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Attenti all’ex: ferire parlandone è facile

Cuore

È poco galante ascoltare un uomo che racconta la sua vita passata. Ma c’è chi vuole sgravarsi dal peso dei ricordi

17 Settembre 2022

Liza Ginzburg

Cara Lisa,da sei mesi frequento un uomo, un mio collega del lavoro. Si dimostra gentile, mi invita a cena, ha premure nei miei confronti e ho l’impressione di interessarlo piuttosto. Io sono sola da due anni, è la prima volta che l’ipotesi di una storia sentimentale torna ad affacciarsi. Oltre a essere arrivato all’improvviso, quest’uomo e l’incontro con lui sono un’ipotesi mi convince, che non mi spaventa, o almeno: non troppo. Esco da una storia lunga, ho trentadue anni, mi sembra un dono che arrivi uno al quale io interesso e che a me piace. Istintivamente mi fido di lui, credo che con lui sarei pronta a far cadere le barriere di difesa che in questi due anni ho costruito per proteggermi, non soffrire di nuovo.
Però. C’è un vero però, un grande però. Quando torno a casa dopo essere stata a cena con lui, mi accorgo di essere sempre arrabbiata e mortificata. A ogni incontro, almeno due terzi del tempo lui li passa a parlarmi della sua ex moglie. Si sono lasciati l’anno scorso e hanno un bambino. E lui mi parla pochissimo del bambino, e invece continuamente dell’ex moglie. Non c’è volta che non si dilunghi su di lei, la descrive, mi racconta le loro dinamiche di coppia; ritorna col pensiero aila loro separazione, condivide con me i suoi rancori come io fossi la sua psicologa. Non riesco a non trovare la cosa insultante. E il mio cuore è combattuto, perché vedo una relazione che potrebbe incominciare ma questo suo legame con la ex mi fa male.
Rosy


Cara Rosy,

tanti anni fa imparai un motto divertente che diceva: dura lex, sed l’ex. I vecchi amori ci aleggiano dietro le spalle, nel bene e nel male. Nel bene, perché ci proteggono (o almeno si spera) evitandoci di commettere stessi sbagli, ripetere medesimi errori. Ma anche, i vecchi amori ci ostacolano perché sono ingombranti. Prendono spazio, offuscano gli occhi dalla visione del presente, tutto il presente, compresi i regali che esso può offrire irrompendo sul nostro cammino. Come se in qualche modo ci tenessero in ostaggio, i nostri ex, così come tante volte in ostaggio ci tiene il passato, con il suo sguardo occhiuto e severo, troppo malinconico, quello sguardo limitante che attraverso l’ossessione dei ricordi ci tiene in scacco e prigionieri.

Questo tuo collega è poco rispettoso e poco gentile nei tuoi confronti, perché dovrebbe avere ben chiaro (qualcuno, o la stessa vita, dovrebbe averglielo insegnato) quanto sia poco galante intrattenerti ogni volta, e tanto a lungo, con racconti sulla sua ex moglie. È un passo falso da parte sua, senza ombra di dubbio. Però c’è da chiedersi: sino a che punto lo fa volontariamente, e quanto invece non è «agito» dal suo passato? Perché è evidente che la sua intenzione non è ferirti, certamente lo interessi e gli piaci, come tu stessa hai percepito. Sua intenzione piuttosto, chissà quanto consapevole, è farti sentire che di quel suo passato lui è prigioniero, e vorrebbe non esserlo più. Come ti stesse chiedendo aiuto. Non è gratificante, siamo d’accordo – anzi, insisto, è la cosa meno galante che possa fare nei tuoi riguardi. Ma il punto è capire se il suo desiderio di smarcarsi dal passato sia autentico, vitale, o invece spento, bloccato. Se ti dice della ex moglie potrebbe essere perché parlarne è volere sgravarsi del peso dei ricordi e intanto creare spazio, spazio vuoto per accoglierti, farti entrare nella sua vita. Al contrario, il parlare sempre troppo di lei potrebbe significare che da quel ricordo non è ancora per nulla liberato, né ha alcuna reale volontà di liberarsi.

Delle due possibilità, l’una: se è la prima, cioè una sua indiretta dichiarazione di sua difficoltà e richiesta di tua comprensione, probabilmente vale la pena continuare a vederlo, a uscire con lui, a sentire e approfondire la reciprocità dell’attrazione che senti vi lega. Se invece è la seconda ipotesi, ovvero l’ingombro di un suo invischiante legame ancora troppo forte con i suoi fantasmi, allora meglio farsi forza e accettare che non è il caso di andare oltre. Dire a quest’uomo, o fargli capire, che è meglio non continuare a frequentarsi. Perderesti tempo a insistere, perché incontro dopo incontro stai scavando il solco di una delusione che non ti meriti, un boccone amaro di cui non hai nessun bisogno. Siamo fatti dei nostri amori passati, delle nostre ferite, delle nostre cicatrici. Quelle cicatrici, sempre meglio averle ben medicate prima di aprirci alle nuove occasioni che ci regala la vita. Se non succede, può essere bello siano i nuovi incontri a farci guarire; ma devono essere incontri con persone che ci guardano dritto negli occhi e che noi anche sappiamo vedere, per come sono e per quello che sono. Non sovrapponendo alla loro immagine quella dei nostri ex amori.

Dura lex, sed l’ex: possiamo interessarci al passato di chi ci piace e si interessa a noi, a patto che quel passato non sia una lente scura che impedisce a noi di essere visti, apprezzati, amati. Una regola che non andrebbe dimenticata mai.

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