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Venerdì 24 Novembre 2017 | 19:48

Intervento dei Carabinieri

Blue Whale, 17enne salvato
dal suicidio a Molfetta

Aveva tagli sulla braccia e vagava dalle 4 del mattino (orario della Balena blu): voleva farsi travolgere dal treno. Indagano Procura dei minorenni e ordinaria

Blue Whale, 17enne salvatodal suicidio a Molfetta

NICOLA PEPE

La procura presso il tribunale per i minorenni di Bari e quella ordinaria di Trani hanno avviato un'indagine per istigazione al suicidio aggravata dopo che i carabinieri hanno salvato un 17enne dal suicidio, probabile vittima del tristemente noto gioco on line «Blue whale». Lo hanno trovato sui binari, con i tagli sul braccio e quando i carabinieri lo hanno fermato ha detto «Blue Whale non c'entra». Per gli investigatori è una implicita confessione quella resa dal ragazzo, in evidente stato confusionale, salvato da morte certa, probabilmente su istigazione del gioco mortale on line della «balena blu», la cui origine è poco certa (Russia) ma purtroppo trova terreno fertile negli adolescenti coinvolti in una sorta di terribile roulette russa, un vero e proprio gioco al suicidio.

Tutto è iniziato poco dopo le 6 quando una telefonata anonima al 112 ha segnalato la presenza di un ragazzo che si sporgeva dal cavalcavia della ferrovia e subito dopo avviatosi verso la strada ferrata. Al loro arrivo i carabinieri hanno ripetutamente invitato il giovane ad allontanarsi dai binari, ma lui sembrava in trance e si è seduto sui binari: a questo punto i militari hanno fatto interrompere - per sicurezza - la circolazione ferroviaria per evitare il peggio. E hanno trascinato il ragazzo, allontanandolo dai binari: sulle braccia aveva ancora i seguo di tagli, ed era sanguinante.

Il giovane, all’improvviso, senza che nessuno facesse riferimento ad alcunché, ha riferito che non c’entra il «Blue Whale», ma la sua, invece, è apparsa - secondo i carabinieri - come una vera e propria confessione. Un grido d’aiuto. I genitori, accorsi immediatamente, hanno voluto ringraziare i Carabinieri, offrendo la massima collaborazione e auspicando che tale salvataggio in extremis possa fare da monito per tanti altri giovani che non capiscono quanto sia rischioso sottostare alle ormai tristemente note 50 terribili regole del «blue whale». Tra i dettagli che farebbero pensare al Blue Whale, l'ora in cui il 17enne avrebbe iniziato a vagare, (poco dopo le 4), i tagli sulle braccia, l'aver visto un film horror, andare su un ponte (il ragazzo sporgeva da un cavalcaferrovia) e altri indizi.

Il ragazzo - che nei giorni corsi aveva visto un film horror al cinema - è stato accompagnato al Policlinico di Bari, mentre procura presso il tribunale per i minorenni e procura ordinaria hanno avviato una indagine per istigazione al suicidio. I carabinieri hanno anche sequestrato pc, tablet e smartphone nel tentativo di ricavare elementi utili per le indagini. Se istigazione c'è stata, gli investigatori risaliranno al potenziale «tutore», colui che - in base alle «regole» del gioco - segue l'adolescente nel percorso di iniziazione. E la psicologa Vera Slepoj invita i genitori a stare attenti e ad essere più presente paragna il fenomeno della Balena blu a un Isis senza kamikaze. 

L’ideatore del gioco della morte «Blue whale» sarebbe Philip Budeikin, un giovane di 21 anni, studente di Psicologia, recluso in un carcere russo dal 2016. Il suo profilo sembra avvicinarsi molto a quello di un serial killer. Budeiken ha confessato (vedi il servizio) di aver istigato almeno 17 adolescenti connazionali al suicidio per «purificare la società». Il macabro gioco si è già diffuso a macchia d'olio: dalla Russia ha raggiunto il Brasile, ma anche Francia e Inghilterra. E, da poco, anche in Italia.

PROCURATORE MINORENNI: PRIMO CASO - «Apparentemente sembrerebbe un caso di Blue Whale e nel nostro distretto sarebbe il primo». Lo ha detto il procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, Ferruccio De Salvatore, con riferimento alla vicenda del 17enne salvato ieri dai Carabinieri. L’indagine è della Procura di Trani, ma i magistrati minorili avranno il compito di occuparsi del ragazzo. Gli accertamenti di competenza della Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Bari sono coordinati dal pm Rosario Plotino.

«Nel nostro distretto sembrerebbe il primo caso - ha continuato il procuratore - ma dovremo vedere con esattezza quali sono le problematiche di questo ragazzo. Apparentemente sembrerebbe un caso di Blue Whale, ma avremo qualche risposta dalle indagini della Procura ordinaria che ci diranno cosa c'è nei supporti informatici sequestrati al giovane per capire a cosa può riportarsi questo comportamento, quali sono causa e origine del malessere di questo ragazzo».

«Il rischio di emulazione c'è e per questo è necessario che si faccia informazione adeguata su questo fenomeno». Il procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Bari, Ferruccio De Salvatore, spiega il ruolo della stampa nel contrasto ai casi di Blue Whale che starebbero captando l’attenzione di molti ragazzi in tutto il Paese.

«È necessario capire in che termini il fenomeno si sta diffondendo, - ha detto De Salvatore - se si tratta cioè di condotte di tipo imitativo, dovute a curiosità, oppure riportabili a vere e proprie associazioni che operano in internet». «Ci si coordinerà con la Procura ordinaria - ha continuato - ma, trattandosi di un problema che ha carattere nazionale, vedremo nelle altre città quanti casi si sono verificati e con quali modalità e cercheremo di valutare. Il fenomeno si combatte se lo si comprende e se c'è informazione adeguata».

«In questo percorso per tentare di capire di cosa si tratta e cosa fare - ha concluso il procuratore minorile - tutti hanno un ruolo: genitori, agenzie educative e organi di stampa. Con equilibrio e senza enfatizzare, serve che si faccia corretta informazione».

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