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Bernabè: «Ex Ilva deve rimanere in vita, perché uno stabilimento 'morto' diventa bomba ecologica»

«Tragedia sfiorata all'Acciaieria 2 dell'ex Ilva di Taranto»

L'ex Ilva di Taranto

Per il presidente del Cda di Acciaierie d'Italia lo stabilimento deve produrre acciaio in maniera compatibile

24 Giugno 2022

Redazione online

TARANTO - Lo stabilimento ex Ilva di Taranto "deve rimanere in vita, deve rimanere uno stabilimento che produce acciaio in maniera compatibile» dal punto di vista ambientale, ma «deve rimanere in vita perché uno stabilimento morto di quel tipo diventa una bomba ecologica». Lo ha detto il presidente del Cda di Acciaierie d’Italia Spa, Franco Bernabè, durante le audizioni in commissioni Bilancio e Industria del Consiglio regionale pugliese. «Lavoriamo tutti quanti concordemente per sviluppare questo stabilimento, se viene abbandonato il problema non è più risolvibile», ha aggiunto.

«Entro maggio del 2023 verranno completati tutti gli investimenti di protezione ambientale" dell’ex Ilva di Taranto. Lo ha detto il presidente del Cda di Acciaierie d’Italia Spa, Franco Bernabè, durante le audizioni in commissioni Bilancio e Industria del Consiglio regionale pugliese. Bernabè ha elencato le opere già realizzate e in fase di conclusione, dalla «copertura del parco minerale e fossile, il più grande in Europa», passando per la «copertura del parco degli agglomerati» e delle «barriere frangivento». «Sono stati spesi da Acciaierie d’Italia 700 milioni di euro» per la protezione ambientale, complessivamente gli investimenti "sfiorano 1,2 miliardi».

Il progetto di transizione ambientale dell’ex Ilva di Taranto prevede come primo obiettivo la "completa decarbonizzazione dello stabilimento con obiettivi articolati. Deve essere un impianto capace di usare l’idrogeno, quindi servirà riconversione graduale». Lo ha detto il presidente del Cda di Acciaierie d’Italia Spa, Franco Bernabè, durante le audizioni in commissioni Bilancio e Industria del Consiglio regionale pugliese. «Il secondo obiettivo - ha spiegato - è l’occupazione attraverso il recupero della competitività. Il terzo obiettivo è la sostenibilità economica; il quarto obiettivo è la crescita, far crescere la cultura dell’acciaio». «Il piano - ha proseguito - si sviluppa su un decennio, 2022-2032: entro il 2024 saranno svolti interventi su area a caldo per un investimento da 1,4 miliardi. Tra il 2024 e 2027 ci sarà l’attivazione del primo forno elettrico».

«E' stata una scelta saggia» quella dello Stato di «chiedere e incentivare Arcelor Mittal a rimanere» nella compagine ex Ilva. Lo ha detto il presidente del Cda di Acciaierie d’Italia Spa, Franco Bernabè, durante le audizioni nelle commissioni Bilancio e Industria del Consiglio regionale pugliese. «Con i se e con i ma - ha aggiunto - non si fa la storia, ma credo» che il polo siderurgico «avrebbe avuto grandi difficoltà a sopravvivere senza Arcelor».

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