La chiesa del Sacro cuore di Gesù (conosciuta dai brindisini come i Salesiani) resterà chiusa alle funzioni religiose a tempo indeterminato. O, perlomeno, fino a quando i tecnici e le autorità competenti non si recheranno nell’edificio di via Appia per compiere il sopralluogo e verificare la tenuta dello stabile dopo la denuncia, presentata da uno o più parrocchiani, di caduta di calcinacci e pezzi di intonaco dal soffitto durante la messa mattutina delle Palme.
C’è chi giura che si sia trattato di qualche cedimento che ha causato solo polvere, c’è chi teme per l’incolumità dei fedeli. Sta di fatto che, da qualche giorno, tutte le messe ordinarie si svolgono all’interno della sala Grazia Balsamo, nell’area dell’oratorio. Dunque, niente comunioni (che si sarebbero dovute svolgere proprio oggi), niente matrimoni programmati da mesi, e nemmeno funerali. Per fortuna, le cresime sono previste per novembre. Un caso che scuote la folta comunità di fedeli, religiosi ed educatori che frequentano la parrocchia, da decenni punto di riferimento per generazioni di brindisini. È oscura l’identità del parrocchiano che, pro domo sua, avrebbe denunciato in primis ai vigili del fuoco - e senza nemmeno consultarsi col parroco don Ercole Cinelli - la caduta di calcinacci in un’area laterale dell’edificio.
È stata dunque disposta in via cautelativa la chiusura del luogo di culto, in attesa del responso delle perizie delle autorità competenti e della Soprintendenza, che dovranno dettare gli interventi da realizzare per il ripristino dello stato di cose.
L’arcivescovo di Brindisi, monsignor Giovanni Intini, ha cercato di trovare altre chiese disponibili per non vanificare il cammino pastorale compiuto da catechisti e centinaia di ragazzi. Le prime comunioni dovrebbero quindi tenersi a Santa Maria del Casale. Per i matrimoni, dati per annullati quelli più imminenti, sono in corso trattative anche per verificare la disponibilità di luoghi liberi, oltre che naturalmente graditi ai futuri sposi. Un bel guaio davvero, che qualcuno imputa a una sorta di vendetta personale di qualche fedele verso il parroco o comunque verso i responsabili delle varie attività.
Proprio pochi mesi fa, grazie all’intervento dell’onorevole Mauro D’Attis, furono stanziati 300 mila euro di fondi governativi destinati alla riqualificazione del complesso sportivo dell’oratorio e lavori negli spazi culturali del sito. E anche per la chiesa, si sarebbe progettato tutto il necessario per partecipare a un altro bando. Ora, però, bisognerà prima quantificare danni e tempi di ripristino. Per le cerimonie, rivolgersi altrove.















