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Martedì 12 Dicembre 2017 | 10:59

i ritardi

Su Matera 2019 è solo fumata grigia
Nessuna decisione dal Consiglio

Su Matera 2019 è solo fumata grigiaNessuna decisione dal Consiglio

DONATO MASTRANGELO

Un facilitatore la città lo ha già ed è Salvo Nastasi, nominato dal Governo coordinatore per l’attuazione degli interventi per Matera 2019 l’altro, vista l’impasse attuale, occorrerebbe probabilmente per riannodare i fili tra la Fondazione ed il Comune. Battute a parte, infatti, il Consiglio comunale aperto che si è svolto ieri pomeriggio in seduta straordinaria nella sede della Camera di Commercio, per confrontarsi con la stessa Fondazione sullo stato di attuazione del programma che conduce verso l’atteso appuntamento continentale, ha evidenziato che permangono ancora forti remore ad abbattere i pregiudizi di sorta. Il convitato di pietra, è questo l’altro paradosso, è il distacco della cittadinanza, quella che la rettrice Aurelia Sole, presidente della Fondazione Matera 2019, ama definire come comunità-territorio.

La sala convegni dell’ente camerale, con uno sparuto gruppo di persone, a seguire il dibattito è la cifra di questa distonia che stride con il bagno di partecipazione che aveva accompagnato con entusiasmo il percorso di candidatura fino all’apoteosi del 17 ottobre 2014. Certo è, come giustamente ha lasciato intendere il direttore Paolo Verri, ad un anno da Matera 2019 non è il momento di buttare l’acqua sporca con tutto il bambino, al contrario ha sottolineato il manager torinese «è necessario indicare una scala di priorità sulle cose da fare e mettere il resto su un piano di discussione e partecipazione per individuare possibili percorsi di attuazione.

Ci sono mancati non soltanto i soldi e gli spazi - dichiara Verri - ma soprattutto le risorse umane eppure abbiamo fatto il 90 per cento delle attività previste nel bilancio preventivo approvato a dicembre 2016 pur con la metà dei fondi a nostra disposizione. Abbiamo avviato l’Open Design School, completato il build up e la co-creazione con almeno 50 per cento di realtà regionali. Ci sono poi notizie migliorative rispetto al lotto 1 e al lotto 2 del Palazzotto del Casale, simbolo del fatto che i Sassi non sono Disneyland ma motore attivo della creatività contemporanea. Non è solo e non tanto una richiesta di metri quadrati, ma è dare un senso a tutto il percorso per fare di Matera non solo attrazione turistica ma attrattore per talenti che si occupano di produzione artistica e culturale. L’I-Dea non è il Museo demoantropologico, ma l’archivio digitale. Abbiamo realizzato il 60 per cento dei progetti previsti nel dossier».

«Non siamo stati fermi -ha detto la presidente Aurelia Sole - Ci sono stati due incontri con il Consiglio comunale, le Commissioni. La maggiore soddisfazione è stata l’incontro con la Commissione di monitoraggio, che ci ha fatto i complimenti, i progressi fatti, i selezioni fatte, il carattere internazionale. Abbiamo avviato un coordinamento più stretto e su questo abbiamo messo a disposizione del Comune ciò che poteva fare la Fondazione per la Cava del Sole e riproposto la questione del logo per intercettare finanziamenti e non potevamo più rinviare questo problema. In cassa ci sono 3,5 milioni di euro (3 dal Governo, 100 mila dal Comune, 350 dalla Regione e 1,2 assegnati dalla Regione, ma non ancora erogati). Gli spazi sono insufficienti per la Fondazione alla luce anche dell’ampliamento dell’organico. C’è un contenzioso tra la azienda e il Comune sui lavori.

Nell’ultimo cda abbiamo deliberato anche l’opportunità di trovare locali in affitto». Tra gli interventi Antonio Materdomini ha chiesto lumi alla Fondazione sul futuro utilizzo degli spazi della Fondazione, mentre Paolo Manicone ha invocato sulle decisioni «metodo, trasparenza e merito». Angelo Cotugno ha proposto come potenziali siti da utilizzare il Casino Padula e l’asilo di via Gramsci, rammentando che, «Matera 2019 dopo l’Expo di Milano meriterebbe più attenzione come sostegno finanaziario anche da parte della Regione». Per Salvatore Adduce «è necessario che il Consiglio comunale di concerto con il sindaco individui percorsi per favorire la partecipazione dei cittadini. Qualche strumento per fare ciò lo abbiamo».

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