Giovedì 26 Maggio 2022 | 15:34

In Puglia e Basilicata

Ambiente

Ex Ilva di Taranto, la Fiom contro il Governo: «Situazione insostenibile, vogliamo risposte»

Taranto sciopero ex Ilva

Intanto il centrosinistra di «Ecosistema Taranto 2022» chiede che si avvi subito un tavolo per l'accordo di programma

08 Maggio 2022

Redazione online

TARANTO - «La giornata di mobilitazione del 6 maggio dei lavoratori di Acciaierie d’Italia, Ilva in As e appalto ha mostrato, per chi ancora non se ne fosse accorto, una situazione che è divenuta insostenibile per una vertenza che dura ormai da troppi anni e non riesce a trovare una risoluzione definitiva alle tante problematiche che attanagliano la fabbrica e la città».

Lo sottolinea Francesco Brigati, coordinatore di fabbrica e componente della segreteria provincia Fiom Cgil in merito alla vertenza ex Ilva. «La giornata di sciopero - aggiunge - sarà ricordata anche per l’ingresso in scena, presso la portineria A, dell’Amministratore delegato di Acciaierie d’Italia, Lucia Morselli, contestata da tutti i lavoratori per tale uscita improvvida e offensiva verso chi manifestava anche per la cattiva gestione dello stabilimento siderurgico».

Il governo, insiste Brigati, «dovrebbe chiedersi cosa stia accadendo a Taranto nella gestione di quella fabbrica, di un bilancio sconosciuto a molti, di una produzione che non riesce a decollare per l’assenza di interventi manutentivi e di investimenti necessari a garantire una produzione a 6 milioni di tonnellate annue». Quali sono, si chiede il sindacalista Fiom, «gli investimenti su sicurezza e ambiente? Come viene utilizzata la cassa integrazione? Quale sarà il futuro piano ambientale e industriale? Cosa pensa di fare il governo nell’eventualità in cui non sarà concesso il dissequestro? Il governo continua a latitare e a non dare risposte alle tante domande che i lavoratori legittimamente continuano a chiedere».

«Ad oggi - conclude Brigati - nessuna convocazione è arrivata e deve essere chiaro a tutti che noi non ci fermeremo e continueremo a mobilitarci per avere risposte certe sul futuro occupazionale, ambientale e produttivo». 

Anche i partiti della coalizione «Ecosistema Taranto 2022», a sostegno della ricandidatura a sindaco del primo cittadino uscente Rinaldo Melucci, intervengono sulla questione.  «Torniamo con forza a chiedere - dicono - che si avvii immediatamente il tavolo per l’accordo di programma coinvolgendo il territorio tutto, al fine di procedere speditamente verso la chiusura delle fonti inquinanti, specie dopo la sentenza Cedu di questi giorni». «Il Ministro Giorgetti - aggiungono - trovi le risorse per poter avviare un processo di riconversione che oltre ad adempiere alla sentenza della Corte Europea sia in grado di garantire lavoro ai dipendenti e all’indotto e aiutare la ripresa di Taranto. Infatti in questi anni difficili sono state trovate somme per rispondere alle emergenze e riteniamo che la messa in sicurezza della transizione del ciclo produttivo sia meritevole della stessa attenzione».

Secondo la coalizione quello «che sta accadendo in queste ore sulla vicenda ex Ilva è preoccupante. Ai lavoratori e alle ditte dell’indotto tutta la solidarietà che dovrebbe essere propria di ogni tarantino. Siamo inoltre allarmati dalla possibilità che a giorni ci sia un nuovo tentativo di spostare 150 milioni dalle bonifiche all’azienda». 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725