I “sì” restano in vantaggio, ma l’esito del referendum sulla riforma della giustizia voluta dal governo Meloni è tutt’altro che scontato. A poco più di due mesi dal voto, in programma il 22 e 23 marzo, i sondaggi fotografano un quadro ancora fluido, segnato da un’ampia area di indecisi e dall’incognita dell’affluenza.
Secondo un sondaggio realizzato dall’istituto Only Numbers di Alessandra Ghisleri per Porta a Porta, il 41% degli intervistati dichiara di essere intenzionato a recarsi alle urne, mentre il 17,4% afferma che non voterà. Resta però molto elevata la quota di cittadini che non ha ancora maturato una scelta: il 41,6% si dice infatti indeciso.
Tra coloro che esprimono un orientamento di voto, il 50,3% si schiererebbe a favore della riforma, mentre il 35,4% voterebbe per l’abrogazione della legge approvata dal Parlamento. Un divario significativo che, tuttavia, potrebbe ridursi proprio in funzione delle scelte dell’ampia fascia di indecisi.
Il dato è in parte confermato anche da altre rilevazioni. La “supermedia” di YouTrend, aggiornata all’11 dicembre, indica un vantaggio più ampio per il sì, attestato al 56,7%, contro il 43,3% dei contrari. Più equilibrata, invece, la fotografia restituita da un sondaggio Ipsos pubblicato il 17 dicembre: ipotizzando un voto obbligatorio, il 50,3% degli italiani confermerebbe la riforma, mentre il 49,7% la boccerebbe.
Numeri che raccontano una consultazione ancora aperta, in cui il peso dell’affluenza e la decisione degli indecisi potrebbero risultare determinanti per l’esito finale del referendum.
E voi cosa ne pensate? Diteci la vostra rispondendo al sondaggio.















