Domenica 22 Febbraio 2026 | 16:27

Ex Ilva: nel primo semestre 2025 avvio lavori sui due forni elettrici. Usb: «Dal governo altri 150 milioni». Uilm: «Per noi resta valido l'accordo del 2018»

Ex Ilva: nel primo semestre 2025 avvio lavori sui due forni elettrici. Usb: «Dal governo altri 150 milioni». Uilm: «Per noi resta valido l'accordo del 2018»

Ex Ilva: nel primo semestre 2025 avvio lavori sui due forni elettrici. Usb: «Dal governo altri 150 milioni». Uilm: «Per noi resta valido l'accordo del 2018»

 
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«Tragedia sfiorata all'Acciaieria 2 dell'ex Ilva di Taranto»

L'ex Ilva di Taranto

A Taranto società interessate in visita sito. Si parla di una nuova norma all’uscita da Palazzo Chigi dopo l’incontro tra il governo e i sindacati

Lunedì 29 Aprile 2024, 17:44

20:21

TARANTO -  Nel primo semestre del 2025 sarà avviata la realizzazione di due forni elettrici nello stabilimento ex Ilva di Taranto, che entreranno in attività nel corso del 2027. A riferirlo, a quanto si apprende, Giovanni Fiori, uno dei commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, durante l’incontro con il governo e i sindacati in corso a Palazzo Chigi. I due impianti sarebbero destinati a sostituire altrettanti altiforni.

Oggi Taranto è in «marcia ridottissima» e in funzione solo Afo 4, che sarà mantenuto fino al 2030. Così fonti sindacali, mentre è in corso l’incontro governo-sindacati sull'Ex Ilva. Afo 1 e Afo 2 sono fermi per manutenzione, aggiungono le stesse fonti. (

Intanto nella seconda metà di maggio sono state programmate visite in azienda di società che hanno manifestato interesse per l’acquisto dell’ex Ilva. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, nell'incontro in corso a Palazzo Chigi tra Governo, sindacati dei metalmeccanici e commissari straordinari di Acciaierie d'Italia. E' quanto si apprende da fonti sindacali.

USB: «DAL GOVERNO ALTRI 150 MILIONI»

Il governo farà «un’altra norma per spostare altri 150 milioni da Ex Ilva in a.s ad Acciaierie d’Italia (Adi) in amministrazione straordinaria e poi arriveranno i 320 milioni del prestito ponte». Lo ha detto Francesco Rizzo dell’Usb all’uscita da Palazzo Chigi dopo l’incontro tra il governo e i sindacati, spiegando quindi che in totale i fondi erogati per l’azienda di Taranto saranno 620 milioni, considerando i 150 milioni già erogati. La norma dovrebbe arrivare a breve perché la situazione «è critica», ha aggiunto Rizzo. 

«Il governo ci ha presentato un piano industriale di 6 milioni di tonnellate come obiettivo massimo al 2026, con gli altiforni attuali, quindi con la produzione a carbone. Poi hanno detto che si lavora a partire dal 2026 fino al 2029 per la costruzione dei forni elettrici per sostituire poi due altiforni con due forni elettrici, che dovranno garantire almeno 4 milioni di tonnellate più due da produzione di altoforno - ha continuato Francesco Rizzo spiegando che si tratta di un «piano industriale che ad oggi, rispetto all’impatto numerico, già avendo 1.700 unità in cig, avrebbe un impatto significativo, oltre quelli già previsti, ulteriori cassaintegrati». Infatti, «i forni elettrici hanno un impatto occupazionale molto minore rispetto agli altiforni, e quindi rischiamo che vengano esclusi dal mondo del lavoro 4.500 lavoratori».

Uilm, per noi resta valido l'accordo del 2018

«Non siamo più disponibili a discutere di piani di lungo periodo, noi abbiamo un piano che deve essere applicato ed è quello del 2018 e per poterlo realizzare servono le risorse». Lo ha detto il segretario generale della Fiom Cgil Michele De Palma, uscendo da Palazzo Chigi. «Il governo ci ha detto che sono in via di intervento per 150 milioni e in più i 320 milioni del prestito, che devono essere autorizzati dalla Commissione Ue. Ma il tempo che è passato finora è stato fin troppo, i 320 milioni servivano subito. Queste risorse non bastano, le nozze con i fichi secchi non si fanno», ha sottolineato il leader sindacale.

«La lunga durata dell’incontro non è un buon segno. Abbiamo voluto capire qual è il loro piano, data la genericità dei loro approfondimenti, ci siamo limitati a dire che non condividiamo né il metodo né la sostanza. Per noi rimangono confermate le intese sottoscritte, soprattutto l'accordo del 2018, per noi resta valido fino a che non se ne negozia un altro. E noi non abbiamo nessuna volontà di negoziare un ulteriore accordo, quello del 2018 definisce la difesa occupazionale di migliaia di lavoratori oggi in amministrazione straordinaria. Se l’ispirazione del piano è presentarla all’Ue per ricevere il via libera al finanziamento ponte è una cosa che devono fare loro e di cui devono prendersi la responsabilità». Lo ha detto il segretario della Uilm Rocco Palombella dopo l'incontro a Palazzo Chigi sull' ex Ilva con il governo e i commissari di AdI.

«Noi continueremo a incalzare i commissari - ha aggiunto - affinché ci sia una ripresa produttiva, la riduzione della cassa integrazione e un clima importante di fiducia. Sono passati due mesi, i lavoratori continuano a soffrire, chiediamo di essere rispettosi. Ci sia piena chiarezza. Nessuna condivisione di piano, nessun piano, quando lo conosceremo nei dettagli diremo la nostra e non saremo teneri. Noi siamo rispettosi delle istituzioni ma rispettiamo prima i lavoratori e le comunità dove sorgono i luoghi di lavoro».

Fim, oggi è piano funzionale a restituire il prestito

«Il governo decreterà nei prossimi giorni 150 milioni di finanziamento. Il piano è funzionale a dare le garanzie in Europa rispetto ai 320 milioni di prestito, che ci auguriamo l’Europa metta in cantiere perché senza quello l'azienda non è in grado di continuare». Lo ha detto il segretario generale della Fim, Ferdinando Uliano, uscendo da Palazzo Chigi dopo l’incontro col governo sull'Ex Ilva. «Ci hanno presentato un piano che rimette in piedi oggi gli attuali impianti, quindi c'è un’operazione rispetto a Afo 4 a renderlo capace di produrre quanto più possibile e cerca di rimettere in sesto Afo 1 e Afo 2», ha spiegato il leader sindacale, ma "rispetto ad un piano industriale che si occupa di arrivare ad un obiettivo di 6 milioni di tonnellate e che dia prospettive, abbiamo chiesto un ulteriore approfondimento», ha concluso Uliano.

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