TARANTO - Ritardi nell’iter per il potenziamento dell’offerta sanitaria e ammodernamento delle strutture e delle apparecchiature sanitarie, con particolare riferimento alle cure oncologiche, obiettivi per i quali lo Stato aveva stanziato oltre tre anni fa 70 milioni di euro alla Regione Puglia. Come se non bastasse, lo scorso 22 gennaio, la Regione ha anche chiesto una proroga di 12 mesi a partire dal prossimo 23 marzo. Si tratta in molti casi, di appalti misti, con la formula «chiavi in mano», che hanno determinato – questa la giustificazione della Regione – un cronoprogramma molto fitto, la cui concreta attuazione ha richiesto tempi più lunghi di quelli stimati. A rallentare le procedure anche il fatto che si tratti di interventi invasivi in strutture ospedaliere in esercizio per cui deve essere garantita la continuità delle attività sanitarie. Ed ancora, sono anche interventi a carattere altamente tecnologico che richiedono adempimenti più onerosi rispetto alle procedure di gara per le acquisizioni ordinarie. Peccato, però, che le emergenze sanitarie restino nel frattempo uno dei nodi più grossi della città, obietta l’on. Giovanni Vianello (M5S) che ha sull’argomento aveva presentato una specifica interrogazione.
In risposta a tale interrogazione, è stata ieri alla Camera la Sottosegretaria di Stato per la Salute, on. Sandra Zampa, a fare il punto della situazione in merito agli esiti del decreto-legge n. 243 del dicembre 2016, con cui lo Stato italiano, attraverso il Ministero della salute, ha stanziato per l'anno 2017 ben 50 milioni di euro e per l'anno 2018 altri 20 milioni di euro, quindi, un totale di 70 milioni di euro, per il potenziamento dell'offerta sanitaria nell'area di crisi ambientale di Taranto, Statte, Crispiano, Montemesola e Massafra.
Intanto, il Ministero della Salute – che non ha ancora formalizzato il proprio assenso alla richiesta di proroga - sta effettuando la valutazione delle modalità di rendicontazione fornita a fine gennaio per le spese sostenute per alcune procedure. In particolare – il Ministero ricostruisce così - sono avviate le procedure per la radioterapia, la radiologia, l’endoscopia, il comparto operatorio, la medicina nucleare.
Entrando più nello specifico delle questioni poste dall’interrogazione, il Ministero informa che, dopo una gara andata deserta ed altre vicissitudini, è in corso la stipula del contratto per la fornitura e installazione di un tomografo assiale computerizzato per radioterapia oncologica presso l'ospedale Moscati. Dopo l'avvio in esercizio della tomoterapia, è previsto l’avvio dei lavori per fornitura e installazione di due acceleratori lineari (progetto esecutivo validato il 30 gennaio 2020). Per la tomoterapia presso il SS. Annunziata, ultimate le opere di realizzazione in cemento armato del nuovo bunker e realizzati gli impianti di condizionamento, sono ora in corso le opere edili interne di allestimento del bunker. La fornitura della macchina è prevista tra due mesi, avvio presunto delle attività sanitarie tra tre mesi. Tutte procedure da completarsi ed in alcuni casi da avviarsi ancora per la brachiterapia, un tomografo, due sistemi per biopsia mammaria e un sistema di navigazione sotto guida radiologica per noduli polmonari al SS. Annunziata, un tomografo a risonanza magnetica al Moscati. E così pure per un mammografo e una diagnostica telecomandata con teleradiografo.
«Sono allibito», ha dichiarato l’on Vianello che ha chiesto al Ministero della Salute di «monitorare e agire con maggiore attenzione sul caso Taranto. Nonostante lo Stato abbia affidato tre anni fa ad Emiliano 70 milioni di euro per migliorare l’offerta sanitaria, ad oggi non ci sono ancora risultati concreti e apprezzabili».
LA REPLICA DELL'ASL TARANTO - «Rispetto alla prima tranche di 50 mln oggetto di finanziamento, la Asl di Taranto, in meno di due anni dalla sottoscrizione del protocollo, ha indetto gare per 45 mln, alcune delle quali già esitate in aggiudicazioni per un valore di 24 mln». Lo sottolineano il direttore generale dell’Asl di Taranto Stefano Rossi e il direttore del Dipartimento interaziendale Salvatore Pisconti replicando alle dichiarazioni del deputato Giovanni Vianello (M5S), che oggi ha presentato una interpellanza al sottosegretario al ministero della Salute, Sandra Zampa, sui 70 milioni che tre anni fa il Governo Gentiloni, inserendoli in un decreto legge, ha assegnato al potenziamento della diagnostica sanitaria a Taranto in virtù della criticità ambientale e sanitaria esistente. «Solo successivamente al 27 febbraio 2018, data di sottoscrizione del protocollo di intesa - aggiungono Rossi e Pisconti - con cui il Ministero della Salute e la Regione Puglia hanno disciplinato gli aspetti operativi, i tempi e le modalità di erogazione delle risorse finanziarie necessarie alla realizzazione del progetto di cui all’interrogazione, la Asl di Taranto ha potuto dare avvio alle attività di acquisizione delle tecnologie finanziate». I due rappresentanti dell’Asl osservano inoltre che "trattandosi, in molti casi, di appalti misti (di cui all’art. 28 del Codice degli Appalti), con prevalenza delle forniture rispetto ai lavori, si è optato ove possibile per la formula 'chiavi in manò, che prevede l’affidamento congiunto della progettazione esecutiva dei lavori, dell’esecuzione degli stessi». La Regione Puglia qualche giorno fa ha presentato al ministero della Salute l’istanza di proroga dei termini per 12 mesi, a decorrere dal 23 marzo 2020, allegando il cronoprogramma aggiornato e la relazione argomentativa delle ragioni tecniche o procedurali del ritardo.
















