Grandi mostre, concerti, festival, residenze artistiche, rassegne letterarie. Svelato il programma di Matera Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, che prenderà il via il 20 marzo e si concluderà il 28 novembre.
Un anno importante per la città dei Sassi che torna sulla scena internazionale questa volta con il progetto Terre Immerse: «una visione che trasforma il Mezzogiorno da periferia a piattaforma strategica di diplomazia culturale».
Il programma illustrato ieri nella conferenza stampa svoltasi a Roma al ministero della Cultura, si fonda su quattro filoni tematici, definiti «Immersioni», come ha spiegato la direttrice generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Rita Orlando. E dunque: «Stratificazioni (il tempo)» in cui si inseriscono la mostra fotografica di Mimmo Jodice, l’esposizione permanente «Matera nella storia della fotografia». E l’evento «Matera Cielo Stellato: Isolamenti (lo spazio)», sezione in cui rientrano le letture collettive multilingue del Cantico delle Creature e la conferenza scientifica «Mediterraneo, hub del cambiamento climatico»; «Contaminazioni (la società)», in cui si inserisce la grande esposizione «Adriano Olivetti: Matera e il sogno di una impresa» e «Transumanze (il movimento)», con la conferenza Ex Med sulle politiche strategiche sul Mediterraneo e Porta della Speranza.
L’avvio delle celebrazioni, il 20 marzo, prenderà corpo attraverso il concept del cantiere evento che convertirà la città in «un laboratorio performativo diffuso». Centro della narrazione sarà il teatro Duni che ospiterà la cerimonia istituzionale (ore 17). Opera dell’architetto materano Ettore Stella completata nel 1949, la sua riapertura straordinaria nella veste di cantiere-evento segna la restituzione alla città di un luogo simbolo della sua modernità. La scena poi si sposterà nei rioni Sassi con piazza San Pietro Caveoso scenario di uno spettacolo di droni che trasformerà la gravina in uno «specchio luminoso».
Il sindaco Antonio Nicoletti ha sottolineato la nuova visione del Mediterraneo che propone Matera «non più un confine liquido, ma trama culturale che penetra nella terraferma e unisce i popoli. Matera, in questo contesto, si propone come baricentro di dialogo, laboratorio di cooperazione tra Europa e Africa, piattaforma di diplomazia culturale capace di generare alleanze durature».
Il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi ha rimarcato inoltre che «la designazione di Matera a Capitale mediterranea della cultura e del dialogo 2026 assume una rilevanza strategica per la Basilicata, per l’Italia e per l’intero bacino mediterraneo». Infine il messaggio del ministro della cultura Alessandro Giuli. «Matera accenderà i riflettori sull’appartenenza mediterranea e sulla vocazione culturale delle aree interne del Meridione - ha detto -. È una predisposizione naturale che valorizziamo attraverso le iniziative del “Piano Olivetti”, lanciato dal Ministero della Cultura per irrobustire i presidi culturali dei territori d’Italia. E non è un caso che una delle principali iniziative promosse con il sostegno del Ministero della Cultura, sarà proprio una grande esposizione dedicata al legame tra la città e la figura di Adriano Olivetti. Il sogno di Olivetti era quello di integrare in un intento concorde Stato e società civile, cultura e impresa, segmenti sociali e aree geografiche. Matera incarna oggi quella stessa intuizione: la cultura come motore di innovazione, inclusione e coesione».
















