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Lunedì 23 Ottobre 2017 | 13:52

attentato intimidatorio: non escluso nesso con lo sgombero del ghetto

Spari contro auto della Polizia
il Viminale manda altri rinforzi
Sindaco di San Severo: «Inaudito»

Spari contro auto Polizia

Un fermo immagine mostra il momento dell'attentato dinanzi ad un albergo vicino alla stazione centrale di San Severo

SAN SEVERO (FOGGIA) - Il giorno dopo la conclusione delle operazioni di sgombero e abbattimento delle baracche del vicino Gran Ghetto dei migranti, e dopo settimane di un crescendo di episodi criminali, San Severo si è svegliata con la sensazione che sul suo territorio si stia consumando una 'guerra allo Statò. Sono le parole che ha usato il sindaco, Francesco Miglio, dopo che la scorsa notte, un uomo, da solo alla guida di una vecchia utilitaria, si è avvicinato ad alcuni furgoni della polizia e ha sparato più colpi di pistola danneggiando la carrozzeria di uno dei mezzi. E’ poi fuggito abbandonando l’auto, che è stata ritrovata a poca distanza ed è risultata essere stata rubata qualche giorno fa.

I mezzi erano parcheggiati dinanzi all’albergo che ospita personale di polizia che è stato inviato per il rafforzamento dei servizi di controllo in città richiesti dal sindaco, preoccupato per l’escalation criminale degli ultimi tempi. Miglio, che giorni fa aveva cominciato uno sciopero della fame per sollecitare l’intervento del governo, il 28 febbraio scorso ha incontrato il ministro dell’Interno, Marco Minniti, e ha ottenuto come prima immediata risposta l’invio di 90 unità delle forze di polizia per esigenze di ordine pubblico e controllo del territorio, e 5 equipaggi dei reparti prevenzione crimine della polizia di stato e delle compagnie di intervento operativo dei carabinieri. Da domani, ha assicurato oggi il Viminale, il dispositivo di controllo del territorio sarà ulteriormente rafforzato con l’invio di altre unità. Si tratta, assicura il ministero dell’Interno di «un progetto di rafforzamento stabile e permanente della sicurezza di San Severo».

E potrebbero essere stata proprio l’aumentata presenza di forze di polizia ad infastidire la malavita locale spingendola a 'vendicarsì e forse a tentare di intimorire le forze dell’ordine. Ma è impossibile non notare la coincidenza temporale con le vicende della baraccopoli che sorgeva nelle campagne a metà strada con Rignano Garganico e che ieri è stata, definitivamente sgomberata da centinaia di migranti e abbattuta con le ruspe. Gli investigatori, al momento, giudicano 'azzardatà, anche se non la escludono del tutto, l’ipotesi che ci sia una connessione tra l’attentato e lo sgombero del Gran Ghetto dove qualche notte fa due migranti del Mali sono morti in un incendio che ha devastato le baracche. «Al momento - spiega il questore, Piernicola Silvis - propendiamo per l’ipotesi che si sia trattato di una reazione della criminalità locale al rafforzamento dei controlli».

I mezzi presi di mira dall’attentatore sono utilizzato dal personale inviato per rafforzamento dei servizi di controllo e che nei giorni scorsi ha seguito l’ordine pubblico durante lo sgombero del ghetto e che ora partecipa ai servizi di controllo delle strutture in cui sono stati trasferiti i migranti. «E' probabile - ha aggiunto Silvis - che chi ha sparato abbia preso di mira i mezzi della polizia come ritorsione perché l'incremento dei controlli ha infastidito molto la criminalità». Se di una intimidazione si è trattato, la risposta del Viminale è stata immediata: «Non daremo tregua fino a quando non saranno individuati e assicurati alla giustizia gli autori degli spari indirizzati agli automezzi delle Forze dell’ordine inviati sul posto su disposizione del ministro dell’Interno».

IL SINDACO: INAUDITA GRAVITA' ABBIAMO PAURA - San Severo è un paese sotto shock: nel comune dell’Alto Tavoliere, abitato da 53.600 persone, la pressione della presenza della criminalità è alta: quella organizzata ma anche quella fuori da ogni controllo, quella che semina paura con rapine ai commercianti. Una città che, dopo gli spari contro i mezzi della polizia parcheggiati davanti all’albergo che ospita personale che ha operato per i servizi di ordine pubblico durante lo sgombero del ghetto, chiede ora più che mai la presenza dello Stato.

Il sindaco del comune foggiano, Francesco Miglio, non ha dubbi: quello che è accaduto la notte scorsa «è' un attacco alle istituzioni. C'è una parte della popolazione che sfida le istituzioni. Inaudito».

Solo martedì scorso il sindaco - che aveva messo in atto uno sciopero della fame proprio per denunciare l’escalation della criminalità - era stato rassicurato dal ministro dell’Interno Marco Minniti: ci saranno azioni immediate che saranno valutate in un tavolo tecnico. Il primo atto concreto è stato un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine sul territorio che è avvenuto in concomitanza con la necessità di procedere alle operazioni di sgombero dei migranti dal 'Gran Ghettò, tra Rignano e San Severo, la baraccopoli dove nella notte tra il 2 e il 3 marzo sono morti in un incendio due migranti: anche loro probabilmente nelle mani di caporali senza scrupoli che li sfruttavano nei campi.

E mentre le ruspe erano in funzione nel ghetto, nel paese la criminalità continuava a fare razzia: tra giovedì e venerdì, infatti, due macellerie sono state prese d’assalto da rapinatori, un negozio che vende occhiali, a pochi passi dalla sede del Comune, è stato svaligiato e un ragazzo in bicicletta è stato travolto da un’automobile lanciata a tutta velocità: il conducente non si è fermato ad un posto di blocco. Ci sono stati anche arresti per altre rapine messe a segno nei confronti dei commercianti, ma la criminalità non si è fatta intimorire.

«Non so se quello che è avvenuto - dice il sindaco di San Severo - è legato allo sgombero del Gran Ghetto o se qualcuno è stato 'disturbatò dalla maggiore presenza delle forze dell’ordine. Le indagini faranno chiarezza».

La vettura utilizzata dall’uomo che ha sparato contro la Polizia è stata ritrovata ed è risulta rubata. Si partirà da questo e soprattutto dalle immagini della telecamera per avere prime risposte investigative.

Il sindaco chiede misure straordinarie, chiede la istituzione di un Reparto speciale di Polizia di Stato nella provincia di Foggia. E il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che è stato assessore alla Legalità proprio nel comune di San Severo per circa un anno, assicura che insieme si continuerà a dar battaglia: «è evidente - dice - che la provincia di Foggia sia un territorio molto delicato, con una presenza mafiosa e criminale che preoccupa un pò tutti e che quindi necessita di una attenzione maggiore ed immediata da parte del Governo. Su questi temi, al di là di qualcuno che biecamente prova a gettare benzina sul fuoco, la cittadinanza, le amministrazioni locali ed il mondo politico pugliese sono uniti». 

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