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Ex Ilva, cassa Covid di 13 settimane per massimo 3.500 addetti. Usb: «Mancanza di prospettiva»

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TARANTO - Acciaierie d’Italia ha comunicato alle organizzazioni sindacali l’avvio della Cassa integrazione ordinaria con causale Covid per 13 settimane e per un numero massimo di 3.500 dipendenti dello stabilimento siderurgico di Taranto. La comunicazione segue quanto stabilito nella seduta del Consiglio dei ministri del 15 luglio, che consente l'utilizzo di questa tipologia di ammortizzatore sociale per le imprese con più di 1.000 lavoratori in stabilimenti ritenuti strategici, andando a sostituire la cassa integrazione ordinaria discussa lo scorso 23 giugno. La procedura decorrerà retroattivamente a fare data dal 28 giugno 2021 e fino al 26 settembre, oppure dal 5 luglio 2021 fino al 3 ottobre, sulla base delle indicazioni che saranno fornite dall’Inps.
Nell’incontro con i sindacati, a quanto si è appreso, il responsabile delle risorse umane, Francesco Zimbaro, ha riferito ai sindacati che c'è una previsione di produzione che si aggira sulle 15mila -16mila tonnellate di ghisa giornaliere. 

IL COMMENTO DEI SINDACATI - «A fronte delle ultime dichiarazioni dell’Ad di ArcelorMittal che parla di un’azienda in salute e di un mercato dell’acciaio vivace, ci aspettavamo dall’incontro odierno un segnale distensivo, quindi quasi un azzeramento dei numeri di cassa integrazione. Ci ritroviamo invece di fronte agli stessi atteggiamenti e la stessa mancanza di prospettiva». Lo afferma Alessandro D’Amone del coordinamento esecutivo Usb Taranto dopo la comunicazione di Acciaierie d’Italia della procedura di cassa integrazione con causale Covid per un massimo di 3.500 dipendenti dello stabilimento di Taranto e per 13 settimane. «Tranne qualche reparto - aggiunge D’Amone - ancora fermo (Treni Lamiere, Treno Nastri 1, 70% Laminatoio a freddo, 70% Finitura Nastri), si riparte dunque con una attività all’interno dello stabilimento quasi a regime, senza che siano stati fatti interventi di manutenzione mirati a ristabilire condizione di sicurezza tali da garantire un ambiente di lavoro meno precario». Di fronte «a tutto ciò - attacca il delegato sindacale - Usb rimanda al mittente la richiesta di ulteriore cassa integrazione e chiede al Governo un incontro urgente al fine di sbloccare una situazione che va avanti da troppo tempo e che scarica sui lavoratori le responsabilità di una gestione priva di alcuna logica condivisibile». Alessandro Dipino della segreteria Ugl Metalmeccanici fa sapere che i sindacati hanno chiesto «l'integrazione salariale per i lavoratori in cassa integrazione, così come la rotazione in maniera equa al fine di ridurre l’impatto economico, ma inutilmente. Abbiamo chiesto almeno di valutare la possibilità di ridurre il numero dei lavoratori da porre in Cigo Covid. Non sono emerse le condizioni per giungere ad alcun accordo».

«L'incontro odierno segna ancora una volta un arretramento in termini di relazioni industriali e discussione di merito sui numeri complessivi coinvolti dalla cassa integrazione in quanto, nonostante le richieste delle organizzazioni sindacali sull'integrazione salariale, sulla rotazione del personale e conoscenza delle aree interessate dall’ammortizzatore sociale, l’azienda ha di fatto chiuso al confronto». Così la Fiom Cgil di Taranto commenta la comunicazione di Acciaierie d’Italia della procedura di cassa integrazione con causale Covid per un massimo di 3.500 dipendenti e per 13 settimane. «L'azienda - spiega l'organizzazione sindacale - ha inoltre illustrato l’attuale assetto impiantistico che si attesta a circa 15 mila tonnellate di ghisa con la ripartenza di Afo 4 e con acciaieria 1 e 2 in marcia». Nelle prossime settimane gli assetti impiantistici saranno suddivisi in questo modo: TNA 2 (Treno nastri) fermata programmata dal 2 all’11 agosto; LAF Decapaggio ripartenza il 30 agosto; LAF Decratreno prevista la marcia degli impianti dal 2 al 9 agosto e successivamente fermo per 3 settimane; Zincatura 2 fermata prevista dal 16 agosto al 6 settembre; TLA (Treno lamiere) ripartenza il 23 agosto; Tubificio ERW fermata dal 2 agosto e ripartenza dal 23 agosto. L'incontro con l’azienda «si è tenuto - conclude la Fiom - subito dopo l’insediamento del Cda di Acciaierie d’Italia e non sembra esser cambiato nulla nelle modalità con cui la vecchia gestione ha utilizzato la cassa integrazione. Pertanto, riteniamo doveroso, così come rivendicato con lo sciopero unitario del 20 luglio, aprire una discussione anche sull'utilizzo dell’ammortizzatore sociale anche con il nuovo management».

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