Un angelo con tratti che ricordano il volto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nella Basilica di San Lorenzo in Lucina a Roma, ha acceso un dibattito che va ben oltre l’arte sacra. A sollevare il caso è stata la Repubblica, parlando di un cherubino che, dopo il restauro, avrebbe assunto sembianze riconducibili alla premier: volto femminile, sguardo deciso, ali spiegate e un cartiglio con lo Stivale.
Il restauratore Bruno Valentinetti respinge ogni accusa: «Non è lei. Ho semplicemente restaurato ciò che c’era 25 anni fa». Ma le immagini circolate online hanno alimentato polemiche e reazioni trasversali, trasformando l’episodio in un vero caso politico.
Dal Partito Democratico arriva una presa di posizione netta. La capogruppo in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, parla di una situazione “non accettabile” e chiede l’intervento immediato della Soprintendenza: secondo il Pd, se un restauro su un bene tutelato producesse un’immagine riconducibile a un volto contemporaneo, si configurerebbe una potenziale violazione del Codice dei beni culturali. Sulla stessa linea anche M5S e Alleanza Verdi e Sinistra, che invocano verifiche da parte del Ministero della Cultura.
Più prudente, ma non del tutto smentente, il parroco della Basilica, mons. Daniele Micheletti: «In effetti una certa somiglianza c’è. Io avevo chiesto che la cappella fosse restaurata esattamente com’era». Un’affermazione che contribuisce ad alimentare interrogativi sulle modalità e sull’esito dell’intervento.
Durissima la replica da Fratelli d’Italia. La senatrice Susanna Donatella Campione parla di “delirio mistico” e accusa l’opposizione di essere “ossessionata” dalla figura della premier, ironizzando sull’idea di una presunta par condicio iconografica negli affreschi. «A sinistra vedono Meloni dappertutto», afferma, ridimensionando il caso a una polemica strumentale.
La stessa Giorgia Meloni ha scelto l’ironia: ha pubblicato la foto dell’angelo sui social commentando con un sorriso: «No, decisamente non somiglio a un angelo». Nel frattempo, la diocesi di Roma ha fatto sapere di non essere stata informata dell’intenzione dell’artista e di aver avviato accertamenti per chiarire quanto accaduto.
Tra tutela del patrimonio, libertà artistica e scontro politico, il “caso dell’angelo” continua a far discutere. Ma cosa ne pensano davvero i cittadini? Diteci la vostra rispondendo al sondaggio.















