Martedì 09 Agosto 2022 | 18:11

In Puglia e Basilicata

Un posto al cuore

Amore o amicizie? Il dilemma d’estate

Quando il passato torna a riaffacciarsi

La scrittrice Lisa Ginzburg

Piccolo vademecum per trascorrere al meglio le vacanze nel mese di agostofra sentimenti e desideri

30 Luglio 2022

Lisa Ginzburg

Arriva agosto, «agosto moglie mia non ti conosco», agosto in cui molte volte la vacanza migliore la fai con gli amici molto più che con coniugi, fidanzati, innamorati, amanti.

Sono molte le virtù dell’amicizia, diverse in modo antitetico da quelle dell’amore. Anzitutto, l’amicizia è libera: puoi non vederti per anni, ma quando ti ritrovi sembra non sia passato nemmeno un giorno, e proprio quello è molte volte il segno inequivocabile che si tratta di vera amicizia. E poi, l’amicizia è rispettosa, sa aspettare quando le strade per un po’ si allontanano. E l’amicizia è sobria, non conosce il tormento di passioni eccessive e tumultuose; certe volte può essere gelosa (di altri amici) ma di norma l’amicizia lascia respiro, molto spazio, non chiede esclusività, e questo getta luce e bellezza su tutto – la luce della libertà, la bellezza rigenerante dell’ossigeno.

Eppure: c’è una caratteristica peculiare dell’amicizia che la rende stranamente più sentimentale dell’amore, e che riguarda il momento (quando e se accade) della sua fine. Quando una grande, vera amicizia finisce, la sensazione che ci lascia dentro è spesso più difficile da gestire e da elaborare rispetto a quando finisce un amore. Lì il dolore certo è grandissimo, e metabolizzare la conclusione di una storia d’amore, a meno di fughe in avanti e di rimozioni dichiarate, subito e troppo in fretta «rifacendosi un’altra vita», è un percorso lungo e accidentato, difficile e tormentoso. In qualche maniera, assumere la fine di un amore equivale a elaborare un lutto.

Ma la fine di un’amicizia, di una grande amicizia, per certi versi è evento ancora più traumatico. Un accadimento che sparge attorno a sé un silenzio assordante, talvolta definitivo. Un dispiacere da cui non ci riprendiamo in nessun modo, perché quasi sempre non riusciamo a capire, capire per davvero. Già, le ragioni per cui una vera amicizia si conclude sono più sottili e complesse da comprendere e dipanare rispetto a quelle che fanno finire una storia d’amore. Anche perché l’amore è contatto, è fisicità, è carezze o schiaffoni, è lacrime, umori, parole a fiume, crisi che travolgono come valanghe dopo gioie che come altrettante valanghe ci hanno sommerso, e riempito, e cambiato la vita. E la fisicità fa sfogare e fa esprimere, paradossalmente aiutando a chiudere quando le cose devono chiudersi.

L’amicizia no, cresce e si assesta e tramonta su altri parametri, su altri patti. È fiducia, è fedeltà, è rispetto ed è spazio; ma se un’amicizia si incrina, è molto difficile e raro che essa trovi le parole per dire il come e il perché, per sancire e decretare che si è arrivati al capolinea.

La fine di un’amicizia lascia attoniti, increduli e senza parole: è lutto che tante volte resta non detto, e perciò profondissimo e che superare è impossibile. Viviamo in una cultura che tutto concentra con enfasi sull’amore, l’amore romantico, quello che quando finisce ti fa scrivere poesie o comporre canzoni e ti porta a gridare al mondo la tua infinita pena. Ma un mondo che poco o nulla racconta del dolore di quando a finire è un’amicizia: un genere di dispiacere invece anche quello acuto, vivo, che punge il cuore e lo trafigge. Una pena che tanto racconta di noi, e che invece quasi sempre teniamo nascosta e non raccontiamo a nessuno perché soffrire per un amico o un’amica che ha smesso di essere tale è qualcosa che non è contemplato, che non solo è antiretorico, proprio non fa parte della nostra cultura dei sentimenti.

Sarà perché le amicizie, quelle profonde, finiscono per motivi più enigmatici e misteriosi rispetto agli amori. Certo quando un’amicizia si incrina non ci sono lacrime o sfoghi o poesie o canzoni per lenire la sensazione di perdita. Si spengono nel silenzio, le amicizie, silenzi sepolcrali che non si sa come interrompere, perché riannodare i fili di un’amicizia che si è «complicata» è difficile, troppo difficile, e un impegno «socialmente» inutile.

Godiamole dunque le nostre amicizie, nel tempo sospeso e lento dell’estate soprattutto. E dribblando certi luoghi comuni, riflettiamo che la vita del cuore non è fatta soltanto di amori, come la retorica maistream vuole dirci. Del cuore e delle sue ragioni fanno parte gli amici, gli amici veri. Che sono fonte di gioia, talvolta di terribili delusioni e dispiaceri, come che sia di spazio, ossigeno, aria. Andiamo in vacanza anche con gli amici se possiamo, e diversamente, facciamoci vivi con loro. Non ci si pensa abbastanza, ma il benessere del nostro spirito tanto ha a che fare con la qualità delle nostre amicizie. Molto più di quel che si dice, e si sa.

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