«Apprezzo l’attenzione del ministro delle Imprese Adolfo Urso, una persona che dedica molto impegno alla risoluzione delle vertenze a livello nazionale. Ma non si può prescindere dal considerare questa come terra non più di sacrificio. Fino a quando io sarò sindaco per questa terra, che mi dà onori e oneri, forse più oneri in questo momento, non possiamo più pensare che una centrale elettrica non presenti un piano per dimostrare che non ci sia inquinamento. Questo non esiste più». Lo ha detto il sindaco di Taranto Piero Bitetti, che nei giorni scorsi ha firmato una ordinanza che dispone la sospensione dell’esercizio della centrale termoelettrica dell’ex Ilva, gestita da AdI Energia srl in amministrazione straordinaria. Il provvedimento impone lo stop entro 30 giorni «fino alla presentazione del piano di riduzione» delle emissioni, e alla successiva valutazione e approvazione da parte degli enti competenti.
«Da qui - ha aggiunto il primo cittadino - può partire un ragionamento volto a pensare a quella tecnologia, a quella economia che si può produrre grazie alla ricerca, grazie all’innovazione, grazie alle nuove scoperte, in grado di dimostrare che la produzione può continuare se ci sono le condizioni per rispettare la salute e il territorio. Altrimenti dovremo fare altro. Quella è un’azienda che genererà inevitabilmente esuberi. E allora noi abbiamo un dovere, di far crescere altre economie».
















