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Ugento Li Foggi: il fico compie 20 anni ed è sempre più rigoglioso

Oltre a segnalare da anni l’importante testimonianza della biodiversità pugliese, Coldiretti denuncia l'evidente mancanza di opere di pulizia, mentre di contro agli agricoltori si impone il pagamento del contributo della bonifica che non c’è

20 Maggio 2022

Redazione online

LECCE - Gode di ottima salute l’imponente e rigoglioso fico di oltre 20 anni di età che campeggia nel canale a Zuddeo Minervino, ostruendolo completamente, nell’area di competenza del Consorzio di Bonifica commissariato Ugento Li Foggi. Ne dà notizia Coldiretti Puglia che, oltre a segnalare da anni l’importante testimonianza della biodiversità pugliese, denuncia la evidente mancanza di opere di pulizia, mentre di contro agli agricoltori si impone il pagamento del contributo della bonifica che non c’è.

Per questo Coldiretti Puglia, in una lettera al presidente della Regione Puglia Emiliano, all’assessore regionale all’Agricoltura Pentassuglia e al Commissario straordinario dei Consorzi di Bonifica Borzillo, in riferimento agli avvisi di contribuenza per la bonifica che sono stati recapitati agli imprenditori agricoli dell’area infetta da Xylella fastidiosa dai Consorzi dell’Arneo, Ugento Li Foggi e Stornara e Tara, nonché l’iscrizione nei ruoli per il 2017 del Consorzio dell’Arneo.

“L’area infetta da Xylella si trova in una condizione di stato di calamità a partire dal 2014 e gli areali olivetati risultano progressivamente distrutti dalla fitopatia, causando l’assoluta perdita di prodotto e di reddito per la stragrande maggioranza dei produttori”, afferma Pietro Piccioni, delegato confederale di Coldiretti Lecce, che sottolinea la inapplicabilità del vigente piano di classifica, strumento per la determinazione dell’onere consortile, che “allo stato non può, in tali condizioni oggettive, costituire il presupposto per l’attribuzione del contributo in capo ai diversi contribuenti”, aggiunge Piccioni.

Infatti, l’unità produttiva dell’epoca, che ha determinato la redazione del più volte citato piano di classifica, è inesistente, perdendo, altresì, il proprio valore – insiste Coldiretti Puglia – con l’entità dell’onere consortile, così determinato, che non è più proporzionato al terreno agrario cui si riferisce.

Inoltre, in molti casi, non si può più parlare – denuncia Coldiretti Puglia - di “oliveto” in quanto si sta procedendo all’abbattimento delle piante secche e danneggiate o, purtroppo, distrutte da incendi che hanno caratterizzato alcune zone, con il conseguente azzeramento di ogni riferimento reddituale, a partire dal reddito dominicale.

Gli agricoltori sono allo stremo, senza reddito da anni per colpa di una burocrazia che ha impedito finora di espiantare gli alberi secchi da Xylella e reimpiantare le piante resistenti e che di contro continua a imporre – denuncia Coldiretti Puglia - balzelli di ogni sorta, dalle cartelle dei Consorzi di Bonifica all’IMU, mentre fioccano i controlli delle forze dell’ordine in aziende che, se sono fortunate, hanno l’attività ridotta al lumicino, quelle più sfortunate sono ferme.

Alla luce di queste semplici ed evidenti considerazioni, Coldiretti Puglia ha chiesto che la Regione Puglia sospenda l’invio degli avvisi ai contribuenti e valuti una ridefinizione dei contributi stessi, attraverso una netta riduzione per tutta l’area infetta da Xylella presente all’interno dei comprensori dei Consorzi di Bonifica commissariati.

Tale intervento, oltre ad essere di equità rispetto ad una situazione drammatica delle produttività aziendali dei contribuenti interessati, evidenzierebbe una utile attenzione nei riguardi di questo territorio regionale, che invece ha grande necessità di sostegni per la sua ripresa sotto il profilo produttivo, ambientale e paesaggistico.

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