci

Magia, incanto e cure termali a Marina di Castagneto

12 Settembre 2022

Barbara Bonura

Albergo Italia

Barbara Bonura

Quante storie si nascondono nelle mura di un hotel. Il diario di bordo scritto da Barbara Bonura negli alberghi più belli e suggestivi dello Stivale.

La terra che si tuffa nel mare. La macchia mediterranea e i pini secolari che si incontrano in un punto sfumando verso la linea di azzurro senza interruzioni. Si tratta di uno scenario quasi naive: un edificio, la strada, la spiaggia.
Forse è per questo che dove oggi si trova il Tombolo Talasso Resort di Marina di Castagneto Carducci, nel 1930 Adriano Olivetti ebbe la sua avveniristica visione: costruire una struttura dedicata al ristoro ed alla vacanza per i figli dei suoi dipendenti. C’era una volta la colonia estiva che «l’ingegnere della giustizia» decise di far nascere in un luogo di bellezza a natura selvaggia, come quei tomboli sparsi sulla spiaggia, dune di sabbia sormontate da vegetazione che diedero il nome alla pineta. Centinaia di bambini figli di dipendenti dell’azienda di Olivetti hanno alloggiato in quelle stanze e goduto del sole e dei bagni nella spiaggia di fronte.

Un luogo magico quello del Tombolo, qui nella provincia di Livorno: a poca distanza, Carducci si struggeva percorrendo la strada verso Bolgheri («I cipressi che a Bólgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar, quasi in corsa giganti giovinetti mi balzarono incontro e mi guardar»). Perché la natura di quei luoghi pare rimasta invariata, e parla ancora di care antiche poetiche cose.

Sarà la famiglia Antinori a dare nuovo corso a quello che diventerà il Tombolo Talasso Resort intorno al 2000. «È stato un investimento per l’amore che nutriamo per la zona» racconta Allegra, con le sorelle Albiera ed Alessia a capo della Marchesi Antinori, che da oltre 25 generazioni produce vino. La storia della famiglia si compenetra con quella del territorio. «Amiamo questo posto, rappresenta le nostre radici. Qui si esprime al massimo il nostro brand del vino, qui torniamo e abbiamo il nostro nucleo – prosegue Allegra –. Quando abbiamo preso il Tombolo era un momento strategico per dare l’avvio a questa nuova impresa. Abbiamo capito che valeva la pena cominciare a sfruttare le acque termali e ci venne l’idea di creare le vasche per la talassoterapia. L’obiettivo per noi non era il business, perchè l’hospitality non è propriamente il nostro mestiere. Noi facciamo il vino e l’hotellerie non è strettamente funzionale alla presentazione del nostro brand. Bolgheri per noi è più campagna, un’area straordinaria per la produzione dei migliori vini italiani. L’aria del mare e quella che scende dalle colline, l’argilla, la zona sassosa e la salinità marina rende questo territorio ricco e diversificato. Quanto più si possa chiedere per la nostra produzione. Riguardo l’hotel, l’intento era proprio quello di valorizzare i luoghi che amiamo e a cui siamo legatissime, di farli crescere conservando il loro dna. Volevamo far sì che una struttura di punta potesse essere trainante in una zona di grande potenzialità ma ancora poco spesa. Speriamo di esserci riusciti».

A giudicare dalla crescita del Tombolo, attualmente gestito dal Cosmopolitan Hotels Group sotto la guida di Stefano Bottai, sembra che la palla sia andata in rete.
«È stato un anno di rinascita si può dire, dopo il dramma del Covid e dei lockdown che ci hanno serrato in casa. In questa stagione abbiamo visto il ritorno degli stranieri, dagli americani agli svizzeri, dagli inglesi a francesi e tedeschi. Sono stati presenti per un 47% cento rispetto al 53% degli italiani – dice il direttore della struttura Gianmarco Nasti –. Anche settembre sta andando benissimo e il congressuale sta ripartendo. Ci sono stati momenti bui per tutti, ma questa è una struttura con ospiti fidelizzati, che trascorrono tre mesi l’anno da noi, scelgono la stessa stanza e lo stesso tavolo e sono serviti sempre dalla stessa persona. Questo è proprio l’effetto Tombolo».

Tra le vasche termali e la terrazza affacciata sul mare, è come un piccolo regno per persone a caccia di riservatezza. «Ricordo un episodio quasi comico – racconta Nasti – Quando venne da noi l’attore Harrison Ford, amava molto la talassoterapia nell’area wellness. Ma un giorno decise di fare una passeggiata sulla spiaggia da solo. Qualcuno gli disse di farsi scortare, che non era il caso, ma lui serenamente rispose: don’t worry it’s ok! Tempo 8 minuti e lo vedemmo tornare di corsa con una folla di fan che lo inseguiva sulla spiaggia».

Lo scorso anno l’ultima giovane moglie di Mick Jagger, Melanie Hamrick, ha presto la postazione sulla spiaggia dell’hotel con il piccolo Deveraux, 4 anni ed una somiglianza impressionante con il babbo. Lui era ospite nel castello dei Della Gherardesca, ma lei voleva scendere al mare.
Anche Gabriele Salvatores ha saputo apprezzare l’«ospitalità gentile» dell’attuale management. Così come Noemi Maroni Cinzano, habitué del Tombolo, e Lucrezia Lante della Rovere. Davvero sorprendente poi l’arrivo, tre anni fa, della famiglia Trump: per un’intera settimana si sono trattenuti al Tombolo Melania, Donald jr ed un piccolo parterre. Assente solo papà Donald.

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