È stata Ditonellapiaga ad aprire la prima serata della 76esima edizione del Festival di Sanremo, portando sul palco dell’Ariston «Che fastidio!» (BMG/Dischi Belli), da ora disponibile in radio e su tutte le piattaforme digitali. Un debutto esplosivo, energico e dichiaratamente identitario, capace di coniugare ritmo serrato e sguardo critico con la cifra stilistica ironica e dissacrante che da sempre contraddistingue l’artista romana. Scritto e composto dalla stessa Margherita Carducci insieme ad Alessandro Casagni, Edoardo Castroni ed Edoardo Ruzzi, il brano è uno spaccato sincero e tagliente delle piccole e grandi “costrizioni” della vita quotidiana. «Che fastidio!» dà voce a quella sensazione sottile di sentirsi fuori posto, intrappolati in regole non scritte e aspettative sociali che soffocano l’autenticità. Ditonellapiaga racconta tutto questo con leggerezza, senza giudizio, trasformando il disagio in energia liberatoria.
A rendere ancora più impattante l’esibizione sanremese è stato l’arrangiamento curato dal Maestro Carolina Bubbico, che ha amplificato la tensione pop-dance del brano, insieme a un esclusivo corpo di ballo guidato dalla coreografa Dalila Frassanito. Sei performer, potenti e versatili, hanno contribuito a trasformare il Teatro Ariston in un vero e proprio dancefloor contemporaneo, enfatizzando il carattere performativo e teatrale della proposta. «Carolina l’avevo già tra i miei ascolti come punto di riferimento - racconta la cantautrice - Ci siamo conosciute quando ho pubblicato le prime canzoni: mi scrisse dicendomi che, secondo lei, potevamo fare una "figata" insieme. Devo dire che è stata una profezia che si è autoavverata. Ha fatto un lavoro difficilissimo: trovare una chiave sinfonica e orchestrale per un brano strumentalmente elettronico, senza snaturarlo. È una questione di equilibrio, di “livella”: bisogna trovare la giusta inclinazione per renderlo centratissimo, senza sbilanciarlo. Lei ha fatto un lavoro magistrale. Ha preparato anche per le cover un arrangiamento stupendo. Per me era importante valorizzare anche gli orchestrali che sono qui, per mostrare il loro talento e metterlo davvero in luce, e lei ce l'ha fatta alla grande».
Parallelamente all’uscita del singolo, è stato pubblicato su YouTube il videoclip ufficiale di «Che fastidio!», ambientato in un hotel durante una festa che scivola progressivamente verso il surreale. La clip segue Ditonellapiaga in un crescendo visionario tra personaggi eccentrici, coreografie e situazioni bizzarre. Con la sceneggiatura di Matteo Corradini, la regia di Frametank e la produzione di Mine Studio – che firma anche la direzione creativa dell’intero progetto – il video mette in scena un vortice ipnotico e ironico, metafora dello spaesamento di chi si sente schiacciato da troppe regole e dall’ossessione di rientrare a ogni costo in un canone prestabilito. Nella clip, Margherita si cimenta anche in un piccolo ruolo da attrice, accentuando in chiave surreale l’ironia e la dimensione dissacrante del brano. È prevista inoltre la pubblicazione di una seconda versione music video. La nuova fase artistica troverà espressione anche dal vivo con il ritorno nei club nell’autunno 2026. Il 27 novembre l’artista giocherà in casa all’Atlantico di Roma, mentre il 30 novembre porterà le sue performance magnetiche al Fabrique di Milano. I biglietti sono già disponibili su TicketOne e nei circuiti di vendita abituali, con maggiori informazioni sui canali di Magellano Concerti.
IL «CASO» MISS ITALIA
Il concorso Miss Italia contesta l'uso indebito della denominazione «Miss Italia» da parte della cantante Ditonellapiaga, che l’ha utilizzata quale titolo di un proprio brano musicale, nonché dell’album in cui esso è inserito. Il testo della canzone, inoltre, contiene espressioni e giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore delle ragazze che partecipano al concorso. Tale condotta risulta gravemente pregiudizievole dei diritti esclusivi connessi alla denominazione «Miss Italia», nonché dell’immagine e della reputazione del Concorso e delle sue partecipanti. Per tali ragioni, il Concorso Miss Italia ha conferito mandato agli avvocati Pieremilio Sammarco e Vincenzo Larocca affinché intraprendano le più opportune azioni giudiziarie volte a inibire l’ulteriore utilizzo della denominazione «Miss Italia» e a ottenere il risarcimento dei danni subiti e subendi
«Speravo in un pò di autoironia. La canzone è ancora inedita. Volevo dire che anche una donna bellissima può sentirsi disperata e triste e nascondere l'infelicità con il trucco. A mio avviso c'è stata un’interpretazione erronea del testo, ma parlavo di me, del rapporto con me stessa e con la bellezza»: così Ditonellapiaga risponde alla diffida del concorso Miss Italia per «l'uso indebito» del marchio e «i danni di immagine» per la canzone da cui nasce il titolo dell’album 'Miss Italia'. Nel mirino dei legali in particolare 'i giudizi ritenuti lesivi della dignità e dell’onore del concorso e delle partecipanti». "Mi dispiace, non conosco 'il legalese'. Se ne occuperanno gli avvocati», sottolinea Ditonellapiaga, che è in gara a Sanremo con la canzone 'Che fastidio!'. Il senso del disco, spiega, «è il rapporto con i canoni e con la perfezione». Visibilmente scossa, Ditonellapiaga aggiunge: «Mi dispiace che abbiano visto malizia, forse a causa della preoccupazione. Probabilmente non hanno la sensibilità per capire che parlo di me e non del concorso. Le ragazze che partecipano a Miss Italia sono 'disperate' nel senso che stanno male ma - sottolinea la cantante, a proposito del contesto del brano - parla di me che vivo male la mia bellezza». In conclusione «nessuno ha insultato, non parlo male del concorso» e «non ho detto che chi partecipa a Miss Italia è una sfigata», conclude.














