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Serie Tv, «Stranger Things» polverizza «Bridgerton» in audience

Una scena della serie «Stranger Things 4»

In attesa di scoprire cosa ci attende nella seconda parte della quarta stagione, rispondete al nostro sondaggio

07 Giugno 2022

Graziana Capurso

60%

No

40%

Strane cose. In un nome un destino. E succedono davvero cose strane nel mondo delle serie tv. Dove tutto è come non dovrebbe essere e viceversa. È il caso di Stranger Things, che più che un caso mediatico è diventato un vero fenomeno cult. Una serie dei record a livello di audience che con l’uscita della quarta stagione ha letteralmente polverizzato le sue concorrenti rilasciate dal colosso streaming Netflix. Le prime sette puntate nate dalla creatività dei fratelli Matt e Ross Duffer completano un ciclo narrativo iniziato con la prima stagione, rispondendo ad alcune domande ma allo stesso tempo lasciando col fiato sospeso. Cerchiamo di riavvolgere il nastro per comprendere meglio le ragioni di un successo così clamoroso che ha stravolto il mondo del piccolo schermo.

I fratelli Duffer con questa quarta stagione optano per un ritorno alle origini della serie, andando ad ampliare una mitologia interna già fortemente consolidata. I retroscena sul «Sottosopra», mondo parallelo e alternativo in cui è ambientata la serie, i mostri che lo abitano e i collegamenti che si intersecano con la cittadina americana di Hawkins, vengono ampiamente svelati nel corso della storia, soprattutto nel finale.

In Stranger Things si delinea chiaramente l’esaltazione di chi è consapevole di avere tra le mani un prodotto che è stato capace di stuzzicare le passioni più profonde del grande pubblico e di parlare a una vasta platea, prendendo sia i quarantenni, sempre più nostalgici del mood Anni ‘80 e dei film con cui sono cresciuti, sia i più giovani che possono ritrovarsi nella voglia di avventura dei protagonisti. Tanti i temi trattati: primo fra tutti la complicità del gruppo di ragazzi protagonisti, solitamente i più emarginati, e l’amicizia che li lega. Tema quello della squadra che riprende un filone già seguito con i Goonies, ma anche con la creatività di Stephen King o Steven Spielberg.

Il contatto con un mondo strano e fantastico parallelo al nostro travolge lo spettatore stupendolo. Lasciandogli in testa un messaggio chiaro: tutte le avversità si possono superare alla fine, il segreto è restare umani. Insomma Stranger Things parla a una generazione nostalgica ma riesce anche ad accendere l’interesse negli adolescenti di oggi che percepiscono quel mondo fatto di walkman, capelli cotonati e giochi di ruolo, lontano anni luce. Una serie che è un gioco di rimandi continui e nascosti, scovabili solo dall’occhio più attento. Con citazioni dei grandi classici del cinema, attenzione maniacale per i dettagli dell’epoca talmente fedeli al vero, che sembra di viaggiare indietro nel tempo, guardando però sempre verso il futuro. Ultima nota a favore della serie dei record è l’apporto musicale: dalla celebre canzone della Storia Infinita cantata in duetto da Dustin e Suzie, fino ad un ritorno in grande spolvero di Running Up That Hill di Kate Bush dalle sonorità elettroniche nel giro di poco è svettato in testa alle classifiche di Youtube, di Spotify e di iTunes battendo l’idolo indiscusso delle ragazzine Harry Styles, e questo ben 37 anni dopo l’uscita originaria della canzone.

Insomma le avventure distopiche sempre più all’insegna dello splatter dei teenager Eleven, Mike, Will, Dustin e Max mettono davvero tutti d’accordo. La quarta stagione è stata vista per 287 milioni di ore nel primo week-end, dal 27 al 30 maggio (ha reso noto Netflix). In confronto, la seconda stagione di «Bridgerton» è stata vista «solo» per 193 milioni di ore nel fine settimana del debutto, alla fine di marzo. Un successo globale che non è limitato agli Stati Uniti: Netflix ha riportato che la quarta stagione è la prima di Stranger Things a raggiungere il primo posto in 83 Paesi solo nel suo primo fine settimana.
Si sa, nell’era dello streaming non è rilevante quanto può piacere quello che si guarda, l’importante è che si continui a guardarlo. E il fatto che Stranger Things sia sulla bocca di tutti ne è una prova. Bandiera indiscussa dei tempi moderni.

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