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Sabato 19 Agosto 2017 | 03:43

latiano

Uno stallo per disabili inguaia
la comandante e vigili urbani

Uno stallo per disabili inguaiala comandante dei vigili urbani

di Piero Argentiero

LATIANO - La comandante dei vigili urbani, tre marescialli dello stesso corpo e un altro dipendente del Comune rischiano di finire sotto processo per la concessione di uno stallo per disabili avvenuta, secondo l’accusa, con falsificazioni e abusando del proprio ufficio.

A finire nel registro degli indagati, e per loro ora c’è la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla pm Iolanda Daniela Chimienti, sono Vitamaria Pepe, 44 anni, di Cisternino, comandante dei vigili urbani di Latiano, difesa dall’avv. Claudio Ruggiero; Vincenzo Ruggiero, 62 anni, di Latiano, maresciallo, difeso dall’avv. Giancarlo Camassa; Cosimo Librale, 60 anni, maresciallo dei vigili (difeso da Camassa); Cosimo Madaghiele, 62 anni, di Latiano, maresciallo (difeso da Camassa), e Flavio Massimiliano Lecciso, 37 anni,di Lecce, residente a Latiano impiegato, difeso dall’avv. Felice Lecciso. L’udienza preliminare si terrà il 14 novembre dinanzi alla giudice Tea Verderosa.

I capi di imputazione. Vitamaria Pepe risponde di abuso in atti di ufficio, due episodi di falso ideologico e di esercizio abusivo di professione per avere preparato un ricorso al prefetto per una terza persona chiedendo l’annullamento di una contravvenzione elevata dai carabinieri per occupazione abusiva di uno stallo per disabile. Ruggiero e Librale di falso ideologico in concorso con Pepe. Madaghiele e Lecciso di falso materiale e falso ideologico in concorso con Pepe. I fatti secondo i capi di imputazione che ovviamente passeranno alle verifica della giudice Verderosa. Il 15 gennaio del 2016 i carabinieri della Stazione di Latiano elevano contravvenzione a una signora che abita in centro per avere lasciato la sua vettura in sosta nello stallo per disabile situato di fronte e regolarmente attribuito da anni.

A quanto pare la donna si rivolge alla comandante dei vigili che immediatamente avvia la procedura per la concessione dello stallo per disabili al marito di questa signora perché a quanto sostiene l’interessata è un disabile. Il problema sorge perché per evitare di pagare la contravvenzione bisogna fare in modo che la domanda e la concessione dell’autorizzazione siano antecedenti. E qui sarebbero avvenuti i falsi e l’abuso in atti di ufficio. La Pepe, afferma l’accusa, fa redigere una falsa relazione di servizio ai marescialli Ruggiero e Librale, che lei stessa sottoscrive, datata 15 gennaio 2016, ore 12,45, nella quale affermano che alle <12,30, a seguito di richiesta telefonica da parte di un cittadino, gli scriventi, su disposizione del comando, si portano in una via del centro per occupazione di posto ad personam occupato. Giunti lì constatavano che l’autovettura occupava effettivamente lo spazio indicato e nel frattempo la conducente la stava rimuovendo>.

Scrivono che chiedono alla donna perché ha occupato quel posto e lei risponde che è una dirimpettaia e siccome il marito è disabile lo doveva far scendere dalla vettura. Aggiunge che ha fatto richiesta di assegnazione del posto. Secondo il capo di imputazione è tutto falso e serviva solo a precostituirsi la prova per contestare la contravvenzione che ha ricevuto. Infatti il deposito della domanda per ottenere lo stallo per disabile avviene il giorno dopo anche se è datato 13 gennaio.

Secondo l’accusa la Pepe predispone il ricorso che la donna firma e deposita al prefetto per contestare la contravvenzione affermando in esso che l’autorizzazione numero 1236 era stata concessa il 15 gennaio al marito invalido e il relativo talloncino era esposto sul parabrezza. Ma non finisce qui. Per rilasciare l’autorizzazione il 18 gennaio viene avviato il procedimento di revoca della concessione di stallo per disabile al dirimpettaio della signora per <il venir meno delle condizioni> sebbene l’interessato sia affetto da una grave patologia. E viene falsificato un numero di protocollo per consentire la retrodatazione della nuova concessione. Se le cose sono andate così è davvero un bel pastrocchio ma solo all’eventuale processo potrà essere chiarito tutto. La parte offesa è assistita dall’avvocato Antonio Sartorio.

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Commenti all'articolo

  • Francescobr

    14 Maggio 2017 - 01:01

    Tutto questo per risparmiare una multa e 5 punti? Nemmeno Pirandello l'avrebbe architettato!

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